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'Dark 3', la fine: è tempo dell'Apocalisse

Arriva il 27 giugno su Netflix il terzo capitolo della serie tedesca con protagonista il giovane Louis Hofman immerso tra i misteri di dimensioni parallele
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Dark 3, capitolo finale, su Netflix da venerdì 27. Non è una data scelta a caso: nella trama della serie, attraverso varie profezie, a un certo punto si sostiene che il 27 giugno 2020 sarà il giorno dell’Apocalisse. Avendo superato in scioltezza i Maya (che hanno solo sfiorato l’obiettivo) si può anche sorridere della cosa. Anche perché autori, attori e gli altri non avrebbero fatto tutta quella fatica a vuoto: a quel punto avrebbero anticipato almeno al 26 l’uscita mondiale dell’attesa terza stagione, di modo che almeno i più accaniti nel binge-watching avrebbero potuto conoscere il gran finale.


Facezie a parte, Dark – produzione tedesca – avviata nel 2017, parla di misteri, dimensioni parallele, passato, presente e futuro mescolati, gente di oggi che si ritrova nel passato ma non può cambiare il corso degli eventi pur conoscendoli e così via. Moltissime serie ci hanno provato, negli ultimi …
Dark 3, capitolo finale, su Netflix da venerdì 27. Non è una data scelta a caso: nella trama della serie, attraverso varie profezie, a un certo punto si sostiene che il 27 giugno 2020 sarà il giorno dell’Apocalisse. Avendo superato in scioltezza i Maya (che hanno solo sfiorato l’obiettivo) si può anche sorridere della cosa. Anche perché autori, attori e gli altri non avrebbero fatto tutta quella fatica a vuoto: a quel punto avrebbero anticipato almeno al 26 l’uscita mondiale dell’attesa terza stagione, di modo che almeno i più accaniti nel binge-watching avrebbero potuto conoscere il gran finale.


Facezie a parte, Dark – produzione tedesca – avviata nel 2017, parla di misteri, dimensioni parallele, passato, presente e futuro mescolati, gente di oggi che si ritrova nel passato ma non può cambiare il corso degli eventi pur conoscendoli e così via. Moltissime serie ci hanno provato, negli ultimi anni, poche sono quelle che hanno bucato l’attenzione e creato quanto meno un nutrito gruppo di fan sparsi per il mondo, complice la piattaforma streaming planetaria.

Siamo in una cittadina tedesca che sembra tranquilla ma… Si era partiti con un misterioso suicidio, si era proseguito con la misteriosa sparizione di alcuni ragazzini e addirittura il ritrovamento di un altro giovanissimo, sconosciuto e con addosso vestiti anni 80…. Via via si erano poi scoperti tutti gli ingredienti di cui sopra. Peraltro ai margini (e ormai questo è superclassico per molte serie simili) c’è una foresta piena di misteri. E soprattutto, ingrediente fatale, c’è una Centrale nucleare a un passo. Che in qualche modo innesca tutto, mentre già dalla prima stagione inizia a succedere il disastro: ovvero ci sono i personaggi adulti di oggi che si ritrovano a interagire con i se stessi di trent’anni prima: e guarda caso viene tutto fatto risalire ai giorni di Chernobyl.


Si capisce poco? Nessun problema, nemmeno gli autori, finora ci hanno capito granché. Ma è il suo bello e soprattutto è la lezione che arriva da Lost, del finale soprattutto. Quando per la prima volta il mondo decise che si poteva benissimo non capire nulla di una trama e restarne soggiogati comunque.

C’è riuscito anche Dark, dove hanno anche continuato a costruire un patchwork stracolmo di ingredienti mutuati da serie famose del passato e relativa letteratura pop-horror-supernatural. Al punto che uno dei protagonisti, il giovane Louis Hofman che interpreta il valoroso&coraggioso Jonas, giorni fa si è messo fare promozione per la nuova stagione rilasciando interviste del tipo: “Questa terza sarà più confusa delle precedenti”. E siccome non è matto, vuol dire che sa benissimo ormai come funziona questo genere di fiction.

Ovvero, Dark funziona e ha funzionato più di ogni altro equivalente, perché alla base c’è altro, ovvero una solida trama di passioni e intrighi e invidie e nequizie umane come in un melò dei vecchi tempi. Il resto è (quasi) folklore, ammiccamenti al pubblico chiamato ogni minuto a fare chiarezza con sé stesso, o con il vicino di divano, su cosa stia effettivamente succedendo, chi sia quello, quale il legame con quest’altro evento e così via. Con i cattivi ben definiti, peraltro (quelli della Centrale nucleare) e una sorpresa via l’altra nelle trame – umanissime – di tradimenti tra giovani e meno giovani, tra i figli fra di loro e i genitori tra di loro oppure nel reciproco coi figli stessi. E così via, in una miscela che se un geometra dovesse ricostruirla su carta, impazzirebbe presto: ma che un sognatore, e un amante di serie al sovrannaturale, apprezza al punto da dispiacersi se è in arrivo la stagione finale e quindi magari, forse controvoglia, si capirà davvero qualcosa o addirittura si farà chiarezza su tutto.