✕

'Più forti del destino', quella fiction mette troppa carne al fuoco

Multischermo / Su Canale 5, tratta dalla serie francese 'Le bazar de la charité'
1 minuti di lettura

L’incendio arriva, ma ci mette un po’ troppo. Prima sono passati una ventina di minuti a base di diatribe in famiglia nella Palermo di fine 800, aristocratici gattopardeschi che scoprono la moglie fedifraga e dialoghi da soap cilena. Ma poi appunto brucia tutto: mezza città è convenuta all’inaugurazione dell’Esposizione delle nuove tecnologie (compreso il cinematografo, compresa la visione dell’arrivo del treno, e tutti quanti si spaventano), quando il fuoco divampa e muoiono a decine.

Muoiono soprattutto donne, in quanto i nobilastri e possidenti le calpestano per uscire prima. Finché arriva un anarchico… E qui ci si arrende, perché in questo Più forti del destino – fiction su Canale 5, stasera la seconda puntata – la carne al fuoco (pardon) è un po’ troppa. Ma va detto che le conseguenze dell’incendio fanno bene alla…

L’incendio arriva, ma ci mette un po’ troppo. Prima sono passati una ventina di minuti a base di diatribe in famiglia nella Palermo di fine 800, aristocratici gattopardeschi che scoprono la moglie fedifraga e dialoghi da soap cilena. Ma poi appunto brucia tutto: mezza città è convenuta all’inaugurazione dell’Esposizione delle nuove tecnologie (compreso il cinematografo, compresa la visione dell’arrivo del treno, e tutti quanti si spaventano), quando il fuoco divampa e muoiono a decine.

Muoiono soprattutto donne, in quanto i nobilastri e possidenti le calpestano per uscire prima. Finché arriva un anarchico… E qui ci si arrende, perché in questo Più forti del destino – fiction su Canale 5, stasera la seconda puntata – la carne al fuoco (pardon) è un po’ troppa. Ma va detto che le conseguenze dell’incendio fanno bene alla storia, che diventa anzi solida e ha tre donne al centro: vessate anche se ben maritate, umiliate e offese, trovano in quel fuoco purificatore un destino diverso.

Dopodiché c’è vaga confusione: la serie è tratta da una cosa francese che si chiama Le Bazar de la Charité, in italiano Destini in fiamme, reperibile su Netflix. La cosa francese è tratta da fatti reali, qui trasposti con autorità a Palermo (ma nessuno parla con accento siciliano) e in realtà è girata in Puglia – da mal di testa questi giri produttivi. Le donne di cui sopra scoprono che gli anarchici si comportano meglio dei ricchi, uno di loro – che si chiama Libero – è anche bello come il sole di ogni avvenire e si sa come vanno poi queste cose.

Se si capisce poco potrebbe non essere un male. Il cast regge tutto quanto: Sergio Rubini, Thomas Trabacchi, Laura Chiatti, Giulia Bevilacqua, altri bei nomi. E su tutti, Loretta Goggi, nobildonna super-dark che chiude la prima puntata maneggiando una siringa per cavalli ma destinata a una fanciulla ustionata. E la tentazione di proseguire la visione, a quel punto, si fa irresistibile.

***

Flavio Insinna chiede all’Eredità di cosa sia elemento fondante il Manifesto di Ventotene. Opzioni possibili: 1) Gli Scout 2) Legambiente 3) L’Unione Europea e, infine, 4) la risposta scelta poi dal concorrente: la Federazione della Vela.