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'Murderville', detective per gioco (con corredo di star)

Il comico Will Arnett coinvolge colleghi come Sharon Stone e Conan O’Brien in indagini improvvisate. Dal 3 febbraio su Netflix
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Il capo-detective Terry Seattle deve risolvere un caso di omicidio dopo l’altro ma soprattutto si dispera da quindici anni per la perdita della propria partner, uccisa misteriosamente. Di lei tiene una foto in ufficio. Siccome però quella nella foto è Jennifer Aniston, si capisce subito che siamo qui per scherzare. E lui, il detective, è un principe della comicità dei nostri tempi, il canadese Will Arnett. Attore e molto altro, era uno dei personaggi principali nella serie comica Arrested Development e soprattutto è la voce di Bojack Horseman, protagonista di una serie animata venerata dalla gente che piace. Inoltre, Will è vulcanico e sempre in azione su mille fronti: da tempo aveva acquisito i diritti di una serie comica inglese, Murder in Successville, targata Bbc e proposta per tre stagione dal 2015. E la trasposizione Usa, a quel punto, è andata in porto.

Il risultato arriva su Netflix giovedì 3 febbraio, in sei episo…

Il capo-detective Terry Seattle deve risolvere un caso di omicidio dopo l’altro ma soprattutto si dispera da quindici anni per la perdita della propria partner, uccisa misteriosamente. Di lei tiene una foto in ufficio. Siccome però quella nella foto è Jennifer Aniston, si capisce subito che siamo qui per scherzare. E lui, il detective, è un principe della comicità dei nostri tempi, il canadese Will Arnett. Attore e molto altro, era uno dei personaggi principali nella serie comica Arrested Development e soprattutto è la voce di Bojack Horseman, protagonista di una serie animata venerata dalla gente che piace. Inoltre, Will è vulcanico e sempre in azione su mille fronti: da tempo aveva acquisito i diritti di una serie comica inglese, Murder in Successville, targata Bbc e proposta per tre stagione dal 2015. E la trasposizione Usa, a quel punto, è andata in porto.

Il risultato arriva su Netflix giovedì 3 febbraio, in sei episodi da mezz’ora ciascuno. E non dev’essere semplice resistere alle richieste di Arnett, visto che ora la rinnovata Murderville va per il mondo potendo esibire in scena gente come Sharon Stone, protagonista nei panni di sé stessa nel quinto episodio. Ma anche la partenza è niente male, visto che la prima guest star è Conan O’Brien, celeberrimo conduttore di Late Show. E ancora gli altri che, uno alla volta, accompagnano Terry-Will, sono tipi assai famosi in America, vedi il giocatore di Football Marshawn Lynch, o il comico di origini coreane Ken Jeong o ancora l’attore invece pakistano di estrazione Kumail Nanjani, visto di recente nel marveliano Eternals.

In Murderville si gioca all’indagine, Arnett ha detto che si rifà Law&Order, ma demenziale e improvvisata. E siamo al punto, l’improvvisazione. Ovvero, in ogni episodio il detective Terry deve risolvere un omicidio: alla mattina il suo capo – che è la moglie da cui sta divorziando – gli presenta il nuovo partner-stagista che lo affiancherà nelle indagini. A quel punto entra Conan O’Brien, oppure più avanti appunto Sharon Stone, indossando un’uniforme con la scritta Stagista. E nessuno di questi ospiti stellari ha la minima idea di cosa succederà: dovrà improvvisare facendosi trascinare dal detective, che arriva spesso a vette di sadismo notevoli. Alla fine, la guest dovrà anche identificare il colpevole, scelto fra tre sospetti e dopo averli interrogati dentro un quadro che è appunto parodia di serie come Csi o Law&Order.

Qualcuno ci riesce, qualcuno no, ma il punto è far scorrere le trovate che Arnett insieme agli autori ha disseminato: e qui si va appunto nel filone più recente della demenzialità di marca Usa, forse più adatta alle serie di animazione ma insomma, vedere Sharon Stone che si presta a una terribile gag in sala operatoria fingendosi chirurgo è poi quello che dà il senso all’intera operazione.

Murderville, da un altro lato, richiama LoL. I personaggi in scena non sanno davvero nulla e devono reggere gag e situazioni surreali entrando nella parte e - soprattutto – cercando di evitare la figura di chi, pur essendo una star mondiale, non sa cavarsela in situazioni così. A quel punto, ed ecco LoL, bisogna anche e soprattutto non ridere in scena. Non tutti ci riescono e, curiosamente, chi ci riesce di meno è proprio il comico ufficiale, Ken Jeong.

Oltre a una quantità di divertimento non valutabile in partenza – dipende da quanto si è ben disposti per il genere – Murderville lascia la sensazione che con i big a disposizione avrebbe funzionato meglio una cosa molto più scritta e ponderata. Ma siamo in un altro territorio, probabilmente ideale per le nuove frontiere della fruizione seriale streaming: pur pescando, alla fin fine, nella comicità demenziale anni 70.