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Signora Maisel, come te non ci sarà nessuno

Multischermo / Su Prime Video si conclude 'La fantastica signora Maisel', la serie incentrata su una casalinga ebrea che vive a New York negli anni Cinquanta
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C’è una scena imperdibile a metà della quinta e purtroppo ultima stagione de La fantastica signora Maisel (Prime Video). Il padre della protagonista, critico teatrale di rilievo, porta la moglie a una prima piuttosto importante. Alla fine si siedono al ristorante e lui inizia a magnificare l’opera, sottolineando il lavoro dell’autore nell’evidenziare in quel testo la figura immanente di Dio, il bisogno di religiosità del protagonista, la presenza diffusa di un sottotesto evidente. Replica della moglie: “A me è sembrata la storia di un bimbo disperato per la morte del suo cane e che si trascina quel trauma per tutta la vita”. Lui la guarda con aria di compatimento, ma siccome pochi tavoli più in là sta cenando proprio l’autore dell’opera, per fare ancora più bella figura si presenta e riesce a condurlo al suo tavolo — e qui siamo in piena citazione del Woody Allen con Marshall McLuhan in Io e Annie. Morale, alla domanda sul senso intrinseco dell’opera l’autore risponde: “Non sapete qua…

C’è una scena imperdibile a metà della quinta e purtroppo ultima stagione de La fantastica signora Maisel (Prime Video). Il padre della protagonista, critico teatrale di rilievo, porta la moglie a una prima piuttosto importante. Alla fine si siedono al ristorante e lui inizia a magnificare l’opera, sottolineando il lavoro dell’autore nell’evidenziare in quel testo la figura immanente di Dio, il bisogno di religiosità del protagonista, la presenza diffusa di un sottotesto evidente. Replica della moglie: “A me è sembrata la storia di un bimbo disperato per la morte del suo cane e che si trascina quel trauma per tutta la vita”. Lui la guarda con aria di compatimento, ma siccome pochi tavoli più in là sta cenando proprio l’autore dell’opera, per fare ancora più bella figura si presenta e riesce a condurlo al suo tavolo — e qui siamo in piena citazione del Woody Allen con Marshall McLuhan in Io e Annie. Morale, alla domanda sul senso intrinseco dell’opera l’autore risponde: “Non sapete quanto avevo sofferto da bambino per la scomparsa di quel cagnolino”.

Il critico torna a casa avvilito e la moglie, brava donna, non glielo fa pesare. E quindi nessuno, ma proprio nessuno, chiuderà la stagione finale di Mrs. Maisel andando a cercare significati nascosti per questa serie memorabile. Sono tempi nei quali hanno chiuso serie tv clamorose: ma forse, anche rispetto a cose come Ted Lasso e perfino Succession, ai fan della signora ebrea newyorchese anni Cinquanta, comica di talento e aspirazione, la serie mancherà davvero di più. E solo perché è come se non ci fosse più il cane a cui si era tanto affezionati.
[[ge:rep-locali:repubblica:397830527]]La creazione di Amy Sherman Palladino e Daniel Palladino, la Rachel Brosnahan perfetta nel ruolo principale, toni e colori e scrittura sublime di sceneggiatura, risate larghe per ogni dove e la benefica sensazione di commedia americana dei tempi d’oro: tutto questo rimarrà, ma ritrovare qualcosa di simile sarà un’impresa.
[[ge:rep-locali:repubblica:403831161]]
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«Mi ricordo quel giorno in cui gli tirarono una statuetta in testa a Milano. Quella mattina mi ero svegliata con una precisa sensazione di pericolo per lui» (Daniela Rosati, Oggi è un altro giorno, Rai 1).

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