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'Shining girls' caccia al killer nell’era analogica

Multischermo / Elisabeth Moss potagonista e produttrice della serie su Apple Tv+
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Elisabeth Moss è una sorta di attrice del mondo, con tratti di unicità e una collezione di ruoli di prima categoria (Mad Men, The Handmaid's Tale). Stavolta è chiamata forse a una prova superiore in questo Shining Girls (su Apple Tv+). La sua presenza deve garantire la sostenibilità di tutto quanto: in origine c'è un bestseller - di Lauren Beukes - l'insieme è un thriller metafisico, qualunque cosa significhi.

Primi anni 90, a Chicago la protagonista Kirby lavora come archivista in un quotidiano e trascina i traumi di un'aggressione sadica, sei anni prima, con tanto di cicatrici reali e psicologiche. Un gi…

Elisabeth Moss è una sorta di attrice del mondo, con tratti di unicità e una collezione di ruoli di prima categoria (Mad Men, The Handmaid's Tale). Stavolta è chiamata forse a una prova superiore in questo Shining Girls (su Apple Tv+). La sua presenza deve garantire la sostenibilità di tutto quanto: in origine c'è un bestseller - di Lauren Beukes - l'insieme è un thriller metafisico, qualunque cosa significhi.

Primi anni 90, a Chicago la protagonista Kirby lavora come archivista in un quotidiano e trascina i traumi di un'aggressione sadica, sei anni prima, con tanto di cicatrici reali e psicologiche. Un giorno viene ritrovata uccisa una ragazza con modi simili: da qui le indagini, il suo coinvolgimento ossessivo etc. Ma qui arriva l'ambizione metafisica, appunto: i conti, e i tempi, non tornano. Lei per esempio dimentica di avere un marito o sbaglia il piano di casa sua. Non è solo trauma psicologico, ci dev'essere altro e ha a che fare con la brillantezza (o luccicanza, come Kubrick) del titolo. Il viluppo di indagini sarebbe già complicato senza il racconto che incrocia passato e presente (dialoghi del tipo: "Quindi potrebbe uccidermi?". "L'ha già fatto"). Morale, il serial killer, tipicamente anni 90, c'è. Kirby è l'unica che gli è sopravvissuta. Ed è la sola che può stanarlo, in combutta con un giornalista con seri problemi di alcol, tipicamente anni 90.

Moss ha anche prodotto tutto quanto (insieme a Leo Di Caprio) e si finisce con l'adattarsi al tentativo di capirci qualcosa tra linee temporali. Ma quello che intriga è l'occhio del presente sul thriller d'epoca - in quel decennio la stagione dei serial killer era in piena fioritura - e a ogni passo viene da suggerire ai protagonisti di sbrigarsi a chiamare con lo smartphone. Invece si faxa, si annota a mano, è tutto analogico: ovvio che poi sbucassero serial killer a ogni angolo.

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Fermo restando il taglio raffinato di Shining Girls, va detto che su Canale 5 sta andando una normale serie francese (Un'altra verità). La protagonista è l'unica sopravvissuta a un serial killer e però si scopre un nuovo delitto con le stesse modalità... Ma almeno succede tutto nello stesso anno.