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‘Italia’s Got Talent’, live o streaming il format vince ovunque

La nuova edizione del talent è su Disney+
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In vari luoghi specializzati si parla di passaggio storico per la tv ma forse è il caso di prenderla un po’ più bassa. L’argomento è l’approdo su una piattaforma streaming di un programma storico come Italia’s got talent, prima volta in assoluto di salto dal lineare a quello che non lo è. Il programma rimane l’esibizione di gente sconosciuta che sa dare spettacolo, nel bene e nel male, con gruppo di giudici che giudicano e si esibiscono altrettanto, ma da professionisti. Igt però non è uno scherzo, è una potenza mondiale e chi ne detiene i diritti potrebbe comprarsi il pianeta: da noi era apparso in chiaro su Canale 5, poi ci fu il passaggio a Sky e ora lo streaming. A occhio una trasmigrazione di questo tipo significa che qualcosa non torna, ma poi chissà. Il tentativo di Disney+ riguarda anche se stessa, come piattaforma, aggiungendo un tipo di offerta destinato a far abbonare quelli non interessati a film e serie tv, spesso di pregio.

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In vari luoghi specializzati si parla di passaggio storico per la tv ma forse è il caso di prenderla un po’ più bassa. L’argomento è l’approdo su una piattaforma streaming di un programma storico come Italia’s got talent, prima volta in assoluto di salto dal lineare a quello che non lo è. Il programma rimane l’esibizione di gente sconosciuta che sa dare spettacolo, nel bene e nel male, con gruppo di giudici che giudicano e si esibiscono altrettanto, ma da professionisti. Igt però non è uno scherzo, è una potenza mondiale e chi ne detiene i diritti potrebbe comprarsi il pianeta: da noi era apparso in chiaro su Canale 5, poi ci fu il passaggio a Sky e ora lo streaming. A occhio una trasmigrazione di questo tipo significa che qualcosa non torna, ma poi chissà. Il tentativo di Disney+ riguarda anche se stessa, come piattaforma, aggiungendo un tipo di offerta destinato a far abbonare quelli non interessati a film e serie tv, spesso di pregio.

giulia parmigiani 

Che tutto questo, dietro il quale si intuiscono investimenti stellari, vada alla fine ricondotto a un giochino assolutamente basico (la formula è la stessa di X Factor, i talenti in gara sono quelli di mille cose simili, tra cui il Tú sí que vales di Canale 5) è pura modernità mediatica: per cui ci si accanisce a giudicare fin dai primi due episodi – disponibili da ieri – la caratura al centesimo dei giudici, chi funziona e chi no, quanto pubblico giovane possono attirare gli influencer in giuria e così via. Un grosso bah, insomma: mentre il senso è che con l’eterna Mara Maionchi, l’ormai perfetto Frank Matano, il curioso nuovo arrivo di Khaby Lame, ovvero il re di Tik Tok dove si esibisce a gesti mentre qui parla, come Greta Garbo quella volta, e anche Elettra Lamborghini, lo spettacolo risulta gradevole. In conduzione i due Jackal Aurora e Fru fanno il loro. Il resto è fuffa per chi ha molto tempo da sfruttare.

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L’uso della piattaforma fa sì che ci sia la possibilità di seguire Mara Maionchi con i sottotitoli. Per cui compaiono spesso gli asterischi a smorzare certe imprecazioni, e siamo così in pieno cancel-turpiloquio. Ci vorrebbe una sollevazione di massa colma di indignazione.

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