'Outer Banks', la serie perfetta per l'estate: "Una caccia al tesoro ispirata a Indiana Jones"
di Chiara Ugolini , di Chiara UgoliniÈ la serie perfetta per l'estate. Soprattutto se per qualche ragione non si può andare all'estero, non si può far vacanza su un'isola caraibica o ancora più non si può proprio uscire di casa. Outer Banks, da domani la seconda stagione su Netflix, è il viaggio giusto per chi non può viaggiare con il suo mix di avventura, mistero, azione e sentimenti. Protagonisti un gruppo di adolescenti detti Pogues che vivono nella parte più povera della località balneare di Outer Banks, Carolina del Nord, mentre dall'altra parte dell'isola ci sono i Kooks, figli dei proprietari terrieri e dei club. Dei Pogues fanno parte lo scavezzacollo JJ (Rudy Pankow) sempre in fuga da un padre depresso, alcolizzato e violento, il geniale e studioso Pope (Jonathan Daviss) in rotta col padre che vorrebbe si concentrasse solo sulla borsa di studio, l'audace e inventiva Kiara (Madison Bailey), una Kooks che ha cambiato squadra. Co…
È la serie perfetta per l'estate. Soprattutto se per qualche ragione non si può andare all'estero, non si può far vacanza su un'isola caraibica o ancora più non si può proprio uscire di casa. Outer Banks, da domani la seconda stagione su Netflix, è il viaggio giusto per chi non può viaggiare con il suo mix di avventura, mistero, azione e sentimenti. Protagonisti un gruppo di adolescenti detti Pogues che vivono nella parte più povera della località balneare di Outer Banks, Carolina del Nord, mentre dall'altra parte dell'isola ci sono i Kooks, figli dei proprietari terrieri e dei club. Dei Pogues fanno parte lo scavezzacollo JJ (Rudy Pankow) sempre in fuga da un padre depresso, alcolizzato e violento, il geniale e studioso Pope (Jonathan Daviss) in rotta col padre che vorrebbe si concentrasse solo sulla borsa di studio, l'audace e inventiva Kiara (Madison Bailey), una Kooks che ha cambiato squadra. Come pure Sarah (Madelyn Cline). Il protagonista però è John B., che trascinerà gli amici in un'incredibile caccia al tesoro, perchè se da un lato vuole far chiarezza su cosa è successo al padre (scomparso in mare nove mesi prima dell'inizio della prima stagione) dall'altro vuole ritrovare un misterioso relitto che contiene un tesoro da 400 milioni di dollari. Abbiamo intervistato Chase Stokes, ventottenne del Maryland che non ha fatto fatica a scivolare nel personaggio del sedicenne John B, chiedendogli di evitare spoiler per chi ancora non ha visto la prima stagione.
Lo hai frequentato ormai per un paio di stagioni, chi è John B per te?
"John B è un ragazzo interessante, implacabile, appassionato, un ragazzo che non si perde d'animo finché non ottiene delle risposte. L'adolescenza è il periodo della scoperta di se stessi e penso che John B rappresenti bene questa ricerca profonda nell'anima di tanti ragazzi di quell'età alla scoperta di cosa saranno in futuro e dove vogliono andare in questo mondo. Nel suo caso tutto avviene in circostanze molto particolari ma di fatto la sua ricerca vale per tutti".
Qual è stata la maggiore sfida della prima stagione e di questa seconda?
"La prima stagione ha navigato attraverso una varietà di emozioni, John B ha tentato a lungo di nascondere la tristezza e la delusione della mancanza dei suoi genitori; vivere senza una guida paterna per un ragazzo di sedici anni non è facile, sarebbe sempre importante avere un adulto che ti mostra la strada. La seconda stagione è ancora più intensa: perché dopo la perdita dei genitori si ritrova anche senza gli amici che sono per lui una vera e propria famiglia. Questo viaggio, quest'avventura, per la quale sta rischiando tantissimo stanno avendo conseguenze che forse non avrebbe immaginato. Si troverà ad interrogarsi su cosa significa mettere in pericolo le persone a cui vuoi bene. Dovrà crescere parecchio".
I temi principali della serie sono: avventura, mistero, amicizia e amore. Qual è l'aspetto che sente più vicino?
"Io sono innamorato dei personaggi. Ognuno è stato scritto in modo così specifico e individuale e quello che rende la serie così speciale secondo me è il viaggio che compiono assieme. Quindi la storia è molto bella, ma il cuore è il rapporto di amicizia tra questi ragazzi, per cui alla fine i miei momenti preferiti sono quelli tra un'azione e l'altra, tra un'avventura e l'altra quando cercano di godersi la loro compagnia e la loro estate. Quest'ultimo anno e mezzo che abbiamo vissuto col Covid ci ha fatto capire quanto gli adolescenti abbiano bisogno di stare con i loro amici perché l'amicizia - soprattutto in quella fascia di età - definisce chi sei".
La caccia al tesoro è un vero e proprio classico, prima della letteratura poi del cinema. C'è un film o un libro cui vi siete in qualche modo ispirati per la vostra caccia al tesoro?
"Uno dei principali riferimenti della serie è sicuramente I Goonies. In questa seconda stagione però con l'azione che diventa sempre più importante ho fatto un bel po' di ricerca sulla saga di Indiana Jones. E questo per me è stato fantastico perché il mio film preferito è I predatori dell'arca perduta; Indy è un personaggio così iconico, la sua capacità di rendere accessibile qualcosa che è così lontano e immenso come una caccia al tesoro è qualcosa a cui ho ambito molto in questo secondo capitolo. Quindi non posso che essere grato a Harrison Ford per avermi aiutato a creare il mio personaggio".
Parliamo delle location.
"Abbiamo passato due mesi e mezzo nelle Barbados, se si gira nei luoghi reali ci sono sempre delle sfide ma l'intero paese ci ha aperto le braccia e ci ha reso le cose semplici, considerando anche che eravamo nel mezzo di una pandemia. Erano orgogliosi e emozionati di mostrare il loro paese attraverso la serie, tutti sono stati molto generosi: dagli attori locali ai componenti della troupe, guide del posto che ci hanno aiutato, anche i carpentieri sul set. È stato bello per noi portare un po' di compensazione economica in un paese che punta tutto sul turismo e in questo momento così difficile il nostro set è stato importante. E poi il cibo era eccezionale e non si smetteva mai di bere!".
C'è molta azione nella serie, avete usato stunt, come ti sei preparato?
"Con il Covid abbiamo avuto delle restrizioni per molte sequenze, soprattutto quelle di azione che prevedevano parecchia gente. Io sono molto fortunato, ho uno stunt eccezionale, Cole Eckert, sono convinto che siamo stati separati alla nascita e se John B è così figo come lo vedete sullo schermo è tutto merito suo. Però Cole è anche un grande amico perché cerca di farmi fare alcune sequenze e nella seconda stagione sono riuscito a girare io stesso tante scene d'azione proprio grazie al suo aiuto".
La serie è anche un ragionamento su cosa significano oggi le classi sociali: i Pogues versus i Kooks, ma la relazione tra John B. e Sarah dimostra che si può andare oltre.
"Certo. Le storie d'amore avversate dalla famiglia sono un classico, basti pensare a Romeo e Giulietta. È qualcosa in cui il pubblico si identifica facilmente perché è vero. C'è una questione rispetto alla differenza di classe, come le persone vedono quelli che appartengono a classi sociali diverse dalla propria, mi piace che la serie non sbatta la questione in faccia allo spettatore ma in qualche modo però la porti alla sua attenzione con un ritratto reale di quello che succede se si vedono le persone al di là delle macchine che guidano o dei loro conti in banca. E la nostra storia d'amore racconta questo".