Prey, non lasciatevi ingannare: non è Pocahontas contro Predator
di Roberto Nepoti , di Roberto NepotiUscito trentacinque anni fa, il primo Predator - quello con Schwarzie - diede poi luogo a diversi sequel e crossover, intenzionati a sfruttare il successo del prototipo. Tutta roba di seconda scelta: tanto che il progetto di riprendere il franchise pareva poco eccitante. E invece il regista Dan Trachtenberg e lo sceneggiatore Patrick Aison hanno avuto un'ottima idea. Ne è uscito Prey (visibile da qualche giorno su Disney+), il migliore capitolo della saga dai tempi del prototipo: un prequel che riporta le origini del mito alle Grandi Pianure americane d'inizio Settecento. L'incontro ravvicinato col letale alieno riguarda Naru, giovanissima nativa comanche dallo spirito bellicoso, che un giorno scorge nel cielo un "uccello del tuono", ovvero l'astronave del predatore spaziale. Ha inizio un survival emozionante, dove la valorosa fanciulla e il "visitatore" alieno sono, volta a volta, il cacciatore e la preda.
La prima parte del film, …
Uscito trentacinque anni fa, il primo Predator - quello con Schwarzie - diede poi luogo a diversi sequel e crossover, intenzionati a sfruttare il successo del prototipo. Tutta roba di seconda scelta: tanto che il progetto di riprendere il franchise pareva poco eccitante. E invece il regista Dan Trachtenberg e lo sceneggiatore Patrick Aison hanno avuto un'ottima idea. Ne è uscito Prey (visibile da qualche giorno su Disney+), il migliore capitolo della saga dai tempi del prototipo: un prequel che riporta le origini del mito alle Grandi Pianure americane d'inizio Settecento. L'incontro ravvicinato col letale alieno riguarda Naru, giovanissima nativa comanche dallo spirito bellicoso, che un giorno scorge nel cielo un "uccello del tuono", ovvero l'astronave del predatore spaziale. Ha inizio un survival emozionante, dove la valorosa fanciulla e il "visitatore" alieno sono, volta a volta, il cacciatore e la preda.
La prima parte del film, quando Naru vuole convincere i giovani maschi della tribù del suo valore come cacciatrice, mentre la famiglia preferirebbe vederla occuparsi di faccende domestiche, può far pensare a un Predator in versione pricipessa Disney, in linea col repertorio "woke" (ragazza pugnace, attenzione per la cultura amerindia...) attualmente sfoggiato dalla casa di Mickey Mouse. Qualcosa come "Pocahontas contro Predator", per intendersi. Pericolo sventato. Per cominciare Prey ambienta la lotta tra l'umana e l'extraterrestre in un contesto paesaggistico suggestivo e selvaggio, che evoca il proto-western The Revenant con DiCaprio. Un altro aspetto riguarda il confronto tra le enormi masse muscolari di Arnold Schwarzenegger, antagonista del mostro nel primo episodio, e la fragilità quasi adolescenziale di Amber Midthunder (nelle cui vene corrono quarti di sangue indiano): contrasto malgrado il quale il film non manca affatto di crudezza e brutalità, non inferiori a quelli del modello. Si apprezza la mancanza di concessioni al solito "fan service" per i cultori della saga. Anche se l'alieno - ed è giusto così - conserva i caratteri dell'originale, a partire dallo sguardo colorato "in soggettiva" con cui osserva le prede.