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Netflix prepara il futuro: i classici, le donne, la Storia. "In Italia 5 milioni di abbonati"

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Il fondatore Reed Hastings presenta a Roma i nuovi progetti della piattaforma. E rassicura sullo stato di salute del colosso dello streaming dopo i segnali di crisi dei mesi recenti. Tra i lavori in corso, una nuova serie di Zerocalcare
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Il villino Rattazzi, a due passi da Via Veneto, a Roma, è la factory di Netflix Italia: il fondatore Reed Hastings sale sul palco e inizia il diluvio. «In Italia sfioriamo la soglia dei cinque milioni di abbonati» spiega rassicurando sulla salute del colosso dello streaming. Il calo degli abbonati a livello globale non lo preoccupa, in futuro arriverà la pubblicità.

Presentazione show con Michela Giraud: «A nome della pizza bianca con la mortadella dichiaro aperta la sede di Netflix» esordisce, proponendosi come interprete per Romerton, versione romana di Bridgerton. Nel filmato sul mondo Netflix (della serie “uffici felici”) sono tutti sorridenti — come dargli torto — t…

Il villino Rattazzi, a due passi da Via Veneto, a Roma, è la factory di Netflix Italia: il fondatore Reed Hastings sale sul palco e inizia il diluvio. «In Italia sfioriamo la soglia dei cinque milioni di abbonati» spiega rassicurando sulla salute del colosso dello streaming. Il calo degli abbonati a livello globale non lo preoccupa, in futuro arriverà la pubblicità.

Presentazione show con Michela Giraud: «A nome della pizza bianca con la mortadella dichiaro aperta la sede di Netflix» esordisce, proponendosi come interprete per Romerton, versione romana di Bridgerton. Nel filmato sul mondo Netflix (della serie “uffici felici”) sono tutti sorridenti — come dargli torto — tra piante, fiori, divanetti in giardino, c’è anche chi fa la verticale.

Tanti i progetti: la trasposizione in serie de Il Gattopardo con la regia di Tom Shankland. «Mio padre era professore di italiano e il romanzo di Tomasi di Lampedusa era il suo preferito. Abbiamo fatto molti viaggi in Sicilia sulle tracce del libro e del film di Visconti. Come ogni classico è adattabile alla nuova generazione, è attuale, si possono sviluppare le storie delle donne». Zerocalcare è lavoro su una nuova serie «con puntate lunghe, non di un quarto d’ora. Sono cresciuto grazie all’esperimento di totale libertà di Strappare lungo i bordi. Ma questo progetto non è una seconda stagione, sarà completamente nuovo».

Matilda De Angelis 
Generi diversi, esperimenti: Inganno è un thriller sentimentale sull’amore di una donna di mezza età per un ragazzo. Basato sulla serie Gold Digger, con una strepitosa Julia Ormond, è riadattato da Teresa Ciabatti, Eleonora Cimpanelli, Flaminia Gressi, Michela Straniero. «Il tema è ancora un tabù», sottolinea la vice presidente delle serie originali italiane Tinny Andreatta. «Puntiamo su uno storytelling ampio e variegato, pluralista in termini di voci creative e di visioni, con un occhio sul mondo femminile. Vogliamo mostrare» dice Andreatta «l’altra faccia dell’Italia, che fa volare l’immaginazione».

Le donne riconquistano un posto nella storia: Lidia Poet, «prima avvocato donna ammessa dall’Ordine e poi espulsa», interpretata da Matilda De Angelis, le figure femminili di Briganti. O ancora Valeria Golino protagonista di La vita bugiarda degli adulti da Elena Ferrante. Nel primo film sotto l’albero Odio il Natale, Pilar Fogliati è una trentenne per cui le feste diventano un incubo, le chiedono solo quando anche lei presenterà qualcuno in famiglia.

Pilar Fogliati 
Tra le novità il reality Summer Job con Matilde Gioli, in cui giovani dai 18 ai 25 anni vengono portati in Messico a svolgere lavori duri, l’heist movie Rapiniamo il duce di Renato De Maria, con Pietro Castellitto, Matilda De Angelis e Isabella Ferrari, diva del muto, moglie del gerarca fascista Filippo Timi. Poi il film d’azione Il mio nome è vendetta con Alessandro Gassmann e la docu-serie su Wanna Marchi, regina delle televendite e della truffa, fotografia di un momento storico. Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli lavorano a Lotto gang, storia della più grande truffa ai danni del Lotto. C’erano i bussolotti con i numeri, altri tempi.