Lillo e Posaman: "Nel metaverso lui è la mia parte infantile"
di Giovanni Gagliardi , di Giovanni GagliardiPosaman è già riuscito in una prima impresa: l'improbabile supereroe interpretato da Pasquale Petrolo in arte Lillo ha conquistato tutti e ha sfondato la barriera di Lol! Chi ride è fuori, per approdare ad una serie tutta sua Sono Lillo, 8 episodi prodotti da Lucky Red in collaborazione con Prime Video, in esclusiva sulla piattaforma streaming di Amazon dal 5 gennaio. "Interpreto un comico che arranca nella sua carriera e che funziona solo come Posaman, un supereroe che alla fine odia. Una cosa che poteva capitare anche a me se la mia carriera fosse andata in maniera diversa", aveva detto Lillo dopo l'anteprima alla Festa del cinema di Roma ad ottobre.
La serie, infatti, mette in scena una sorta di 'metaverso, dove finzione e vita si mescolano. Lillo fa Lillo, ma non è Lillo reale, o almeno non del tutto. E, nella serie, Posaman si ribella. Il personaggio diventa ingombrante e, all'attore, crea molti problemi, anche in famiglia. A…
Posaman è già riuscito in una prima impresa: l'improbabile supereroe interpretato da Pasquale Petrolo in arte Lillo ha conquistato tutti e ha sfondato la barriera di Lol! Chi ride è fuori, per approdare ad una serie tutta sua Sono Lillo, 8 episodi prodotti da Lucky Red in collaborazione con Prime Video, in esclusiva sulla piattaforma streaming di Amazon dal 5 gennaio. "Interpreto un comico che arranca nella sua carriera e che funziona solo come Posaman, un supereroe che alla fine odia. Una cosa che poteva capitare anche a me se la mia carriera fosse andata in maniera diversa", aveva detto Lillo dopo l'anteprima alla Festa del cinema di Roma ad ottobre.
La serie, infatti, mette in scena una sorta di 'metaverso, dove finzione e vita si mescolano. Lillo fa Lillo, ma non è Lillo reale, o almeno non del tutto. E, nella serie, Posaman si ribella. Il personaggio diventa ingombrante e, all'attore, crea molti problemi, anche in famiglia. Al punto che il protagonista prende una decisone molto drastica.
Lillo, possiamo stare tranquilli o ci sono cambiamenti importanti in vista?
"Ma certo, quella è finzione. Poi c'è un'evoluzione nella serie. Posaman rappresenta la mia parte infantile, che è fondamentale per il mio lavoro, ma alla quale io dò la colpa per il fatto che mi lascia mia moglie. Come sempre, quando qualcuno ti lascia cerchi di dare a colpa a qualcun altro. Comunque questa è una scusa per parlare di vari argomenti. Perché poi, a dispetto del titolo, la serie non è per niente autoreferenziale, anzi è una serie con tantissimi personaggi dentro, io l'ho voluta proprio così. E ogni personaggio ha un ruolo importante. Poi, sicuramente si analizza come vive un comico, come si sente un comico, ma anche come viene percepito dagli altri nella vita privata. E poi si parla anche di rapporti di coppia, delle 'pippe mentalì che ci facciamo quando veniamo lasciati. E poi si parla di un immaturo, che cerca di maturare nonostante la sua veneranda età".
"In realtà potrebbe diventare pesante per come sono fatto io. Io conosco comici che nella vita sono molto seriosi. A parte chi ti incontra per strada occasionalmente e ti chiede di fare una battuta o un personaggio del repertorio, quello ci sta. Ma il problema è che io amo usare l'umorismo anche nelle faccende delicate, magari un po' seriose. Quindi quella volta che non mi va o che mi sento triste, le persone che mi stanno intorno mi chiedono cosa è successo, se sto male. Poi, certo, è come il medico che capita ad una festa: se lo dice è finito. C'è sempre qualcuno che gli dice: mi fa male la testa o il collo. E per un comico è la stessa cosa: tu quel giorno stati per fatti tuoi ma si innesca subito un meccanismo di dialogo umoristico, perché tu sei un comico e devi parlare per battute".
"Certo, c'è anche questo. Diciamo che si parla di una situazione che è un grande classico: quella del personaggio che diventa più grande. Per fare un esempio, penso che Sean Connery, per liberarsi di James Bond ci abbia messo una vita. Ma non è quello che è accaduto realmente a me. Nella serie racconto me stesso, quelle che sono, ma su un altro multiverso. Il mio rapporto nella vita reale con Posaman, come con altri personaggi che ho fatto, nella vita reale è solo positivo. In particolare mi piace Posaman perché ha preso molto i bambini: sono un pubblico che a me piace avere".
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"Fondamentalmente, tutti i personaggi che faccio non sono veri personaggi perché sono sempre io. Non sono un attore trasformista, a fare quello ce ne sono molti più bravi di me. Io sono me stesso, con una chiave che tira fuori da me quel personaggio. Però sono sempre io. Quindi il mio rapporto con i personaggi è molto intimo. Io non so imitare. Se devo fare - ad esempio - la parte di una persona viscida, tiro fuori quella parte di me, perché tanto in noi c'è tutto: siamo buoni, cattivi, eroici, meravigliosi, pessimi...".
"L'Amleto no, non è il genere di cose che mi interessa. Conosco quel tipo di teatro e mi piace, ma non mi divertirei a farlo perché non ho la passione né le qualità. Non avrei quel trasporto necessario. Però farei la regia di un film horror, sono appassionato di quel genere e lo farei. Oppure un ruolo drammatico. A scriverlo non ci riuscirei, sono portato per cose umoristiche, ma un ruolo molto drammatico come attore lo farei".
"Ho sempre amato l'editoria per ragazzi: da giovane volevo fare l'autore di favole per bambini. Volevo scrivere e disegnare e quello era il lavoro che da bambino ho sempre detto di voler fare e mi è rimasta questa passione. Quindi ho approfittato di due proposte che mi hanno fatto due case editrici. Uno è un libro su Posaman e la prima volta che mi hanno contattato ho detto di no perché era un libro impossibile da realizzare: lui è un personaggio estemporaneo che fa solo sei pose, e che fai? Un libro di sei pagine...".
E come ha risolto?
"Mi è venuta l'idea di creare un microcosmo di eroi assurdi, improbabili come è lui. Il libro si intitola Posaman & friends perché ho creato una carrellata di personaggi assurdi: c'è Capitan Sutri, invece di Capitan America. C'è un cattivo che si chiama Spoiler, che entra nelle case e spoilera alle persone che stanno guardando la tv, i finali delle serie. Ognuno di questi personaggi viene raccontato con una scheda".
"Si intitola La banda delle mezze calzette ed è un'operazione che ho fatto insieme a Lorenzo La Neve, che è il figlio del mio carissimo amico Michelangelo La Neve, purtroppo scomparso da poco, grande sceneggiatore di fumetti di fumetti, poi passato al cinema ha lavorato con i fratelli Manetti Bros. Lorenzo è un bravissimo scrittore, molto giovane, ha poco più di vent'anni e insieme a lui c'era l'idea di creare un libro per ragazzi che è un thriller con protagonisti dei ragazzini. E la tematica è quella del bullismo, un tema che mi sta particolarmente a cuore, perché io da ragazzino un po' l'ho sofferto e so di cosa si tratta. Ritengo che i ragazzi devono prendere coscienza di quanto può far male ad un altro ragazzino un certo atteggiamento, anche a livello psicologico".
Quest'anno lei ha compiuto sessant'anni e anche 30 anni di carriera. Se si guarda alle spalle che bilancio fa?
"Non sono uno che tiene conto delle mete. Certo, la mia carriera è andata bene, ma non mi sono mai dato degli obiettivi in vita mia. Ho fatto le cose che mi andava di fare, giorno per giorno. Quando vivi così, non ti viene da fare un resoconto. Quello accade se ti poni la meta, ad esempio, di vincere un Oscar. Poi lo vinci e ti metti a vedere tutta la strada che hai fatto per arrivare a quell'obiettivo. Questa, secondo me, è la cosa più bella che appartiene alla mia carriera. E mi rende orgoglioso aver fatto sempre quello che ritenevo divertente e stimolante fare".
Ma volendo scegliere tre cose di cui è super orgoglioso?
"Sicuramente Latte e i suoi derivati, perché è stata una cosa che nessuno si aspettava. Noi abbiamo cominciato con questa band negli anni 90. Suonavamo nei localetti di Roma semplicemente per 'alzare' due lire per pagare l'affitto. Poi io facevo saltuariamente il disegnatore di fumetti e altri lavoretti e quello era un modo per arrotondare. Poi, invece, la cosa è esplosa. Un successo incredibile a Roma grazie al passaparola, per cui in due anni siamo passati a suonare in posti come Fiesta davanti a 8mila persone. Una bellissima esperienza, incredibile. Ed è stato anche il momento in cui ho capito che avrei fatto questo mestiere tutta la vita".
E poi?
"Sono molto orgoglioso della radio, il programma di Rai 2 610 che con Greg facciamo da quasi 20 anni, un programma longevo che vive da tanto tempo, quindi vuol dire che abbiamo ancora qualcosa da dire. E poi anche tutta l'attività teatrale con Greg. E il cinema, una mia passione personale, Greg è più musicista, ma io amo il cinema tantissimo. Mi piace sperimentare. Credo che questo sarà anche il mio futuro".
A proposito di futuro, cosa pensa di fare per i prossimi trent'anni?
"Quando comincerò a dover fare solo ruoli da nonno credo che smetterò e passerò dietro la macchina da presa, perché fare la regia è una cosa che mi piace molto. E dopo tanti anni di esperienza, credo di potermelo permettere di provarci, anche se già l'ho fatta una regia con Greg (D.N.A. - Decisamente non adatti del 2020, ndr.)".
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"Sì, sto già lavorando ad un grosso progetto cinematografico con Prime Video e con Lucky Red e la Goon Films, che è la società di produzione dei Mainetti. Ma più di questo per ora non posso dire, mi è stato vietato".
Intanto su Prime c'è lo speciale natalizio di Lol...
"Sì, ho capito il meccanismo di Lol, cosa devi fare per divertirti mentre lo fai. E se ti diverti fai divertire anche gli altri. Per me è stato un piacere".
Oramai il rapporto con Prime è super consolidato.
"Con loro mi trovo bene, perché hanno una mentalità molto fresca. Le persone che collaborano con me hanno un'età media di 30 anni. Nonostante io di anni ne abbia 60, penso che bisogna lavorare molto coi giovani e lasciare loro spazio. Non è un caso che anche nella serie Sono Lillo, ci siano un sacco di 'stand up comedian' molto giovani, che fanno il mio lavoro, che a me piacciono e che stimo".
Quando si saprà qualcosa di più su questo progetto con Prime video?
"È un progetto che prenderà vita e sarà presentato il prossimo Natale. È un prodotto con tanti effetti speciali, quindi è molto impegnativo anche come post-produzione. È una cosa che sto girando in questi giorni e andrà avanti tutto gennaio".
È un supereroe che vola davvero?
"No, posso solo dire che non è un super eroe, ma ha comunque un grosso lavoro di post produzione".