'Stranger things 4', Maya Hawke: "Era importante portare il mondo Lgbtq+ nella serie"
di Chiara Ugolini , di Chiara UgoliniIntelligente, sarcastica, coraggiosa e lesbica. La rivelazione della terza stagione è stata senza dubbio Robin e la sua interprete: Maya Hawke. Ventitrè anni, figlia di Uma Thurman ed Ethan Hawke, ha conquistato pubblico e critica con la sua eroina sfrontata e tenera. Che ha creato un legame fortissimo con il tenebroso ma un po’ insicuro Steve (Joe Keery) dietro il bancone della gelateria Scoops Ahoy, facendo squadra con gli altri ragazzi di Hawkins contro i terribili segreti che si nascondono sotto il centro commerciale Starcourt.
Intelligente, sarcastica, coraggiosa e lesbica. La rivelazione della terza stagione è stata senza dubbio Robin e la sua interprete: Maya Hawke. Ventitrè anni, figlia di Uma Thurman ed Ethan Hawke, ha conquistato pubblico e critica con la sua eroina sfrontata e tenera. Che ha creato un legame fortissimo con il tenebroso ma un po’ insicuro Steve (Joe Keery) dietro il bancone della gelateria Scoops Ahoy, facendo squadra con gli altri ragazzi di Hawkins contro i terribili segreti che si nascondono sotto il centro commerciale Starcourt.
“Moltissimi tra i miei amici più cari sono ragazzi, ho anche amiche, certo, ma mi trovo bene soprattutto con i maschi. Raramente mi capita di vedere al cinema e nelle serie amicizie maschio-femmina sane, non complicate, senza chissà quali obiettivi nascosti. Robin e Steve sono lì a sostenersi, a proteggersi l’un l’altra e se la terza stagione è stata quella che ha fatto nascere la loro amicizia nella quarta il loro rapporto non farà che crescere. Penso che l’amicizia non abbia l’attenzione che merita in canzoni, film, tv. Siamo sempre a parlare dell’amore romantico ma io sono convinta che i sentimenti più forti che ho provato nella mia vita sono stati quelli per i miei amici”.
“Cerco di stare alla larga dalle reazioni social, perché sono molto sensibile e mi fa effetto quando qualcuno reagisce male a qualcosa che mi riguarda: preferisco non leggere né le cose positive né quelle negative. Cerco di fare il mio lavoro senza essere influenzata troppo dal fatto che alla gente piace o non piace. Per quel che mi riguarda, però, è stato molto bello dare voce a Robin; i miei amici ma anche persone che incontro per strada, soprattutto giovani donne, mi hanno detto che hanno sentito questo personaggio molto vicino. Interpretare un personaggio Lgbtq+ nel mondo di Stranger things è stato straordinario. Il suo essere queer è una delle sue caratteristiche, punto, la sua storia non ha niente a che fare con il suo essere omosessuale. Questo la rende un personaggio speciale per me e credo sia importante che una come Robin sia protagonista in una serie di fantascienza”.
“Essere riconosciuti per strada o avere comunque l’approvazione per il proprio lavoro è una bella cosa. E comunque essere notati per qualcosa di bello è certamente meglio di esserlo per qualcosa di imbarazzante o di cui non si è orgogliosi. Fra attori ci trattiamo bene e i fratelli Duffer sono molto gentili e ci hanno fornito del materiale eccezionale. È bello il rapporto che si è creato fra noi sul set, andiamo veramente d’accordo e siamo innamorati di questa serie”.