Le fosche profezie di Jo Nesbø
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaL’ultimo arrivato (su Netflix) è un film: si chiama Granchio nero e qui il regista Adam Berg vuole davvero strafare. Siamo in Svezia e scoppia la guerra, una delle armi usate è assai strategica, ovvero la diffusione di un virus. E quindi tombola, con il pubblico appena appena risollevato dal vedere in azione la splendida Noomi Rapace. Di poco tempo fa è invece Vigil, su Sky: miniserie inglese a base di sottomarini e claustrofobia ma con un nemico invisibile, potentissimo e fedifrago, che si nomina con molta circospezione per tutta la serie ed è la Russia.
Ma l’attualità bruciante in corso ha risvegliato chi ai tempi si era appassionato al caso di scuola: Occupied (sempre Netflix) serie norvegese di livello alto e tratta dai romanzi di Jo Nesbø. Qui ci siamo davvero, o almeno sembra: la serie è del 2015, ne sono state realizzate tre stagioni ma per qualche motivo sulla piattaforma si trovano solo le prime due. La Norvegia, q…
L’ultimo arrivato (su Netflix) è un film: si chiama Granchio nero e qui il regista Adam Berg vuole davvero strafare. Siamo in Svezia e scoppia la guerra, una delle armi usate è assai strategica, ovvero la diffusione di un virus. E quindi tombola, con il pubblico appena appena risollevato dal vedere in azione la splendida Noomi Rapace. Di poco tempo fa è invece Vigil, su Sky: miniserie inglese a base di sottomarini e claustrofobia ma con un nemico invisibile, potentissimo e fedifrago, che si nomina con molta circospezione per tutta la serie ed è la Russia.
Ma l’attualità bruciante in corso ha risvegliato chi ai tempi si era appassionato al caso di scuola: Occupied (sempre Netflix) serie norvegese di livello alto e tratta dai romanzi di Jo Nesbø. Qui ci siamo davvero, o almeno sembra: la serie è del 2015, ne sono state realizzate tre stagioni ma per qualche motivo sulla piattaforma si trovano solo le prime due. La Norvegia, qui, viene invasa in forma light e per questioni energetiche. Da chi? Dai russi. A quel punto tutto diventa la profezia di Nesbø, con tanto di reprimenda implicita a governi, opinione pubblica ed esperti: possibile che uno scrittore sapesse già tutto? Diciamo che fa colpo pensarlo, ma non è esattamente così. È vero che la dinamica tra il capo del Governo norvegese e gli invasori può ricordare da vicino molta attualità, ma le premesse sono altre. In Occupied c’è addirittura l’Unione Europea che chiede alla Russia di prendersi la Norvegia, dove il governo si è messo idee strane in testa sul non fornire più petrolio e andare subito di transizione ecologica. Ovvero, non c’entra niente con il presente reale, ne è quasi l’opposto: ma le suggestioni ci sono, Occupied è anche una serie di formidabili tramagli di relazioni umane tra i protagonisti e merita di essere vista anche senza provare brividi di realtà.
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È andata, ormai se non hai un opinionista putiniano di complemento non sei davvero nessuno. Dilagano, escono dalle pareti, tutti li vogliono, i picchi d’ascolto dei talk li riguardano — quasi tutti avversari ansiosi di twittargli contro, peraltro. Da quel punto di vista, la guerra è perduta, ma di parecchio.