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La vendetta del folle marine Chris Pratt

Multischermo / Su Prime Video 'The terminal list', la serie in otto episodi diretta dal regista e produttore Antoine Fuqua
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Chris Pratt, super-attore di blockbuster vari — I guardiani della galassia — ha serenamente accettato di stare al centro di una serie tv in otto episodi, serie che una volta sarebbe stato un film, e a quel punto ha ottenuto una montagna di soldi. Del resto il marchio Amazon, per Prime Video, garantiva: e adesso è probabile che arrivi la seconda stagione per questo The terminal list. Esercito americano, ramo marina, uomini spietati, tradimenti, fratellanza, vendette feroci, armi che crepitano, droni che controllano. Pratt, che schiva abilmente anche eventuali ironie (’a Rambo!) è James Reece, comandante di un plotone di Navy Seals in missione in Siria: quando arriva la soffiata sull’ubicazione di un capo terrorista partono tutti. E torna solo lui, visto che si trattava di una trappola. Torna sbalestrato, ricorda poco di quello che è successo, anzi ricorda sbagliato. Quello che poi gli succede una volta a casa è devastante. Da qui part…

Chris Pratt, super-attore di blockbuster vari — I guardiani della galassia — ha serenamente accettato di stare al centro di una serie tv in otto episodi, serie che una volta sarebbe stato un film, e a quel punto ha ottenuto una montagna di soldi. Del resto il marchio Amazon, per Prime Video, garantiva: e adesso è probabile che arrivi la seconda stagione per questo The terminal list. Esercito americano, ramo marina, uomini spietati, tradimenti, fratellanza, vendette feroci, armi che crepitano, droni che controllano. Pratt, che schiva abilmente anche eventuali ironie (’a Rambo!) è James Reece, comandante di un plotone di Navy Seals in missione in Siria: quando arriva la soffiata sull’ubicazione di un capo terrorista partono tutti. E torna solo lui, visto che si trattava di una trappola. Torna sbalestrato, ricorda poco di quello che è successo, anzi ricorda sbagliato. Quello che poi gli succede una volta a casa è devastante. Da qui parte la trama vera e propria, che include qualcosa che se si chiama complottismo suona male, mentre “cospirazionismo” ha un’aria più civile. La trappola ai suoi danni è pazzesca, c’entrano grandi capitali, industrie farmaceutiche da sperimentazioni ardite, alti gradi militari e politici corrotti. Una discreta miscela, come discreto è il colpo di scena finale, ma intanto vince l’operazione vendetta del protagonista, letale nel colpire i suoi obiettivi. Nulla più di un action a sfondo bellico, non fosse per un gusto ricercato — e un notevole budget — nelle scene e nella rappresentazione delle introversioni minate dal disagio mentale del protagonista. Ovvero ce n’è per tutti: ma non appena ci si incuriosisce per gli snodi politico-militar-cospirativi e per il dilemma umano è già ora di sparare. E lì dipende da quanto si è disposti a reggere, tra cupezza delle scene mista a violenza senza tante storie.
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Fioccano gli annunci sulla ripresa anticipata dei talk show politici di chiara fama, causa elezioni. A malapena si schiverà agosto, ma a settembre si parte subito. A quel punto si dovrebbe anticipare la chiusura il prossimo anno, ma le speranze sono minime.