Tornano i giorni del “Condor” in formato serie
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaI giorni del libro erano sei, quelli del film tre. In comune c’era il Condor e quindi tagliando corto la serie tv si chiama Condor. Dall'11 aprile su Prime Video il bottino, cospicuo, è di due stagioni insieme, da dieci episodi ciascuna. Celeberrima trama dopo che nel 1975 Robert Redford, con aggiunta di Faye Dunaway (bei tempi) ai comandi di Sidney Pollack diedero al mondo la trama thriller perfetta, con dentro la Cia, il terrorismo e il mondo in preda a trame oscure.
L’arrivo di questa serie — prima stagione del 2018, seconda del 2020 — è dovuta a trattative su diritti e acquisti di case di produzione la cui ricostruzione produce mal di testa, quindi chi è appassionato andrà a documentarsi. Più godibile il risultato effettivo: Joseph Turner è sempre il protagonista, la vicenda si svolge però in tempi recenti. E lui, giovane affiliato Cia di…
I giorni del libro erano sei, quelli del film tre. In comune c’era il Condor e quindi tagliando corto la serie tv si chiama Condor. Dall'11 aprile su Prime Video il bottino, cospicuo, è di due stagioni insieme, da dieci episodi ciascuna. Celeberrima trama dopo che nel 1975 Robert Redford, con aggiunta di Faye Dunaway (bei tempi) ai comandi di Sidney Pollack diedero al mondo la trama thriller perfetta, con dentro la Cia, il terrorismo e il mondo in preda a trame oscure.
L’arrivo di questa serie — prima stagione del 2018, seconda del 2020 — è dovuta a trattative su diritti e acquisti di case di produzione la cui ricostruzione produce mal di testa, quindi chi è appassionato andrà a documentarsi. Più godibile il risultato effettivo: Joseph Turner è sempre il protagonista, la vicenda si svolge però in tempi recenti. E lui, giovane affiliato Cia di genio, ha creato un algoritmo per la prevenzione di atti terroristici. Ma ne è pentito, perché teme — malfidente — che con un’arma simile ci vadano di mezzo innocenti scuri di pelle o che parlano arabo. Il giorno in cui se ne va dall’ufficio imprecando perché stanno fermando un tizio che sta entrando allo stadio e lui ritiene che sia una soperchieria, si scopre che quello aveva con sé una fiala per spargere la peste intorno. Lì, i terroristi si arrabbiano davvero e compiono l’orrenda strage nell’ufficio di Turner da cui prende le mosse tutto quanto. Turner ovviamente si salva, ma a quel punto la Cia prende di mira lui etc etc.
Morale, il fatto che il regista si chiami Laurence Triller, aiuta: ma l’impresa è quella di tenere il mood originario, che era anni 70, dentro una cornice pressoché attuale. Il protagonista è Max Irons, che si apprezza di più preso atto che suo padre si chiama Jeremy. Nella prima stagione ci sono anche William Hurt e Mira Sorvino. Il tutto ha il sapore di una chicca ritrovata e davvero inattesa.
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Il clickbaiting perfetto esiste. Prestigiosa testata locale, sul web il seguente titolo: “Sbranato dai cinghiali in pineta”. Ovviamente si clicca. E un attimo dopo non si può certo protestare dicendo “Ma era un cane” perché a quel punto ti sbranano gli animalisti.