'Hello tomorrow', una casetta sulla Luna. Billy Crudup: "In questa serie tutte le delusioni del sogno americano"
di Chiara Ugolini , di Chiara UgoliniJack è un venditore di grande talento e ambizione. Potrebbe vendere la sabbia nel deserto o una villetta in una multiproprietà sulla Luna ma - come dice continuamente ai suoi collaboratori - "noi non vendiamo, noi cambiamo la vita alle persone". Ha una fede incrollabile nel progresso, nel commercio e in un domani più luminoso, ai suoi colleghi infonde ottimismo affinché a loro volta siano portatori di questa stessa energia con i loro potenziali clienti, nel porta a porta delle cittadine di provincia o negli incontri per presentare il progetto "Brightside, residenze sulla Luna". In un mondo anni Cinquanta dove la tecnologia ha realizzato robot che portano a spasso il cane e missili che ti portano tra le stelle, vendere un sogno è a portata di mano. Jack è il protagonista della serie retrofuturista Hello tomorrow! su Apple tv+ (nuovi episodi ogni venerdì fino al finale di stagione, il 7 aprile) ed è interpretato…
Jack è un venditore di grande talento e ambizione. Potrebbe vendere la sabbia nel deserto o una villetta in una multiproprietà sulla Luna ma - come dice continuamente ai suoi collaboratori - "noi non vendiamo, noi cambiamo la vita alle persone". Ha una fede incrollabile nel progresso, nel commercio e in un domani più luminoso, ai suoi colleghi infonde ottimismo affinché a loro volta siano portatori di questa stessa energia con i loro potenziali clienti, nel porta a porta delle cittadine di provincia o negli incontri per presentare il progetto "Brightside, residenze sulla Luna". In un mondo anni Cinquanta dove la tecnologia ha realizzato robot che portano a spasso il cane e missili che ti portano tra le stelle, vendere un sogno è a portata di mano. Jack è il protagonista della serie retrofuturista Hello tomorrow! su Apple tv+ (nuovi episodi ogni venerdì fino al finale di stagione, il 7 aprile) ed è interpretato dall'attore premio Emmy Billy Crudup (The morning show). La serie creata da Amit Bhalla e Lucas Jansen è una critica al consumismo americano ma anche una celebrazione del suo spirito di intraprendenza. Due facce della stessa Luna. Crudup è anche produttore esecutivo.
Qual è stata la prima impressione appena ha letto la sceneggiatura?
"Ho pensato 'come fanno questi sceneggiatori a conoscermi così bene?' Era proprio la storia che volevo raccontare. Mi ci sono identificato perché sono cresciuto con quest'idea del venditore, mio padre era un commesso viaggiatore e diffondeva speranza e ottimismo anche di fronte alle avversità più estreme. È morto nel 2005, era malato di cancro, eppure fino all'ultimo continuava a ripetersi e a ripeterci 'lo batterò', anche se era chiaro che non sarebbe successo. Ma la sua mentalità era quella. E lo stesso era con il lavoro, ogni volta che prendeva una batosta poi si risollevava e diceva 'questa è la volta buona, con questo progetto posso sfondare'. La fiducia in se stesso e la convinzione che il successo fosse dietro l'angolo non lo hanno mai abbandonato. È stato il suo errore fatale, ma fa proprio parte della mentalità americana: da un lato ci aiuta, dall'altro ci tradisce".
Un po' come la serie che da un lato celebra l'idea del sogno americano - perché cosa più della Luna può incarnare l'"american dream"? - ma dall'altro è anche un'accusa al capitalismo imperante.
"È esattamente come la coscienza americana: costantemente in oscillazione fra queste due realtà. Il desiderio di innovare, scoprire, creare qualcosa di buono anche se poi, alle volte, quel bene ci si ritorce contro. Se la vedo dal punto di vista di mio padre: lui amava l'idea di attraversare l'oceano alla ricerca di un nuovo mondo, la possibilità di poter salire su un razzo e andare sulla Luna... Cose che possono sembrare stravaganti e rischiose, ma per lui rappresentavano il suo modo di vivere. Hello Tomorrow non dà risposte, si limita a fare le domande e lasciare che il pubblico si identifichi con la prospettiva che più gli somiglia e i personaggi che lo spettatore può giudicare cattivi o eroi".
La serie ha il tono della sitcom e momenti divertenti: qual è stato l'aspetto più difficile e più divertente di lavorare su un set "retrofuturistico"?
"L'aspetto deludente è la consapevolezza che i prodotti di domani saranno delle fregature come quelli di oggi, che praticamente non hanno mantenuto le promesse, con una serie di bug ed errori. Non c'è niente da fare. Invece uno degli aspetti piacevoli è stato vedere il team creativo che realizzava questi robot che non necessitano soltanto di abilità ingegneristica, devi anche capire di come farli muovere. Sul set avevamo sistemi di telecomandi, persone vestite totalmente di verde per essere poi cancellate in postproduzione e qualche volta è stato difficile fare le scene realistiche, mentre tutti questi burattinai giravano intorno a te muovendo i robot... Ma anche molto divertente".
L'altra serie di cui è protagonista, 'The morning show', con Jennifer Aniston e Reese Witherspoon, ha avuto un grande successo. Cosa ci può raccontare della terza stagione?
"È stata un'esperienza meravigliosa che ho accolto nel migliore dei modi a questo punto della mia carriera. La terza stagione ingloberà ogni aspetto dell'attualità, tutti i conflitti, le conquiste, e mette Alex e Bradley (Jennifer Aniston e Reese Witherspoon, ndr) al centro di tutto questo. Sul piano della narrazione è stata un'impresa titanica tenere insieme tutto quello che è successo negli ultimi due anni a livello globale, in una serie che parla di news in diretta. Gli sceneggiatori hanno affrontato una sfida eccezionale ma se la sono cavata bene. Poi ci sono delle novità in questa stagione, come l’ingresso di John Hamm, è stato bello lavorare con lui, per me un grande piacere e spero che rivederlo sia un piacere per il pubblico".
Lo show le ha fatto conquistare un Emmy: come è cambiata la vita e la carriera dopo il premio?
"È la grande sfortuna di veder realizzare il proprio sogno, perché poi la mattina dopo ti svegli e il tuo corpo è lo stesso del giorno prima. Ci sono comunque cose deludenti, persone che comunque non ti chiamano, e tu devi andare avanti. Ci sono cose che non sono cambiate... Diciamo che nel frattempo hai vissuto una serata fantastica".
Dopo una pandemia globale, nel mezzo di un conflitto nel cuore dell'Europa che ha conseguenze in tutto il mondo, quale può essere un "domani migliore"?
"Domanda difficile. Proviamo con una risposta 'alla Jack': un viaggio sulla Luna, lasciatevi tutto alle spalle e guardate il mondo da lontano, da un bellissimo villaggio chiamato The Brightside… (ride). Scherzi a parte, penso che da un punto di vista pratico tutto quello che possiamo fare è essere presenti gli uni nei confronti degli altri e credere nelle persone che ci sembrano avere le migliori intenzioni. E diffondere più amore possibile".