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Multischermo. Non fidatevi di 'Servant', quell'horror non è leggero

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La serie si guarda su Apple Tv, in una scena il protagonista maneggia un iPhone e, in primo piano, c’è la app di Apple Tv. Si chiude un cerchio ma è anche l’unico, al momento, nel ritorno della serie più intrigante degli ultimi anni anche se non è semplice spiegare il perché. Ed è merito di un maestro in queste cose, M. Night Shyamalan, genio dell’horror modernizzato e non corrivo: quando gli è stata prospettata la possibilità di una serie ha sentito nuova vita scorrere in sé. Con lui un altro fuoriclasse del racconto, l’inglese Tony Basgallop: quest’ultimo alla scrittura, Shyamalan in produzione e spesso nella regia degli episodi. Come nel primo di questa terza stagione (quattro annunciate) di Servant, su Apple Tv.

Siamo a Philadelphia nella splendida casa di uno chef: lui vorrebbe essere solo una ics nel ciclo dell’azoto che usa per molecolare a tutto spiano, ma irrompe la tragedia: i…

La serie si guarda su Apple Tv, in una scena il protagonista maneggia un iPhone e, in primo piano, c’è la app di Apple Tv. Si chiude un cerchio ma è anche l’unico, al momento, nel ritorno della serie più intrigante degli ultimi anni anche se non è semplice spiegare il perché. Ed è merito di un maestro in queste cose, M. Night Shyamalan, genio dell’horror modernizzato e non corrivo: quando gli è stata prospettata la possibilità di una serie ha sentito nuova vita scorrere in sé. Con lui un altro fuoriclasse del racconto, l’inglese Tony Basgallop: quest’ultimo alla scrittura, Shyamalan in produzione e spesso nella regia degli episodi. Come nel primo di questa terza stagione (quattro annunciate) di Servant, su Apple Tv.

Siamo a Philadelphia nella splendida casa di uno chef: lui vorrebbe essere solo una ics nel ciclo dell’azoto che usa per molecolare a tutto spiano, ma irrompe la tragedia: il neonato concepito con la moglie Dorothy — arcigna reporter di una tv locale — muore in un incidente di sbadataggine, viene sostituito con una bambola di quelle perfette: e soprattutto la giovane tata, Leanne, si scopre in fuga da una setta assetata di misticismo e soprannaturale.

'Servant', orrore e ossessioni nella serie di M. Night Shyamalan

La seconda stagione era finita con la ricomparsa di un bimbo in carne e ossa: ma appunto è tutto senza senso, il primo o il sesto che sia. Conta tutt’altro, la claustrofobia, i personaggi senza ritegno (Julian, fratello di Dorothy, tossico a ogni stadio e irresistibile, è il Rupert Grint noto per Harry Potter) l’horror che appare leggero ma va all’apice dell’inquietudine. La normalità ritrovata è, ovviamente, l’anticamera dell’inferno: e il maestro Shyamalan ha davvero l’aria di divertirsi. Se si sta al gioco, succede anche allo spettatore.

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Zona bianca, talk di Retequattro. C’è il dottor Pregliasco alle prese con interlocutori che non si augurano nemmeno al peggior giornale, a un certo punto gli vibra il telefonino: “Ecco, numero sconosciuto. È uno di quelli che vogliono insultarmi”. Il conduttore lo implora: Risponda! Lui risponde e quello, purtroppo, mette giù. Poteva essere un momento leggendario di tv.