'Le fate ignoranti' e la magia del tocco ferzaniano
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaSenza nulla togliere all’antica verità secondo cui non si deve mai tornare dove si è stati felici, Le fate ignoranti in forma di serie tv (su Star, costola adulta di Disney +) potrebbe essere l’eccezione, o qualcosa che le somiglia. A metà tra atto dovuto e libertà, a quel punto, di modulare la sceneggiatura sui personaggi del film originale (del 2001, come passa il tempo), Ferzan Ozpetek compie un’operazione che asseconda la risposta “perché no?” alle pressanti richieste di accedere al favoloso mondo seriale attualmente in gran spolvero.
Senza nulla togliere all’antica verità secondo cui non si deve mai tornare dove si è stati felici, Le fate ignoranti in forma di serie tv (su Star, costola adulta di Disney +) potrebbe essere l’eccezione, o qualcosa che le somiglia. A metà tra atto dovuto e libertà, a quel punto, di modulare la sceneggiatura sui personaggi del film originale (del 2001, come passa il tempo), Ferzan Ozpetek compie un’operazione che asseconda la risposta “perché no?” alle pressanti richieste di accedere al favoloso mondo seriale attualmente in gran spolvero.
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Bello immaginare la scena. Ozpetek racconta la serie tv a produttori e referenti, poi fa per andarsene e dice “Ah, un’ultima cosa: la sigla è una canzone inedita di Mina”.