Guardi Boris (e Guzzanti) e ti ricordi della satira in tv
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaPer essere una sorta di atto dovuto la sospirata quarta stagione di Boris (disponibile su Disney+) è andata parecchio oltre: ha inseguito anche una dimensione da grandioso omaggio a ciò che è stato e soprattutto alla figura di Mattia Torre, evocato anche quando non lo era esplicitamente. Con un'attenzione non proprio smodata alla trama lineare, da quella Vita di Gesù che il cast cerca disperatamente di mettere in piedi, alla sterzata nel finale verso altra destinazione, l'insieme ha mantenuto quella caratteristica da rave adulto e consapevole - e da qui in avanti chiunque su un set berrà un sorso d'acqua da una bottiglietta lo farà con circospezione.
'Boris 4', il ritorno di René Ferretti e la sua squadra degli Occhi del cuore
Quello che è tornato davvero in pista è però il contrappunto da grande satira - a livelli internazionali, così si ride solo altrov…
Per essere una sorta di atto dovuto la sospirata quarta stagione di Boris (disponibile su Disney+) è andata parecchio oltre: ha inseguito anche una dimensione da grandioso omaggio a ciò che è stato e soprattutto alla figura di Mattia Torre, evocato anche quando non lo era esplicitamente. Con un'attenzione non proprio smodata alla trama lineare, da quella Vita di Gesù che il cast cerca disperatamente di mettere in piedi, alla sterzata nel finale verso altra destinazione, l'insieme ha mantenuto quella caratteristica da rave adulto e consapevole - e da qui in avanti chiunque su un set berrà un sorso d'acqua da una bottiglietta lo farà con circospezione.
'Boris 4', il ritorno di René Ferretti e la sua squadra degli Occhi del cuore
Quello che è tornato davvero in pista è però il contrappunto da grande satira - a livelli internazionali, così si ride solo altrove - allo stato delle cose: in tv, nei rapporti tra le persone, nell'italianità da canzonare a ogni passo. La formula Boris dovrebbe essere permanente: ovvero dovrebbe esserci ogni giorno a disposizione un controcanto così alle brutture e storture tutt'intorno. E in questo, il gioco più convinto lo ha giocato Corrado Guzzanti: presente in due episodi, il suo personaggio Mariano, l'attore fuori schema e fuori tutto, ha disputato una partita in proprio, elaborando gag di struttura antica - ci riferiamo al Guzzanti che appariva nelle seconde serate di Rai 3 in epoca preistorica.
La sua caratterizzazione del fanatico ammiratore degli americani armati, che si commuove alla vista dei bambini con le pistole, è un numero dei suoi. E più ancora, l'intemerata contro i membri della troupe che la tirano in lungo raccontando terrificanti aneddoti prima di rassegnarsi al lavoro ("Bisogna abolire gli aneddoti, il racconto degli aneddoti in Italia ci costa dai 3 ai 4 punti di Pil" è la gag dell'anno): satira di livello che una volta c'era, anche ogni sera o quasi, in tv e che è sparita dalla circolazione. Con Corrado Guzzanti a ricordarcelo, ogni tanto, quando c'è l'occasione.
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"La Meloni è come la Audrey Hepburn di My Fair Lady che da povera ragazza di borgata arriva al gran ballo dell'Aspen" (Carlo Freccero, La Verità)