Il quindicenne Joe raggiunge un coetaneo nei corridoi del liceo maschile inglese; sguardi, sorrisi, timidezze, un bacetto sulla bocca. Joe è gay e lo racconta a tutti, contentissimo, mentre l’antipatico baciatore se ne vergogna e corre a sbaciucchiare le ragazzine della scuola femminile, che intanto si dibattono incerte e sognanti, nere, bianche, lesbiche, trans e persino binarie. Poi c’è la giovanissima star, il campione di rugby Nick, soavemente estroverso, che quando pensa ai suoi compagni maschi sullo schermo svolazzano petali e cuoricini. Heartstopper, un colpo al cuore! I giovani attori sono fantastici, bruttini e irresistibili, la mamma di Nick poi è Olivia Colman che nobilita il tutto, c’è questa novità di immergerci in una storia buona, una realtà rasserenante, un mondo senza tragedie, di giovanissimi che hanno superato da soli le tempeste degli adulti a cui hanno lasciato tutte le delusioni del mondo e la rabbia inu…
Il quindicenne Joe raggiunge un coetaneo nei corridoi del liceo maschile inglese; sguardi, sorrisi, timidezze, un bacetto sulla bocca. Joe è gay e lo racconta a tutti, contentissimo, mentre l’antipatico baciatore se ne vergogna e corre a sbaciucchiare le ragazzine della scuola femminile, che intanto si dibattono incerte e sognanti, nere, bianche, lesbiche, trans e persino binarie. Poi c’è la giovanissima star, il campione di rugby Nick, soavemente estroverso, che quando pensa ai suoi compagni maschi sullo schermo svolazzano petali e cuoricini. Heartstopper, un colpo al cuore! I giovani attori sono fantastici, bruttini e irresistibili, la mamma di Nick poi è Olivia Colman che nobilita il tutto, c’è questa novità di immergerci in una storia buona, una realtà rasserenante, un mondo senza tragedie, di giovanissimi che hanno superato da soli le tempeste degli adulti a cui hanno lasciato tutte le delusioni del mondo e la rabbia inutile: come l’omofobia, problema vecchio come il cucco e dai ragazzi già risolto in silenzio, con naturalezza, senza Instagram di gay lacrimanti o scontri parlamentari e altalenare di proposte di legge che restano lì.
Quel vecchiume è fuori da questo Heartstopper (Netflix), ispirato a una serie di graphic novel della inglese Alice Oseman, che ha 28 anni ma era tanto più giovane, cittadina del nuovo mondo ignoto agli adulti, quando ha iniziato a creare queste storie adolescenti in cui l’amore è un tesoro variegato e gentile, una scoperta entusiasmante, un batticuore senza confini e tabù, una libertà di cui tutti hanno diritto e che i protagonisti della serie si prendono. La Mondadori ha già pubblicato, mi pare, quattro di queste storie, di cui noi vecchi musoni non sapevamo nulla ma si spera che i genitori, almeno i meno incattiviti, le conoscano e ci pensino su. Le serie abbondano di adolescenti con una preferenza per gli studenti con la divisa delle grammar school, meglio se di massima fluidità e mai un loro genitore, insegnante, compagno abbia qualcosa da dire, un dubbio, una domanda, una affettuosa curiosità.
È da poco disponibile la quinta stagione di Élite, una serie spagnola di successo che si svolge in un liceo privato per ricchi, tanto da essere frequentato anche da un principe di non si sa dove che si ostina a voler sposare le donna delle pulizie e intanto la stupra. Dal 2018 gli studenti sono sempre lì, come se fossero continuamente bocciati e infatti paiono frequentare solo i corridoi della scuola, mai un professore in vista. Il preside vive in una villa con piscina tipo oligarca, i tre figli si sono aggiunti agli altri coetanei: Ariadna accanitamente binaria e promiscua, Patrick sempre assieme a due stupendissimi maschi nudi, un trio attorcigliato e molto invidiato, Mencia è lesbica ma fa soldi coi prosseneti. Si aspetta la sesta stagione con nuove sfrenatezze sessuali, ormai mitridatizzati (persino il babbo ortolano e musulmano della serie ha accettato il figlio gay), con un solo mio dubbio rispettoso, ma come si distrarranno a 40 anni?
Dagli Stati Uniti, dalla Norvegia, dal Messico (dalla Repubblica Popolare Cinese festosi giovani creativi innamorati e castissimi, tanto che non si lasciano andare neppure a un bacio etero) arrivano sempre più storie adolescenti e siccome anche lo streaming è stato sedotto dalla positivity e dalla inclusion, mai una che non esalti l’omosessualità: il che fa sperare che l’omofobo finisca per sentirsi a disagio prima che lo condannino all’ergastolo, e a essere in prima fila al gay pride. Se mai sono altre serie a procurare anche agli adulti più audaci un minimo di smarrimento, di moralismo. Per esempio La giudice (Corea del Sud), preadolescenti abbandonati dai genitori, bambine prostitute, bambini assassini.