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Applausi veri per la falsa ereditiera Anna

Multischermo / La storia della finta ereditiera Anna Sorokin è messa in scena, su Netflix, da una grande Julia Garner
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Cosa resterà di questo Inventing Anna, creazione da fatti reali firmata Shonda Rhimes? Netflix ha fatto sapere che è la serie in lingua inglese più vista nel pianeta. L’attesa è stata premiata ma rimane l’impressione che l’effetto dovesse essere maggiore: certo, sono volate polemiche e discussioni. In certi angoli resistenziali manca poco che la protagonista, Anna Sorokin nella realtà, una fantasmagorica Julia Garner in scena, diventi un simbolo anticapitalista (bum). Che poi il glamour annesso a tutto quanto abbia cercato di fare la sua parte è scontato, gli outfit di lei e la sua dedizione a tutto quello che è altissimo bordo newyorchese, ramo soldi, hanno colpito, fatto discutere, riempito riviste modaiole etc.

Cosa resterà di questo Inventing Anna, creazione da fatti reali firmata Shonda Rhimes? Netflix ha fatto sapere che è la serie in lingua inglese più vista nel pianeta. L’attesa è stata premiata ma rimane l’impressione che l’effetto dovesse essere maggiore: certo, sono volate polemiche e discussioni. In certi angoli resistenziali manca poco che la protagonista, Anna Sorokin nella realtà, una fantasmagorica Julia Garner in scena, diventi un simbolo anticapitalista (bum). Che poi il glamour annesso a tutto quanto abbia cercato di fare la sua parte è scontato, gli outfit di lei e la sua dedizione a tutto quello che è altissimo bordo newyorchese, ramo soldi, hanno colpito, fatto discutere, riempito riviste modaiole etc.

Ma appunto, rischia di esaurirsi in tempi minori rispetto al previsto. Possibile motivo, l’intreccio francamente imbarazzante con la realtà, i lati sordidi che si intuiscono dentro la vicenda: inoltre ci sarebbero quelli che non ce la fanno proprio a provare la minima empatia per un personaggio così — e magari ne provano anche meno per la protagonista a specchio, l’ossessionante giornalista-amica, forse un po’ nemica, complice di sicuro ma a fin di bene o chissà. E quindi alla fine vince il lavoro in sé: ovvero vince Shonda Rhimes con una serie che è avvincente comunque. C’è caso che tutto sia stato scritto proprio per piacere a quelli secondo cui la Delvey-Sorokin deve farsi la galera.

E nel penultimo atto — Inventing è una maratona o quasi — sbuca l’episodio migliore, il viaggio in Germania della protagonista e il colpo magistrale di trovare il padre di Anna interpretato dal magnifico Peter Kurth (il poliziotto-vilain di Babylon Berlin). Giù il cappello per la costruzione e pazienza se la vera Sorokin diventa un idolo mondiale. Ma a occhio non sta andando così.

'Inventing Anna', la protagonista Julia Garner: "Incontrandola ho capito come ha fatto a imbrogliare tutti"


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Legge scolpita nei talk-show, ci siamo di nuovo. Se si convocano solo esperti posati su guerra e geopolitica, non li guarda nessuno. In molti luoghi sbucano quindi putiniani di complemento, gente che ha una zia di Vladivostok, fanatici del borsch da tempi non sospetti, disposti a urlare e dare sulla voce, per la gioia dei conduttori. Non finirà mai.