Elizabeth Olsen dopo WandaVision: "Non vado alle feste di Hollywood, la fama mi spaventa"
di Lorenzo Ormando , di Lorenzo OrmandoQuando ha scoperto di essere stata candidata al suo primo Emmy per la serie WandaVision (su Disney+), che porta avanti la storia di Wanda Maximoff dopo gli eventi di Avengers: Endgame e la morte dell'amato androide Visione (Paul Bettany), Elizabeth Olsen stava scaricando la lavastoviglie: "Non me l'aspettavo, è stata una piacevole sorpresa. Speravo che la nostra serie ottenesse l'attenzione che merita e sono felicissima per tutti coloro che vi hanno lavorato duramente. Nonostante siano decisamente complessi da realizzare, i titoli Marvel ricevono di rado lodi e riconoscimenti" ci spiega la 32enne attrice americana, appena atterrata in Italia dalla California. "Sono sveglia dalle 4 del mattino, mi sento ancora un po' sottosopra", ammette con una risata. La incontriamo al Forte Village (Cagliari) nella cornice del Filming Italy Sardegna Festival, l'evento internazionale di Tiziana Rocca giunto alla quarta edizione. "Sono grata di esser…
Quando ha scoperto di essere stata candidata al suo primo Emmy per la serie WandaVision (su Disney+), che porta avanti la storia di Wanda Maximoff dopo gli eventi di Avengers: Endgame e la morte dell'amato androide Visione (Paul Bettany), Elizabeth Olsen stava scaricando la lavastoviglie: "Non me l'aspettavo, è stata una piacevole sorpresa. Speravo che la nostra serie ottenesse l'attenzione che merita e sono felicissima per tutti coloro che vi hanno lavorato duramente. Nonostante siano decisamente complessi da realizzare, i titoli Marvel ricevono di rado lodi e riconoscimenti" ci spiega la 32enne attrice americana, appena atterrata in Italia dalla California. "Sono sveglia dalle 4 del mattino, mi sento ancora un po' sottosopra", ammette con una risata. La incontriamo al Forte Village (Cagliari) nella cornice del Filming Italy Sardegna Festival, l'evento internazionale di Tiziana Rocca giunto alla quarta edizione. "Sono grata di essere qui, ho anche origini italiane dal lato paterno. Prendere parte a un festival come questo mi dà gioia perché qui si celebrano l'arte, il cinema e la televisione, che ci hanno dato tanto conforto nel corso dell'ultimo anno".
Figlia di un'ex ballerina e di un agente immobiliare, ha iniziato a recitare da bambina, prendendo anche lezioni di ballo e canto: prima di compiere otto anni era già apparsa sette volte sul piccolo schermo accanto alle sorelle maggiori Mary-Kate e Ashley, le quali hanno abbandonato la recitazione per dedicarsi alla moda con il loro brand The Row, lanciato nel 2006. "Avevano appena sei mesi quando sono state inquadrate per la prima volta da una telecamera, perciò da piccola la mia percezione del loro lavoro era che fosse, appunto, un lavoro e non un gioco, con tutto ciò che comporta " afferma Olsen, che è una star suo malgrado. "L'idea della fama mi spaventava già allora, pensavo a quello che accade quando sei un personaggio pubblico e la gente ti segue ovunque. Non vado mai alle feste di Hollywood, non ci trovo nulla di divertente nel trascorrere una serata a un party dove non conosco nessuno". Preferirebbe di gran lunga passare inosservata, anche perché ha difficoltà a gestire il peso della propria popolarità: "In compenso amo collaborare con gli altri e stare sul set: è lì che mi sento davvero al massimo", dice con un sorriso.
Il successo e l'esposizione mediatica delle sorelle hanno anche condizionato le sue scelte come interprete: una volta cresciuta si è data al teatro, che le avrebbe garantito maggiori possibilità di mantenere l'anonimato. Il primo ingaggio, tuttavia, è arrivato con il cinema: dopo il debutto nel 2011 con il thriller La fuga di Martha, che le è valso una candidatura ai Bafta come star di domani, ha ottenuto fama globale nel 2015 grazie ad Avengers: Age of Ultron, che ha segnato l'ingresso nel Marvel Cinematic Universe di Wanda Maximoff, una strega in grado di alterare la realtà meglio conosciuta come Scarlet Witch. WandaVision, che ha ottenuto 23 nomination agli Emmy, ha inizio come una sit-com americana in bianco e nero che strizza l'occhio a classici come Vita da strega e il Dick Van Dyke Show e, a poco a poco, cambia stile, toccando temi complessi come l'elaborazione del lutto e il senso di colpa. "Wanda sfrutta i propri poteri per creare per sé un mondo da sogno dove l'happy ending è dietro l'angolo, i vicini sono sorridenti e gentili e lei è riuscita a costruirsi una vita idilliaca e felice, con tanto di famiglia perfetta. Posso considerare questo progetto un punto di svolta nella mia carriera, anche perché mi ha permesso di mettermi alla prova con generi diversi. Ho sempre girato molti film drammatici, mentre in questo caso c'era anche tanta commedia, un'opportunità che non mi capitava dai tempi di Ingrid va a Ovest" prosegue.
Nell'episodio finale era previsto un cameo di Benedict Cumberbatch nei panni di Doctor Strange, ma Kevin Feige, presidente dei Marvel Studios, ha preferito eliminarlo. I due personaggi si incontreranno comunque nell'atteso Doctor Strange 2: nel Multiverso della Pazzia, scritto da Michael Waldron (già creatore della serie Loki) e previsto per il 2022. Olsen ha già terminato le riprese e intanto si sta preparando per il prossimo ruolo: nella serie Love and Death, basata sul libro Evidence of Love: A True Story of Passion in the Suburbs e prodotta da Nicole Kidman e David E. Kelley, interpreterà la killer texana Candy Montgomery, che il 13 giugno 1980 uccise la sua migliore amica con un'ascia. "È un personaggio molto diverso da quelli che ho fatto finora. Non è la prima volta che interpreto una persona reale (in I saw the Light era Audrey, moglie del cantautore Hank Williams, ndr), ma nel caso di Candy non ci sono interviste che posso recuperare e lei ha persino cambiato identità. Le uniche immagini che ho trovato sono quelle in tribunale durante i processi, perciò dovrò fare un po' di lavoro per riempire le parti mancanti" esclama entusiasta, anticipando che la serie sarà una vera e propria dark comedy. "Adoro interpretare un'antieroina: mi piacciono i personaggi moralmente ambigui, mi diverte difenderli e cercare un modo per relazionarmi con loro".
'WandaVision', Olsen e Bettany: "Una coppia di supereroi nel mondo delle sitcom"
Dalla pandemia ha imparato a non pianificare troppo le sue giornate, ma anche ad ascoltarsi di più e a fidarsi dell'istinto. "Il mondo intero si è fermato e, per la prima volta, abbiamo condiviso tutti la stessa esperienza. Mi auguro che ci abbia aiutati ad essere più empatici gli uni con gli altri, ma forse abbiamo già dimenticato tutto quel dolore, non sono così ottimista", spiega con una punta di delusione. Parallelamente ai progetti da attrice, Olsen sogna di portare avanti il lavoro da produttrice: poter contribuire a dare forma a una storia e continuare a imparare è tra le sue priorità. "Ci sono molte case di produzione che stanno dando molto spazio alle donne, ad altre minoranze e alle voci di chi finora non è stato ascoltato abbastanza. Oggi vedo un tipo di narrazione più equilibrata e inclusiva, davanti e dietro la macchina da presa: ci sono tanti esempi di registe straordinarie in grado di portare il pubblico in sala, sono certa che ne vedremo sempre di più".