'The bad guy', la serie che rinnova il genere
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaPrimi tre episodi disponibili da oggi, i rimanenti tre fra una settimana: e Prime Video ha l’aria di aver azzeccato una serie che rincuora la produzione italiana di genere. E ha un titolo inglese – si scoprirà prima o poi il perché – The Bad Guy, e con un titolo così si parla per di più di mafia, nel presente e nel futuro. Il futuro è a relativa distanza, una decina d’anni, e quando il furgone della Penitenziaria deve trasportare prigionieri dalla Sicilia alla Calabria eccolo lì: un gran bel ponte per andare da una parte all’altra. Si sconsiglia però ai fautori neo-governativi del medesimo la visione, magari con lo scopo di entusiasmarsi: la pregevole costruzione non fa una bella fine, e siamo solo all’inizio.
Primi tre episodi disponibili da oggi, i rimanenti tre fra una settimana: e Prime Video ha l’aria di aver azzeccato una serie che rincuora la produzione italiana di genere. E ha un titolo inglese – si scoprirà prima o poi il perché – The Bad Guy, e con un titolo così si parla per di più di mafia, nel presente e nel futuro. Il futuro è a relativa distanza, una decina d’anni, e quando il furgone della Penitenziaria deve trasportare prigionieri dalla Sicilia alla Calabria eccolo lì: un gran bel ponte per andare da una parte all’altra. Si sconsiglia però ai fautori neo-governativi del medesimo la visione, magari con lo scopo di entusiasmarsi: la pregevole costruzione non fa una bella fine, e siamo solo all’inizio.
Nino Scotellaro è un pm che sembra uno sceriffo del West, accanito nella caccia al boss dei boss, che si chiama Mariano Suro: ha una compagna avvocato, figlia di un magistrato ucciso dallo stesso Suro, una sorella ex punkabbestia e che diventa poliziotta e soprattutto ha un pentito che decide di parlare, in odio al boss Suro che gli ha falcidiato la famiglia. Bene, ma qui parte la controffensiva: e i ragazzi addetti alle intercettazioni, in questo caso, diciamo così, strumento micidiale di delegittimazione, ascoltano dei mafiosi in carcere che accusano Scotellaro medesimo di essere in realtà il complice numero uno del boss. Condanna, piano di vendetta successivo. Eccetera, in un crescendo assai accattivante nella partenza di una serie che, appunto, promette anche di più e si stacca nettamente da qualunque altra cosa simile di casa nostra.
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“Solo due uomini in Italia piacciono a tutti, o quasi. E sono siciliani”. (Clemente Mimun, Twitter)