'Lol2: chi ride è fuori', per i tempi duri c’è il migliore mondo possibile
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaNon c’è niente da ridere. E ci si ritrova a prendere atto che il giorno in cui il mondo si mette a tremare di guerra, da noi, ramo tv, è anche quello dell’atteso nonché sospirato arrivo di Lol2: piattaforma Amazon Prime Video, il miracolo comico di un anno fa che non solo si rinnova ma sale altissimo d’ambizione. Come un’edizione deluxe (complice il discreto potere d’acquisto Amazon) arrivano big totali. Corrado Guzzanti, Virginia Raffaele, il Mago Forest, come una boutique d’altissimo bordo della risata. E il gioco è ancora a non ridere, anche se l’insieme è ovviamente costruito e rifinito in post-produzione (non ci convinceranno mai che nel primo episodio il numero della cravatta rovesciata di Forest non abbia fatto ridere nessuno). Quattro puntate già disponibili, le altre due arriveranno, gran premio da dare in beneficenza per chi arriverà primo, ovvero sarà l’ultimo a ridere. E…
Non c’è niente da ridere. E ci si ritrova a prendere atto che il giorno in cui il mondo si mette a tremare di guerra, da noi, ramo tv, è anche quello dell’atteso nonché sospirato arrivo di Lol2: piattaforma Amazon Prime Video, il miracolo comico di un anno fa che non solo si rinnova ma sale altissimo d’ambizione. Come un’edizione deluxe (complice il discreto potere d’acquisto Amazon) arrivano big totali. Corrado Guzzanti, Virginia Raffaele, il Mago Forest, come una boutique d’altissimo bordo della risata. E il gioco è ancora a non ridere, anche se l’insieme è ovviamente costruito e rifinito in post-produzione (non ci convinceranno mai che nel primo episodio il numero della cravatta rovesciata di Forest non abbia fatto ridere nessuno). Quattro puntate già disponibili, le altre due arriveranno, gran premio da dare in beneficenza per chi arriverà primo, ovvero sarà l’ultimo a ridere. Ed è inutile girarci intorno, il programma che l’anno scorso a leggerlo sulla carta sembrava un’avventura stupidella si è imposto subito e ora è imprescindibile. Il gioco sadico è quello degli spettatori, che possono a) ridere sgangheratamente alle battute migliori e b) divertirsi vieppiù notando gli sforzi disumani dei comedians per trattenere le risate. Come detto, servirebbe un mondo migliore là fuori, ma dentro lo studio coloratissimo e fumettoso assai c’è il migliore dei mondi possibili: e se qualcuno crede davvero a quella facezia del passare qualche ora spensierata per dimenticare tutto il resto, allora Lol è il posto ideale. L’osservato speciale è ovviamente Guzzanti: ritira fuori dal repertorio cose da antologia e solo ad annunciarle si ride. Raffaele, Forest, Capatonda, Di Biase e gli altri sono quelli che si vorrebbe per qualsiasi serata della vita — c’è anche Lillo guest-star fuori concorso — e Lol è la definitiva rivelazione comica dei tempi difficili.
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Il problema è che dopo tre orette in tutto Lol finisce. Ma gli spingitori di Mamuthones di Corrado Guzzanti e Polifemo che era uno normale, di Vulvia, ovvero ancora Guzzanti, dovrebbero far meditare su certa comicità assente dalla tv da troppo tempo.