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Rupert Grint da Harry Potter a Servant: "Mi sono chiesto sarò capace di fare altro?"

L'ex Ron Weasley, 33 anni, è riuscito a costruirsi una carriera televisiva. Ora torna per la terza e penultima stagione della serie horror di M. Night Shyamalan
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Una casa claustrofobica e una famiglia disfunzionale, un mondo di ossessioni e traumi, l’orrore in puro stile M. Night Shyamalan. Arriva il 21 gennaio su Apple tv+ la terza stagione, già annunciata la quarta e ultima, di Servant, serie che racconta l’inquietante mondo della famiglia Turner dove la morte del figlio di pochi mesi ha sconvolto l’esistenza di una coppia, giornalista televisiva e chef a domicilio, nonché quella del fratello di lei, Julian, interpretato da Rupert Grint. A 33 anni l’ex attore di Harry Potter è stato capace di costruirsi una carriera televisiva (Snatch, Sick Note e nel 2022 la serie antologica horror di Guillermo del Toro), e se per il mondo rimarrà sempre il goffo e generoso Ron con Servant ha dimostrato di essere cresciuto anche come attore.

In tre stagioni avete costruito un mondo pauroso e inquietante, che idea si è fatto di questa famiglia e delle loro ossessioni?
"Sono un gruppo di gente a…

Una casa claustrofobica e una famiglia disfunzionale, un mondo di ossessioni e traumi, l’orrore in puro stile M. Night Shyamalan. Arriva il 21 gennaio su Apple tv+ la terza stagione, già annunciata la quarta e ultima, di Servant, serie che racconta l’inquietante mondo della famiglia Turner dove la morte del figlio di pochi mesi ha sconvolto l’esistenza di una coppia, giornalista televisiva e chef a domicilio, nonché quella del fratello di lei, Julian, interpretato da Rupert Grint. A 33 anni l’ex attore di Harry Potter è stato capace di costruirsi una carriera televisiva (Snatch, Sick Note e nel 2022 la serie antologica horror di Guillermo del Toro), e se per il mondo rimarrà sempre il goffo e generoso Ron con Servant ha dimostrato di essere cresciuto anche come attore.

In tre stagioni avete costruito un mondo pauroso e inquietante, che idea si è fatto di questa famiglia e delle loro ossessioni?
"Sono un gruppo di gente affascinante, è interessante osservare come attraversino questa tragedia, reagendo in modo diverso all’elaborazione del lutto. Julian ha scelto la strada dell’alcol e delle droghe, in questa terza stagione è finalmente sobrio e mi è piaciuto vederlo affrontare tutto questo a mente libera. Tutti i personaggi sono al limite, nessuno può mai rilassarsi e molto deve ancora accadere".

Lo stile di Shyamalan è unico, come avete lavorato insieme?
"Ha un modo di lavorare molto peculiare, nessuno conosce la serie meglio di lui, è un narratore straordinario. Il suo segno è ovunque nella storia: nella prospettiva così scomoda e nella sua capacità di tenere tutto avvolto nel mistero più profondo. Mentre giriamo non sappiamo esattamente dove tutto questo ci porterà, i personaggi rimangono continuamente in un limbo tra realtà e soprannaturale, una situazione di disagio che lo rende un set unico".

Qual è il suo rapporto col sovrannaturale?
"Non sono uno scettico, mi reputo una persona pronta ad ascoltare le esperienze degli altri anche se poi cerco di razionalizzare. Sono aperto all’idea che un'altra realtà esista ma è un territorio complicato. Sono un po' come Julian che lotta con queste credenze, con la religione, con tutti questi pensieri anche se poi so che non ci sono certezze".

Con Nell Tiger Free che interpreta la tata Leanne 

Lei ha avuto una bambina, essere diventato padre ha cambiato il suo approccio alla serie?
"Avere mia figlia tra una stagione e l’altra è stato piuttosto disturbante. Perché diventa inevitabile provare a immaginare cosa faresti in quella situazione, ma l’orrore di questa storia è qualcosa di inimmaginabile. È stato utile per me per capire cosa stava attraversando quella famiglia a livello di perdita e tragedia. D’altronde diventare genitore significa che tutto ruota intorno a quel bambino, la tua vita ne viene rivoluzionata e se per qualche ragione viene portato via per un errore o un incidente non rimane che l’orrore. Penso che ogni genitore possa facilmente identificarsi. Sicuramente essere diventato papà ha reso la serie molto più interessante per me.

Il momento più difficile della sua carriera e quello che le ha dato più soddisfazione?
"Non è facile individuare un momento. Tutto quello che ho fatto sono state esperienze straordinarie: tutto il periodo di Harry Potter è stato qualcosa di grandioso, rappresenta la mia infanzia, sono cresciuto su quei set e ha un significato profondo e personale che fa sì che io mi senta legato a quel mondo e a quel personaggio in modo indissolubile. E poi il fatto che quei film per tante persone costituiscano una fetta della loro crescita e del loro processo di formazione mi dà un grande senso di orgoglio. Sviluppare un personaggio per un periodo di tempo così lungo è un’esperienza importante e la sto facendo anche con Servant, ora sono cinque anni ormai, amo poter aggiungere sempre nuovi livelli e dimensioni".

Con Emma Watson e Daniel Radcliffe ai tempi di 'Harry Potter e la pietra filosofale' (2001) 

Che rapporto ha con la sua immagine, essendo cresciuto appunto sullo schermo?
"In realtà non riguardo quello che ho fatto, credo di aver visto i film di Harry Potter fino al quarto e poi basta. Non riguardo per esempio questa serie: stare su un set così immersivo come questa casa ti permette di chiuderti dentro questo mondo, tirarsene fuori rivedendola in tv può essere distraente. Certo vedo un sacco la mia faccia in giro, che sia su un gioco da tavolo nei negozi, ci sono Lego ovunque a cui è difficile sfuggire, adesso è qualcosa che anche mia figlia sta cominciando a elaborare. Quando vede i miei poster o altre cose… lei ha un pupazzo di Ron Weasley ed è lì che cerca di capire come mai quella cosa ha la faccia di suo papà… è qualcosa di strano, ma anche divertente. Si tratta di non prendere tutto questo troppo seriamente".

Quanto difficile è stato smarcarsi dall’identificazione con Ron?
"Molto, non è che io consapevolmente abbia cercato di liberarmi di Ron a quel tempo, semplicemente mi sono indirizzato verso storie interessanti e personaggi interessanti. Sarebbe sciocco da parte mia scrollarmi di dosso quel personaggio, sarà sempre parte di me qualsiasi altra cosa farò. Quando ho finito quei film non ero sicuro di saper fare qualcos’altro quindi rimettersi in gioco è stata una sfida, mi sono chiesto sarò capace di dar vita ad un altro personaggio? E poi è arrivato un personaggio come Julian".