'The Afterparty', un mix originale il crimine dopo la festa
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaCosta della California, nel liceo si celebra una micidiale rimpatriata di ex studenti. Ma la festa è dopo, in quanto quello che — uno su mille — ce l’ha fatta davvero ed è diventato una star miliardaria della musica ne invita un gruppo scelto nella sua dimora da sogno, per una degna conclusione. A tre quarti di serata il padrone di casa precipita dalla terrazza e si schianta sulla spiaggia sottostante. Partono le indagini. E potrebbe quindi essere un normale crime questo The Afterparty (su Apple Tv i primi tre episodi, poi ne uscirà uno a settimana). Invece è l’esatto contrario, ovvero la serie più sorprendente in circolazione, nata da due autori — Chris Miller e Phil Lord — che sembrano cavalcare un filone piuttosto evoluto e, alla fine, attuale (e Apple Tv continua nel volersi distinguere con prodotti unici, non di catalogo).
'The afterparty', si ride alla festa col morto
Costa della California, nel liceo si celebra una micidiale rimpatriata di ex studenti. Ma la festa è dopo, in quanto quello che — uno su mille — ce l’ha fatta davvero ed è diventato una star miliardaria della musica ne invita un gruppo scelto nella sua dimora da sogno, per una degna conclusione. A tre quarti di serata il padrone di casa precipita dalla terrazza e si schianta sulla spiaggia sottostante. Partono le indagini. E potrebbe quindi essere un normale crime questo The Afterparty (su Apple Tv i primi tre episodi, poi ne uscirà uno a settimana). Invece è l’esatto contrario, ovvero la serie più sorprendente in circolazione, nata da due autori — Chris Miller e Phil Lord — che sembrano cavalcare un filone piuttosto evoluto e, alla fine, attuale (e Apple Tv continua nel volersi distinguere con prodotti unici, non di catalogo).
'The afterparty', si ride alla festa col morto
Nel senso che The Afterparty cita pressoché Rashomon nel suo svolgimento. La detective ascolta uno per volta i partecipanti alla festa, ogni testimonianza riempie un episodio e ogni episodio è scritto come un piccolo film, ognuno di diverso genere. Nel primo si fa la commedia sentimentale, nel secondo l’action, nel terzo — il più riuscito — addirittura il musical. Ovvero è tutto un gioco d’autore e di bizzarrie: la cifra è un mix di grottesco e comicità, quest’ultima molto americana e colma di citazioni inafferrabili, ma l’insieme — superati i primi venti minuti nei quali non si capisce dove si vada a parare — prende una forma.
Anche parecchio contemporanea — fanno fede le prime recensioni entusiaste del web popolato da giovani appassionati che colgono i riferimenti e gradiscono tutto. Per gli altri, parecchia curiosità nel seguire questa banda di svitati che però sa stare dentro il tempo frenetico delle serie tv a fruizione compulsiva. Altra delizia assai apprezzata da noi: c’è anche la figura dell’ex studente sfigato che tenta di farsi notare e nessuno si ricorda chi sia. E sembra davvero il calco del verdoniano Fabris di Compagni di scuola.
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Migliaia di gag social nei giorni del Quirinale. Proviamo a dare un premio. “Casini a Draghi: facciamo come Tamberi e quell’altro?”. (Spinoza.it)