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Ronzini di razza per l’astuto e perfetto Gary Oldman

Miultischermo / Apple tv la seconda stagione di 'Slow Horses'
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La rilevanza, fin dalla prima stagione, la testimoniava Mick Jagger: o almeno non risultano casi di una superstar che si convince a scrivere e cantare una canzone (Surrounded By Losers) che faccia da sigla a una serie tv. E quindi ora in seconda stagione tornano quelle note e soprattutto torna la banda di spie inglesi più smandrappata della storia. Sono gli Slow Horses, ovvero i ronzini della situazione, il contrario esatto di 007.

[[ge:rep-locali:repubblica:339980510]]ato al gruppo. Per scoprire magari, come in questa nuova stagione su Apple Tv, che invece sono in ballo i destini del mondo o quasi. Al suo apparire, Slow Horses ha entusiasmato: a capo di tutti c’è un Gary Oldman da perfezione di ruolo e di genere – ha detto che passata questa esperienza chiude e va in pensione, ma intanto ci dà dentro nel ruolo dell’abilissimo ma troppo anarchico (soprattutto nel vestire, odorare, mangiare e altri stravizi) capo-spia: mantiene contatti con i vertici ufficiali, sanno che è un fuoriclas…

La rilevanza, fin dalla prima stagione, la testimoniava Mick Jagger: o almeno non risultano casi di una superstar che si convince a scrivere e cantare una canzone (Surrounded By Losers) che faccia da sigla a una serie tv. E quindi ora in seconda stagione tornano quelle note e soprattutto torna la banda di spie inglesi più smandrappata della storia. Sono gli Slow Horses, ovvero i ronzini della situazione, il contrario esatto di 007.

[[ge:rep-locali:repubblica:339980510]]ato al gruppo. Per scoprire magari, come in questa nuova stagione su Apple Tv, che invece sono in ballo i destini del mondo o quasi. Al suo apparire, Slow Horses ha entusiasmato: a capo di tutti c’è un Gary Oldman da perfezione di ruolo e di genere – ha detto che passata questa esperienza chiude e va in pensione, ma intanto ci dà dentro nel ruolo dell’abilissimo ma troppo anarchico (soprattutto nel vestire, odorare, mangiare e altri stravizi) capo-spia: mantiene contatti con i vertici ufficiali, sanno che è un fuoriclasse, ma ne ha combinate troppe. Nella banda di agenti (in maniera burlona da noi si può immaginare una versione evoluta e in carne e ossa del mitico gruppo TNT dei fumetti di Alan Ford) i giovani personaggi all’opera sono fantastici, accattivanti, le storie conquistano da subito, Intorno c’è una Londra quasi glaciale, quanto vitale e centro del mondo per questioni pericolose.

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Il tutto tratto dai romanzi di Mick Herron, che per fortuna ne ha scritti parecchi, una terza stagione è già assicurata, Oldman posticiperà la pensione. In questi nuovi episodi, tornano fantasmi della Guerra Fredda e l’aria deliziosamente vintage di tutto quanto si irrobustisce, anche se con meno sorprese. Due episodi su sei già disponibili, poi uno a settimana.

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Gary Oldman, che nella serie si chiama Jackson Lamb, dà il meglio di sé quando mangia, ovvero in continuazione e sempre cibo orientale da asporto consumato in maniera diciamo disordinata. Gli altri gli stanno lontani per una forma di ribrezzo, ma Oldman è bravissimo nello sbracare sul tema e a occhio gli piace davvero.

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