'Ms. Marvel', dal New Jersey con furore
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaNulla di quanto accade in Ms. Marvel (Disney+) può essere commentato rivolgendosi agli estimatori dell'universo omonimo, quelli che sanno tutto delle varie fasi e degli incroci infiniti tra supereroi da un film all'altro, da una serie all'altra. Si rischiano querelle e dileggio. Per tutti gli altri invece c'è il richiamo di questa serie inedita e centellinata dalla piattaforma Disney (un episodio a settimana). Ovvero la prima supereroina musulmana, americana ma pakistana di origine e di famiglia, con tutto quello che ne consegue: in realtà il personaggio a fumetti esiste da anni ed è stato creato da una super in proprio, Sana Amanat, stesse origini ma esistente nella vita reale, che un giorno decise di proporlo alla medesima Marvel.
Nulla di quanto accade in Ms. Marvel (Disney+) può essere commentato rivolgendosi agli estimatori dell'universo omonimo, quelli che sanno tutto delle varie fasi e degli incroci infiniti tra supereroi da un film all'altro, da una serie all'altra. Si rischiano querelle e dileggio. Per tutti gli altri invece c'è il richiamo di questa serie inedita e centellinata dalla piattaforma Disney (un episodio a settimana). Ovvero la prima supereroina musulmana, americana ma pakistana di origine e di famiglia, con tutto quello che ne consegue: in realtà il personaggio a fumetti esiste da anni ed è stato creato da una super in proprio, Sana Amanat, stesse origini ma esistente nella vita reale, che un giorno decise di proporlo alla medesima Marvel.
E oggi è davvero il momento giusto per la serie tv: si possono prendere solo applausi di correttezza. Quindi c'è un'attrice debuttante, la sedicenne Iman Vellani, molto brava nel personaggio di Kamala Khan. Il ruolo è quello di un'adolescente del New Jersey che sogna, come l'autrice d'origine, esclusivamente tramite supereroi e vorrebbe sposare Capitan America. Ha un amico nerd di genio, che si chiama Bruno Carrelli (ebbene sì) e inventa ordigni tecnologici di prim'ordine: ma soprattutto ha una famiglia pakistana che ci tiene alle tradizioni proprie e a una giusta integrazione. Kamala una sera scappa di casa per partecipare a una convention marveliana travestita da supereroina e scopre di esserlo davvero.
Ma attenzione, i superpoteri nascono da un bracciale ritrovato nel baule della nonna, che non era Wonder Woman ma una signora pakistana di antichissime tradizioni. Morale, a quel punto tutto va a combaciare, tra correttismo e divertimento - ci si diverte alla visione, sì - a condizione di scendere a patti con se stessi: ma ricevendone in cambio la sensazione di essere buoni e dalla parte giusta della storia.
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