'Bang Bang Baby' la Milano anni Ottanta tra boss e vecchia tv
di Chiara Ugolini , di Chiara UgoliniGli spot dei Sofficini e la musica di George Michael, le sitcom in stile Casa Keaton e la mafia calabrese di esportazione milanese anni Ottanta. È un mondo originale, curioso e interessante quello di Bang Bang Baby, serie italiana targata Amazon Studios, creata da Andrea Di Stefano con la supervisione artistica di Michele Alhaique anche regista dal 28 aprile su Prime Video (le prime cinque puntate, le altre cinque dal 19 maggio). Una serie che mescola umorismo nero e immaginario pop e che si ispira a una storia realmente accaduta. "Marisa Merico è stata per noi uno spunto interessante: la formazione di un'adolescente all'interno di un contesto più che disfunzionale, una famiglia criminale nella Milano degli anni Ottanta - spiega il produttore Lorenzo Mieli - Della storia vera è rimasto molto: Marisa, cresciuta da una madre single in Inghilterra, solo a sedici anni ha scoperto che suo padre non era morto bensì un membro della 'ndrangh…
Gli spot dei Sofficini e la musica di George Michael, le sitcom in stile Casa Keaton e la mafia calabrese di esportazione milanese anni Ottanta. È un mondo originale, curioso e interessante quello di Bang Bang Baby, serie italiana targata Amazon Studios, creata da Andrea Di Stefano con la supervisione artistica di Michele Alhaique anche regista dal 28 aprile su Prime Video (le prime cinque puntate, le altre cinque dal 19 maggio). Una serie che mescola umorismo nero e immaginario pop e che si ispira a una storia realmente accaduta. "Marisa Merico è stata per noi uno spunto interessante: la formazione di un'adolescente all'interno di un contesto più che disfunzionale, una famiglia criminale nella Milano degli anni Ottanta - spiega il produttore Lorenzo Mieli - Della storia vera è rimasto molto: Marisa, cresciuta da una madre single in Inghilterra, solo a sedici anni ha scoperto che suo padre non era morto bensì un membro della 'ndrangheta calabrese. Nel tentativo di conoscerlo e di avvicinarsi a questa parte della famiglia è diventata una criminale come ha raccontato nel libro Princess Mafia".
Marisa è diventata Alice, interpretata dalla diciassettenne Arianna Becheroni (Mio fratello rincorre i dinosauri) cresciuta dalla mamma Gabriella (Lucia Mascino) ignorando l'esistenza del padre Santuzzo (Adriano Giannini), quando per caso scopre la verità è pronta a tutto pur di conoscerlo e conquistarsi il suo amore. "Abbiamo realizzato un Sposerò Simon Le Bon nel mondo della criminalità - spiega ancora Mieli - per entrare nella testa di una ragazzina di quell'epoca abbiamo scelto una forma narrativa pop che non voleva essere un esercizio di stile ma uno strumento emotivo forte".
Le tv private e le sfide dell'epoca, dal consumismo alle lotte femministe, la musica e le Charlie's Angels permeano la storia di Alice. Lo stile della serie è sicuramente l'elemento più innovativo, il regista si è ispirato al cinema dei Coen e ad un film come Tre manifesti a Ebbing Missouri. "La sceneggiatura mi ha spaventato per quanto fosse ricca di generi e toni - ammette Alhaique - il lockdown mi ha dato la possibilità di trovare l'equilibrio giusto che tenesse insieme lo scheletro del racconto pur passando da un genere all'altro. La scrittura mi ha aiutato a raccontare questa Alice in un paese tutt'altro che delle meraviglie, con la macchina da presa ho scelto di stare vicino a lei prendendo lo spettatore per mano e portandolo a vivere quello che Alice vive". "È una ragazzina molto dolce, piena di insicurezze e timidezza - dice Arianna Becheroni - spinta dalla determinazione mette da parte tutto per amore del padre". Che secondo Giannini che lo interpreta "ha il sangue da criminale ma si trova a riorganizzare un amore per sua figlia, è un plagiatore, un seduttivo che cerca essenzialmente di salvarsi ma ho cercato di renderlo più empatico".
La madre "è seduttiva e distratta, tutto sommato egocentrica ma molto giocosa attratta da qualcuno cui appoggiarsi - dice Lucia Mascino - Vedendo la serie però viene fuori una grande solidità affettiva, mi è piaciuto il fatto che Gabriella contenesse anche questa direzione". Menzione a parte per nonna Lina, detta anche nonna eroina, vero e proprio, interpretata da Dora Romano. "La famiglia primaria è l'organizzazione mafiosa, solo dopo viene quella dei consanguinei - spiega l'attrice apprezzata in L'amica geniale nel ruolo della maestra elementare - Nonna Lina ha ben chiari i suoi obiettivi personali e della sua famiglia santista, mi sono sforzata di entrare nella mentalità di questa donna che aveva un sogno: diventare la prima donna a capo della Santa". Contribuisce al tono del film la musica che è stata scelta rigorosamente precedente al 1986, tranne la canzone scritta appositamente da Madame dal titolo L'eccezione.