'La Mantide', come non affezionarsi alla sanguinaria Carole Bouquet
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaIn Francia una serial killer femmina viene definita Tueuse en série. Che suona accattivante e quasi innocuo, per cui il ruolo, in una miniserie ad alto voltaggio, può essere benissimo affidato a Carole Bouquet, ovvero la dimostrazione vivente di come tra esseri umani si possa invecchiare con modalità opposte. La Mante in originale, La Mantide da noi: presente su Netflix da alcuni anni, adesso però è arrivato il passaggio in chiaro, su Canale 5 (lunedì prossimo gli episodi finali). E il destino originario – parliamo di tv italiana; altrove la serie è andata sui canali principali – sarebbe in effetti quello della piattaforma streaming: dove se nella prima scena compare un cadavere squartato e con la testa appoggiata di fianco, il pubblico si affeziona subito. E se invece va su una generalista di casa nostra, c’è caso che gran parte del pubblico si dilegui cercando qualche prete che fa indagini.
La Mantide in ques…
In Francia una serial killer femmina viene definita Tueuse en série. Che suona accattivante e quasi innocuo, per cui il ruolo, in una miniserie ad alto voltaggio, può essere benissimo affidato a Carole Bouquet, ovvero la dimostrazione vivente di come tra esseri umani si possa invecchiare con modalità opposte. La Mante in originale, La Mantide da noi: presente su Netflix da alcuni anni, adesso però è arrivato il passaggio in chiaro, su Canale 5 (lunedì prossimo gli episodi finali). E il destino originario – parliamo di tv italiana; altrove la serie è andata sui canali principali – sarebbe in effetti quello della piattaforma streaming: dove se nella prima scena compare un cadavere squartato e con la testa appoggiata di fianco, il pubblico si affeziona subito. E se invece va su una generalista di casa nostra, c’è caso che gran parte del pubblico si dilegui cercando qualche prete che fa indagini.
La Mantide in questione, appunto la Bouquet, è stata 25 anni prima una Tueuse en série di prima categoria: omicidi efferati e tutti più o meno se lo meritavano, tra pedofili di famiglia e altri pervertiti. Ora è appunto in carcere da un quarto di secolo ma, come da tradizione, sbuca un altro serial killer che agisce con le stesse modalità. E lei dice alla Polizia: vi posso aiutare, ma solo se le indagini le conduce mio figlio. Il quale ha rinnegato la madre ai tempi ed è entrato in Polizia per risarcire il mondo: va da sé, per amore di indagini il figlio riluttante acconsente a rivedere la madre, le dà del lei e la tratta con freddezza estrema, mentre lei invece eccetera.
La Mantide è un thriller su schemi noti ma che si sforza di introdurre pezzi di trama dissonanti: e ha ritmo e compattezza, pur rivolgendosi a un pubblico più ampio di quello assatanato per queste cose. Infine, chi ricorda la Carole Bouquet dei bei tempi, che per questioni di bellezza apparteneva con ogni evidenza a una razza aliena, si commuoverà anche un po’.
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Lucia Annunziata: “Scusate, fatemi salutare Antonio Ingroia in collegamento. L’immagine era talmente ferma che l’ho scambiato per una fotografia. Buon pomeriggio Ingroia… Ah no, è una fotografia”. (In onda, Rai 3).