'Élite' tra sesso, droga e compiti in classe: "Che noia la felicità"
di Chiara Ugolini , di Chiara UgoliniLas Encinas è un liceo privato esclusivo di Madrid, gli studenti indossano uniformi e scarpe firmate, fanno lezione sui tablet anche in classe e arrivano a scuola con l'autista. Nei corridoi si consumano rancori, rabbia, sogni frustrati, storie d'amore e d'amicizia e per ogni stagione qualcuno muore. È arrivata alla quarta stagione, dal 18 giugno, la serie spagnola Élite che nel 2019 è entrata nella top ten delle più viste su Netflix.
"Lo spunto iniziale è stato lo scontro tra ricchi e poveri - spiega lo sceneggiatore Carlos Montero da Madrid - Con Darío Madrona (l'altro showrunner, ndr) volevamo esplorare le dinamiche che potevano innescarsi con l'arrivo di tre borsisti in un mondo di ragaz…
Las Encinas è un liceo privato esclusivo di Madrid, gli studenti indossano uniformi e scarpe firmate, fanno lezione sui tablet anche in classe e arrivano a scuola con l'autista. Nei corridoi si consumano rancori, rabbia, sogni frustrati, storie d'amore e d'amicizia e per ogni stagione qualcuno muore. È arrivata alla quarta stagione, dal 18 giugno, la serie spagnola Élite che nel 2019 è entrata nella top ten delle più viste su Netflix.
"Lo spunto iniziale è stato lo scontro tra ricchi e poveri - spiega lo sceneggiatore Carlos Montero da Madrid - Con Darío Madrona (l'altro showrunner, ndr) volevamo esplorare le dinamiche che potevano innescarsi con l'arrivo di tre borsisti in un mondo di ragazzi viziati".
La serie inizia quando, a causa del crollo di un liceo pubblico, tre dei più capaci studenti ottengono una borsa di studio a Las Encinas. Sono Samuel, Nadia e Christian e ognuno a modo suo metterà a dura prova gli equilibri di quel mondo di "figli di papà". Quando poi una delle ragazze più aperte, effervescenti e curiose, viene trovata morta inizia per la polizia e tutta la comunità scolastica una caccia all'assassino.
"Nella prima stagione avevamo tre ragazzi poveri in un universo di ricchi ora arrivano altri più ricchi di loro, e da lì nasce il conflitto. In Europa c'è una grande classe media, eppure credo che i ricchi stiano diventando sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. E da questa disuguaglianza sociale nascono i gruppi politici di estrema destra, i fascismi... una storia che sia in Italia che in Spagna, purtroppo, conosciamo molto bene. E sebbene Élite non sia una serie politica, ci piace poter parlare di ciò che sta accadendo, anche se in chiave adolescenziale e glamour".
Tre anni e mezzo (e un paio di morti) dopo la storia si complica con nuove storie e un nuovo cast, in arrivo al liceo tre rampolli e persino un principe. "Siamo cresciuti con i nostri personaggi - dice Miguel Bernardeau, nella serie è Guzmán che ha subito mille traumi dalla morte della sorella, al crac finanziario del padre, capace però anche di gesti di generosità - Con il gruppo di attori si è instaurato un legame stretto, ovviamente ci sono stati anche litigi sul set come è normale, ma ci siamo sentiti una vera famiglia. Guzmán ha avuto tre storie importanti con ragazze molto diverse, prima Lucrecia, poi Nadia e ora incontra Ari".
Sì perché la grande sfida di questa stagione (la quinta è già confermata) è stato dare l'addio ad alcuni ragazzi (andati a studiare all'estero, non tutti muoiono per fortuna). Dopo le prime immagini è scattata la rivolta social. "È inevitabile pensare al pubblico, ma cerchiamo di non sentirci schiavi - spiega Montero - crediamo di non dover dare esattamente quello che chiede. Se dipendesse dagli spettatori, le storie d'amore sarebbero sempre idilliache e perfette e nella finzione non c'è niente di più noioso della felicità".
Le tematiche della serie sono forti: droga, sesso, prostituzione minorile, violenza. "Quando scrivi in un modo o nell'altro ti poni sempre dei limiti, e ti autocensuri. Ma io cerco sempre di spingere il mio team di sceneggiatori ad andare un po' oltre. Per me la chiave, quando scrivo per adolescenti, è non avere paura, e soprattutto non trattarli come bambini. Sono abbastanza intelligenti da poter affrontare quasi tutti gli argomenti in modo diretto. Penso che sia qui che risiede parte del successo della serie". "Anche se ambientata in Spagna, in un liceo esclusivo, la serie è stata amata in tutto il mondo perché universale - conferma Bernardeau - In questo momento sto girando a Berlino e i ragazzi mi fermano per strada".