'La cuoca di Castamar', la Cenerentola spagnola che prende il principe per la gola
di Alfonso Pasti , di Alfonso PastiSarà colpa di Bridgerton, che a distanza di anni da Downton Abbey ha risvegliato la voglia di serie in costume d’amore e di intrighi, sarà che per quanto ci si senta Sex & The City alla fine si capitola sempre di fronte alle cenerentolate, sta di fatto che è difficile resistere alla storia di una gentildonna caduta in disgrazia – Spagna, 1720 – che si riconverte cuoca presso la tenuta di un duca né bello né brutto, né giovane né vecchio ma largo di cuore e di vedute benché vedovo inconsolabile dopo la perdita della consorte e circondato da personaggi ambigui di cui farebbe meglio a non fidarsi. Si intitola La cuoca di Castamar, sono dodici episodi su Netflix, c’è un bell’intreccio, è un prodotto elegante e ben fatto e una volta entrati nella tenuta tra stucchi e broccati non se ne vorrebbe più uscire. Tratta dal romanzo La cocinera de Castamar di Fernando J. Múñ…
Sarà colpa di Bridgerton, che a distanza di anni da Downton Abbey ha risvegliato la voglia di serie in costume d’amore e di intrighi, sarà che per quanto ci si senta Sex & The City alla fine si capitola sempre di fronte alle cenerentolate, sta di fatto che è difficile resistere alla storia di una gentildonna caduta in disgrazia – Spagna, 1720 – che si riconverte cuoca presso la tenuta di un duca né bello né brutto, né giovane né vecchio ma largo di cuore e di vedute benché vedovo inconsolabile dopo la perdita della consorte e circondato da personaggi ambigui di cui farebbe meglio a non fidarsi. Si intitola La cuoca di Castamar, sono dodici episodi su Netflix, c’è un bell’intreccio, è un prodotto elegante e ben fatto e una volta entrati nella tenuta tra stucchi e broccati non se ne vorrebbe più uscire. Tratta dal romanzo La cocinera de Castamar di Fernando J. Múñez, (2019), la serie è stata creata da Tatiana Rodriguez, è diretta da Iñaki Peñafiel e Norberto López Amadon ed è stata girata presso alcuni palazzi reali e monasteri di Madrid, Segovia e Cuenca. La facciata dell’hacienda nella quale si svolgono le vicende è il Palazzo dell’Infante don Luis a Boadilla del Monte, un edificio storico di Madrid detto “la piccola Versailles”.
La gentildonna in questione si chiama Clara Belmonte (Michelle Jenner), suo padre è un medico accusato di tradimento e di omicidio e condannato a morte, lei è rifugiata in un convento ma trova lavoro come cuoca presso il duca di Castamar. E già iniziano i problemi perché la ragazza, dopo lo shock per l’accusa mossa contro il padre, ha sviluppato una forma violenta di agorafobia quindi già mettere il naso fuori dalla celletta diventa un’impresa. Ma ce la fa e si ritrova nelle cucine della magione tra frotte di lavoratori che spennano capponi, disossano lepri, montano uova. Clara, passione e talento per la cucina, si ritaglia subito un posto speciale.
"E' un personaggio speciale - spiega Michelle Jenner allo spagnolo Serielistas - che conosciamo in un momento complesso della sua vita, le accadono alcune cose, soffre di agorafobia e questo non le consente di vivere una vita normale. Non sa cosa sia, all'epoca non era così chiaro, capisce solo che non può stare all'esterno ma sa anche che deve sopravivere perché è rimasta sola in questo momento della sua vita. E allora - continua l'attrice - l'unica possibilità che ha è lavorare nella cucina del palazzo di Castamar. E il suo arrivo un po' scuote un ordine e una serie di convenzioni fino ad allora immutate e questo non piace a una parte delle persone che si ritrovano a lavorare con lei...".
Le sue sono pietanze speciali, ma quel che accade ai piani superiori rischia di mandarle di traverso. Il padrone di casa, don Diego (Roberto Enriquez), cuore infranto dopo la morte della moglie che gli aveva appena annunciato l'arrivo di un erede, è vittima inconsapevole di un complotto che mira niente meno che a Palazzo Reale. Anima delle macchinazioni, il perfido Enrique de Arcona, marchese di Soto (Hugo Silva), cavalier servente della duchessa madre, donna Mercedes (Fiorella Faltoyano), che infila in casa del duca la bella Amelia Castro (Maria Hervas) – di cui muove i fili - sperando che possa incrinare la corazza del vedovo e riportarlo all’altare. A dare manforte al perfido Enrique c’è Sol Montijos, marchesa di Villamar (Marina Gatell), esperta in arti amorose che tuttavia non esercita con l’imparruccato e vetusto marito bensì con un giovane e fascinoso conte.
Tanti i personaggi di contorno ma tutti con una storia, molti con qualche segreto da nascondere, con un’infanzia drammatica (il fratello del duca, Gabriel - Jean Cruz - ragazzo di colore adottato da bambino dal duca padre che lo liberò da fruste e catene), con un passato da dimenticare (la governante che sembra una quacchera a lutto viene da tutt’altri trascorsi), con un futuro complicato, con un presente inconfessabile (i due nobiluomini amanti, vittime di un ricatto che li porta alla rovina, o la stessa Amelia, che ha bisogno di sposarsi perché…).
Come insegna Mary Poppins, basta un poco di zucchero. E nel cuore del duca si apre una crepetta quando si ritrova a tarda notte in cucina, solo con Clara che gli mostra in che modo si prepara la migliore pasta di zucchero dell’intera Spagna. Perché Clara non solo cucina bene: cita, spiega poetando, sa leggere, scrivere e fare di conto e padroneggia il tutto con grande sensibilità. Impossibile resisterle. E da qui si snoda il capitolo “convenzioni sociali”: potrebbe mai un duca sposare una “cocinera”, a maggior ragione se prossimo alle nozze con la sofisticata signorina Castro tutta merletti e parrucconi e gioielli di famiglia?
Potrebbe, volendo. Però sarebbe complicato e soprattutto il signor duca pian piano capisce quel che si muove sottotraccia e son duelli mortali, rapimenti, assassinii, ori rubati, lettere nascoste, pugnalate, rivelazioni e addii. Fino al colpo di scena finale, con le nozze alla presenza di Re Felipe V – completamente pazzo.
Ricostruzioni meticolose, atmosfere suggestive (grazie anche a una fotografia ricercata), costumi splendidi, temi sociali fanno de La cuoca di Castamar una visione perfetta per chi ama le storie di sentimento venate anche d’altro (qui si sconfina un po' nel giallo). Una curiosità: Michelle Jenner, che interpreta Clara Belmonte, in Spagna è la doppiatrice ufficiale di Emma Watson (ha dato la voce a Hermione nell’edizione spagnola della saga di Harry Potter) e ha doppiato Giosuè, il figlio di Benigni in La vita è bella.