'Moon Knight', Oscar Isaac interpreta il nuovo supereroe tra antico Egitto e disagio mentale
di Arianna Finos , di Arianna FinosOscar Isaac si fa due, anzi tre per Moon Knight, la nuova serie Marvel che segna un passo in avanti nella diversificazione delle storie e dei supereroi e che affronta la malattia mentale, sullo sfondo degli dèi dell'antico Egitto in un'avventura che ricorda Indiana Jones. Nei sei episodi kolossal che arriveranno su Disney+ dal 30 marzo l'attore guatemalteco naturalizzato statunitense, condivide il corpo con due persone. E in una "realtà soprannaturale ma tangibile si trasforma in un guerriero invincibile che lotta con la propria mente ma anche con l'enigmatico personaggio incarnato da Ethan Hawke, Arthur Harrow. Tra i cattivi della serie c'è anche il carismatico Gaspard Ulliel, il giovane attore francese morto in un incidente lo scorso 19 gennaio.
Avventuroso viaggio tra Egitto e disagio mentale
La serie è tratta dall'omonimo fumetto nato nel 1975 Moon Kn…
Oscar Isaac si fa due, anzi tre per Moon Knight, la nuova serie Marvel che segna un passo in avanti nella diversificazione delle storie e dei supereroi e che affronta la malattia mentale, sullo sfondo degli dèi dell'antico Egitto in un'avventura che ricorda Indiana Jones. Nei sei episodi kolossal che arriveranno su Disney+ dal 30 marzo l'attore guatemalteco naturalizzato statunitense, condivide il corpo con due persone. E in una "realtà soprannaturale ma tangibile si trasforma in un guerriero invincibile che lotta con la propria mente ma anche con l'enigmatico personaggio incarnato da Ethan Hawke, Arthur Harrow. Tra i cattivi della serie c'è anche il carismatico Gaspard Ulliel, il giovane attore francese morto in un incidente lo scorso 19 gennaio.
Avventuroso viaggio tra Egitto e disagio mentale
La serie è tratta dall'omonimo fumetto nato nel 1975 Moon Knight è stato nel radar di Kevin Feige (il capo supremo del progetto Marvel supereroi) fin dall'inizio. La sua storia è apparsa per la prima volta in Werewolf by Night, nel 75, poi è rimbalzato nell'universao della Marvel per cinque anni, fino ad avere uno spazio suo nel 1980. Guardando a come si sta espandendo l'universo su Disney+ era evidente che questo fosse il momento giusto per la sua storia.
"All'inizio - spiega Isaacs affiancato dagli altri attori e dai registi nell'incontro su Zoom - sono Steven Grant, un uomo mite, custode nella sezione egizia al British Museum. Poi però mi trasformo in Marc Spector, un ex mercenario coraggioso, audace, un guerriero in lotta con la sua stessa mente. Condivido il corpo con queste due persone. La sfida era proprio questa, ed è del tutto diversa rispetto a ciò che ho fatto in Star Wars, ma anche da quanto fatto nella Marvel. Mi piaceva l'idea di creare un personaggio indelebile e in solito, Steven Grant. Mi piace il suo senso dell'umorismo originale, un tipo di commedia fresca. E a contrappuntare il suo personaggi c'è Marc, che ho basato sullo stereotipo del ragazzo torturato, oscuro vigilante. Ma a renderlo speciale è proprio questo piccolo inglese che vive dentro di lui".
Nel fumetto il personaggio ha consapevolezza del suo disturbo, nella serie invece no. In un tempo imprecisato viene inseguito, scappa, si ritrova in un paesino di montagna dove appare Arthur Harrow, Ethan Hawke: "Se sono l'antagonista? Dipende dalla prospettiva con cui guardi la storia". È una sorta di santone a capo di una setta, con un bastone magico che crea energia poggiato sul braccio. Il tatuaggio si anima e decide se la persona sotto esame commetterà in futuro il male, e quindi va eliminato. Anche il costume di Moon Knight è duplice, quando a essere animato da Khonshu, il dio egizio della luce e della vendetta con la voce (in originale) di Murray Abraham è Marc, indossa un mantello grigio, un cappuccio, il corpo è coperto di bende e come ha arma ha una lama a forma di mezzaluna. Quando invece a prendere i super poteri è Steve, il nostro ha un elegantissimo doppio petto grigio, e la faccia in tinta.
All'inizio della storia Steve è un solitario asociale, maltrattato dal suo capo nel museo Egizio in cui lavora come tuttofare. Ma presto viene travolto da un potere sovrannaturale. È la serie più cupa, avventura ma anche punte horror. A dirigere la serie, come regista principale, c'è Mohamed Diab, il primo cineasta arabo a dirigere un progetto Marvel. "Vengo dal cinema indipendente, piccoli flm nel Medio Oriente. Avevo avuto altre offerte per film kolossal ma stavolta mi sentivo connessa. E mi attraeva la parte egiziana, l'egittologia. Ci vediamo sempre raffigurati, o il Medio Oriente è raffigurato, in un certo modo che chiamiamo 'orientalismo', ci mostrano esotici o disumanizzati. E invece il personaggio di Layla è un essere umano normale, e l'Egitto che vedete è quello vero, non quello del cinema che è come Parigi col Big Ben sullo sfondo".
Nel deserto della Giordania
La protagonista femminile è l'archeologa "forte e vulnerabile" impersonata da May Calamawy, attrice egiziana -palestinese: è Leila, grande personalità e due rapporti ugualmente interessanti con le diverse versioni che convivono nello stesso uomo, Mark e Steve.
Tante le location di un mondo reale e "virtuale", tra Londra e un Egitto immaginario: dagli Studios ungheresi di quattromila metri quadrati al deserto vero in Giordania. "In quella valle c'ero già stato per Guerre Stellari, ci sono strade che portano ancora i nomi della saga", racconta Oscar Isaac. "Io vengo dal teatro - dice Ethan Hawke - con tutto il rispetto per effetti speciali e green screen, girare nei luoghi reali regala un'esperienza del tutto diversa, nel deserto della Giordania ho sentito una connessione forte anche con la storia del cinema del deserto".
Isaacs e Hawke intervengono sulla polemica "Non dire gay"
Durante il tour promozionale per la serie sia Isaacs che Hawke, interrogati da Variety, hanno espresso la loro opinione sulla controversia "non dire gay", la legge che vieta le discussioni sull'orientamento sessuale che ha innescato il dibattito in casa Disney, accusata di non dare abbastanza spazio all'amore omosessuale e alle famiglie arcobaleno nelle loro film e serie. Isacs ha risposto cantando "Gay, gay, gay" ripetendo la parola decine di volte. "È una legge assolutamente ridicola. È da pazzi. È follia. E spero che la Disney come azienda si opponga il più energicamente possibile a questa idea. È sorprendente perfino che esista in questo Paese". "Il lavoro della mia vita è dedicato alla creazione di empatia", ha detto Hawke. "Sento il potere delle storie che ci raccontiamo. Se dici la verità sull'esperienza umana, inviti all'empatia. E più luoghi in cui brilliamo, meno luoghi bui ci sono e c'è meno di cui aver paura. E più comprendiamo le reciproche esperienze, più umanità troviamo in esse e meglio ci sentiamo tutti. Quindi questo è il mio lavoro, ed è quello in cui credo".