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A distanza di sette premier ritornano gli squattrinati organizzati di Full Monty

Multischermo \ Su Disney + una serie tratta dal film culto degli anni 90
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Correva il 1997 e correva più forte Full Monty-Squattrinati organizzati, film-miracolo che esplose dal nulla con una storia di disoccupati inglesi a inventarsi lo strip-show per sopravvivere e per rendere l’idea dell’Inghilterra in mutande, ovvero senza, causa thatcherismi assortiti. Più di un quarto di secolo dopo autori, Simon Baufoy e Alice Nutter, e il produttore Uberto Pasolini artefici dell’exploit di allora decidono di tornarci sopra: a quel punto, dovrà essere una serie tv e l’imperativo diventa quello di evitare il più possibile che il risultato attiri i soliti commenti di queste occasioni. E quindi l’operazione diventa tutto sommato semplice: si torna a Sheffield e si mettono in scena quelli di allora (personaggi e attori, gli stessi, invecchiati come da realtà) e si racconta il presente.

Un presente che inizia con la frase «sette premier dopo», sottintendendo che sono stati uno peggio dell’altro, a Downing Street, e che l’Inghilterra è finita male, soprattutto se fai part…

Correva il 1997 e correva più forte Full Monty-Squattrinati organizzati, film-miracolo che esplose dal nulla con una storia di disoccupati inglesi a inventarsi lo strip-show per sopravvivere e per rendere l’idea dell’Inghilterra in mutande, ovvero senza, causa thatcherismi assortiti. Più di un quarto di secolo dopo autori, Simon Baufoy e Alice Nutter, e il produttore Uberto Pasolini artefici dell’exploit di allora decidono di tornarci sopra: a quel punto, dovrà essere una serie tv e l’imperativo diventa quello di evitare il più possibile che il risultato attiri i soliti commenti di queste occasioni. E quindi l’operazione diventa tutto sommato semplice: si torna a Sheffield e si mettono in scena quelli di allora (personaggi e attori, gli stessi, invecchiati come da realtà) e si racconta il presente.

Un presente che inizia con la frase «sette premier dopo», sottintendendo che sono stati uno peggio dell’altro, a Downing Street, e che l’Inghilterra è finita male, soprattutto se fai parte delle classi disagiate o ti servirebbe un servizio sanitario decente. Messaggio nascosto: magari riguardasse solo l’Inghilterra. E intanto uno dei reduci lo dice: «È peggio che con la Thatcher, e non credevo sarebbe stato mai possibile». Ma per arrivare a questo, l’impegno di Full Monty-La serie (appena arrivata su Disney+) è onorato alla grande: le storie intrecciate, soprattutto quelle che girano intorno allo scapestrato Gaz (Robert Carlyle) protagonista di allora, sono scritte a dovere e con un senso di umanità mista a un disincanto davvero non comune. Non c’è un solo attimo di compiacimento nel quale si cerchi di buttarla sulla nostalgia. Ma si va al sodo, in quella che è una trama di potente attacco politico dentro vicende umane nelle quali i protagonisti si muovono combattendo con il mondo, con cinismo e humor e un’efficacia narrativa che emoziona.

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“Bianca Berlinguer, Myrta Merlino e Luciana Littizzetto. Sono sorpreso e amareggiato: se non fosse stato cremato, la salma di Silvio Berlusconi si rivolterebbe nella tomba” (Un lettore pressoché disperato scrive a Libero per manifestare la sua amarezza).

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