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Sex Pistols, quelli che oltraggiarono la regina

Multischermo / Disponibile su Disney+ la serie che racconta la rivoluzione della band inglese che "inventò" il punk
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Mettiamo che a un certo punto il sentimento di omaggio e cordoglio e partecipazione compunta superi una certa soglia e subentri l’esigenza di qualcosa di diverso: l’ideale è Pistol, miniserie in sei episodi appena uscita su Disney +. E bisogna precisare che è uscita in tutto il mondo proprio mercoledì 8: la storia sceneggiata dei Sex Pistols, ovvero quelli che la regina la oltraggiarono davvero in pieni anni Settanta, simbolo al quale contrapporre, in dosi massicce, l’onda punk che andava levandosi.

La serie indurrà commozione ribelle in quelli che c’erano e ricordano: peraltro l’ha realizzata Danny Boyle (Trainsp…

Mettiamo che a un certo punto il sentimento di omaggio e cordoglio e partecipazione compunta superi una certa soglia e subentri l’esigenza di qualcosa di diverso: l’ideale è Pistol, miniserie in sei episodi appena uscita su Disney +. E bisogna precisare che è uscita in tutto il mondo proprio mercoledì 8: la storia sceneggiata dei Sex Pistols, ovvero quelli che la regina la oltraggiarono davvero in pieni anni Settanta, simbolo al quale contrapporre, in dosi massicce, l’onda punk che andava levandosi.

La serie indurrà commozione ribelle in quelli che c’erano e ricordano: peraltro l’ha realizzata Danny Boyle (Trainspotting, Steve Jobs). In origine c’è l’autobiografia di Steve Jones, chitarrista della band, personaggio principale dei primi episodi, coatto d’epoca, famiglia disastrosa, tendenza all’autodistruzione: ma mista a una voglia di riscatto che un giorno incontra una serie di combinazioni incredibili, l’incontro con Chrissie Hynde e soprattutto con il giovane manager visionario Malcolm McLaren – per non dire della stilista Vivienne Westwood in un vortice di sobborghi londinesi creativi e ultraribelli a varie gradazioni.

E per non dire ancora di John Lydon, che diventa presto Johnny Rotten: e l’insieme si fa esplosivo per vie naturali. Appunto, tutto quanto in odio e rivolta a qualunque istituzione, a iniziare dalla numero uno di Buckingham Palace. Boyle gira tutto alla Trainspotting e questo, come detto, solleverà fremiti: ma tutto osserva anche criteri rigorosi della serie di formazione con gli snodi giusti, sentimentali e no, al momento giusto. Johnny Rotten ha visto gli episodi ne ha detto cose che non si possono scrivere qui: forse perché è un ribelle anche nell’età dei datteri, forse perché Pistol è un po’ meno ribelle di quanto si voglia far credere.

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Giovedì verso sera, su Rai 1 a Reazione a catena la concorrente deve indovinare la parola “repubblica”. Le suggeriscono “democratica” e “italiana”. Lei indovina. In quell’esatto momento parte l’edizione straordinaria del Tg1 sulla morte della Queen. L’avesse pensata uno sceneggiatore l’avrebbero cacciato per totale mancanza di realismo.