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'Shining girls', Elisabeth Moss in una pausa di 'The handmaid's tale': "Quando dirigo sono un'attrice migliore"

Su Apple tv+ la serie thriller che ha per protagonista l'archivista di un quotidiano di Chicago negli anni Novanta che indaga su un serial killer che l'ha aggredita sei anni prima. "Ho cercato di capire come vive una persona la cui realtà sfugge costantemente"
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Elisabeth Moss a luglio compirà quarant'anni e da quando, quindici anni fa, ha raggiunto il successo con la segretaria in carriera di Mad men Peggy Olsen non si è più fermata. Due Golden Globe, due Emmy e un sempre maggiore coinvolgimento nei progetti che sceglie che l'hanno portata a esserne anche regista e produttrice. È arrivata con una nuova serie Shining girls (su Apple tv+), thriller ad alta tensione dove è Kirby Mazrachi, archivista di un giornale di Chicago degli anni Novanta le cui ambizioni giornalistiche si sono interrotte a seguito di una violenza. Sei anni dopo si trova a cercare un senso a quel trauma indagando insieme al giornalista Dan Velazquez (Wagner Moura) su casi molto simili al suo che potrebbero avere alle spalle lo stesso serial killer. La realtà per Kirby è sfuggevole, la sua mente a causa della violenza subita le gioca strani scherzi tra vuoti di memoria e lapsus, mentre il suo aggressore sembra es…

Elisabeth Moss a luglio compirà quarant'anni e da quando, quindici anni fa, ha raggiunto il successo con la segretaria in carriera di Mad men Peggy Olsen non si è più fermata. Due Golden Globe, due Emmy e un sempre maggiore coinvolgimento nei progetti che sceglie che l'hanno portata a esserne anche regista e produttrice. È arrivata con una nuova serie Shining girls (su Apple tv+), thriller ad alta tensione dove è Kirby Mazrachi, archivista di un giornale di Chicago degli anni Novanta le cui ambizioni giornalistiche si sono interrotte a seguito di una violenza. Sei anni dopo si trova a cercare un senso a quel trauma indagando insieme al giornalista Dan Velazquez (Wagner Moura) su casi molto simili al suo che potrebbero avere alle spalle lo stesso serial killer. La realtà per Kirby è sfuggevole, la sua mente a causa della violenza subita le gioca strani scherzi tra vuoti di memoria e lapsus, mentre il suo aggressore sembra essere sempre, in modo inspiegabile, un passo avanti alle loro indagini. Abbiamo intervistato Elisabeth Moss su Zoom in una pausa nelle riprese in Canada della quinta stagione di The Handmaid's Tales.

Sul set di Shining girls con Wagner Moura 

Che tipo di serie è Shining Girls?
"Quando abbiamo cominciato a pensare a come vendere questa serie tv ci siamo chiesti in quale casella lo mettiamo? Ci siamo resi conto che non era cosa facile. Non è fantascienza, non è horror, non è la classica serie su un serial killer. Abbiamo fatto a patti col fatto che si tratta di qualcosa di piuttosto anomalo ed era esattamente la ragione per cui andava fatto".

Ha incontrato vittime di violenza per prepararsi?
"Da quel punto di vista avevo già fatto parecchia ricerca per The Handmaid's tale, qui lo sforzo più grosso è stato cercare di capire come vive una persona la cui realtà sfugge costantemente. Volevo che risultasse assolutamente credibile, che fosse evidente il disagio di entrare nel proprio appartamento e trovare tutto cambiato rispetto a quello che pensavi di trovare: gli oggetti, le persone che pensavi di incontrare non ci sono. Ho preso tutte queste sensazioni e le ho portate un passo più in là perché Kirby è una persona a cui tutto questo è già successo".

The Handmaid's Tale (2007-in corso) 

Ci sono tante serie sui serial killer ma poche sulla vittime
"Questa è una delle ragioni che hanno fatto sì che la volessi fare. Noi non siamo alla ricerca dell'identità del serial killer, sappiamo chi è fin dall'inizio, non c'è nessun mistero: l'aggressione a Kirby è avvenuta anni prima, la nostra storia riguarda il viaggio successivo. Poi ci sono tutte le caratteristiche peculiari di questo serial killer di cui non possiamo parlare per non rovinare la sorpresa allo spettatore... ".

Da Peggy fino a Kirby passando per June, quanto conta l'aspetto delle donne che interpreta e quanta voce ha in capitolo?
"Abbastanza, sono piuttosto protettiva nei loro confronti perché sono io la persona che dovrò andare in giro insieme loro. June è un personaggio conosciuto nel mondo e con un aspetto molto riconoscibile, con Kirby ho fatto un lavoro totalmente opposto. La storia è ambientata nel 1992 quindi c'è l'aspetto storico che mi ha aiutato nell'ottenere un look diverso. Ci sono così tanti modi in cui puoi presentare un personaggio ma i capelli, il trucco e il guardaroba sono sicuramente i tre aspetti fondamentali perché tutti li hanno sotto gli occhi".

Mad Men (2007 - 2014) 

Sia per The Handmaid's tale che qui ha diretto alcuni episodi.
"È stata un'esperienza molto diversa perché Shining girls è una di regia, la musica tutto differente. Come nuova regista per me è stato interessantissimo. Per fortuna avevo queste due registe, Michelle McLaren e Dana Reed, che hanno diretto gli altri episodi. Siamo state una vera squadra, noi tre donne. Sono un'attrice migliore quando dirigo e la ragione è che conosco il personaggio, la storia così bene dal momento che come regista devi lavorare a fondo sulla preparazione, devi sapere rispondere a tutte le domande".

All'Oscar 2018 

A proposito di donne registe la collaborazione con Jane Campion con cui ha lavorato a 'Top of the lake' cosa le ha insegnato?
"Sono fortunata di poterla dire mia amica, sono così felice per il suo Oscar da regista. Avendo lavorato con lei so quanta passione e dedizione mette in ogni progetto. Sono orgogliosissima. Quello che ho imparato da lei, e che cerco di tenere a mente sia come regista che come attrice ogni giorno, è l'atmosfera che riesce a creare sul set. Con Jane c'è calma, la recitazione viene prima di tutto, il lavoro viene prima di tutto, non hai mai la sensazione di essere spinta a fare le cose di fretta, di essere solo un ingranaggio nella macchina. Mette sempre prima i suoi attori e riesce a tirare fuori il meglio di tutti. È qualcosa che io ho acquisito per osmosi lavorando con lei e che cerco di mettere in pratica tutti i giorni, Mi è dispiaciuto non fare insieme The power of the dog per colpa dei miei impegni e poi del Covid ma spero veramente di poter lavorare ancora tante volte con lei".