✕

'Avvocato di difesa', il Perry Mason che lavora in limousine

Multischermo / La serie Netflix con Manuel Garcia -Rulfo
1 minuti di lettura

Succede di rado con una serie tv Netflix di poterla consigliare in maniera affidabile a un pubblico diciamo tradizionale: però questa Avvocato di difesa — titolo assai bislacco rispetto all’originale, The Lincoln Lawyer — si va sul sicuro anche con quelli che hanno smesso di guardare telefilm il giorno in cui ha chiuso Perry Mason. Perché sembra di essere da quelle parti (e dentro mille altre serie legal passate in scia nei decenni).

La struttura però merita rispetto: alla base ci sono i romanzi di Michael Connelly, che aveva creato il personaggio tempo fa e lo aveva fatto interagire con il colossale Bosch, decidendo che i due, l’avvocato e il detective, fossero fratellastri e alleati. Una volta arrivata in serie tv, però, Bosch era già appaltato alla concorrenza di Amazon e quindi il nostro avvocato sulla Lincoln (ovvero la limousine su cui, in pratica, lavora, trasferendosi da un tribunale all’altro) rimane da solo: o…

Succede di rado con una serie tv Netflix di poterla consigliare in maniera affidabile a un pubblico diciamo tradizionale: però questa Avvocato di difesa — titolo assai bislacco rispetto all’originale, The Lincoln Lawyer — si va sul sicuro anche con quelli che hanno smesso di guardare telefilm il giorno in cui ha chiuso Perry Mason. Perché sembra di essere da quelle parti (e dentro mille altre serie legal passate in scia nei decenni).

La struttura però merita rispetto: alla base ci sono i romanzi di Michael Connelly, che aveva creato il personaggio tempo fa e lo aveva fatto interagire con il colossale Bosch, decidendo che i due, l’avvocato e il detective, fossero fratellastri e alleati. Una volta arrivata in serie tv, però, Bosch era già appaltato alla concorrenza di Amazon e quindi il nostro avvocato sulla Lincoln (ovvero la limousine su cui, in pratica, lavora, trasferendosi da un tribunale all’altro) rimane da solo: o meglio, si forma davvero la classica struttura alla Perry Mason, c’è una segretaria sveglissima nonché ex seconda moglie — e questa è la modernità — e c’è un socio che indaga, fa il lavoro sporco e mena le mani. Di impagabile ci sono certi scenari di Los Angeles, che richiamano appunto Bosch, e una trama orizzontale robusta.

Un anziano avvocato per bene viene freddato in un garage, il giorno dopo si scopre che aveva lasciato scritto di affidare le sue cause al nostro protagonista, che si chiama Mickey Haller, è disoccupato e soprattutto è reduce da una devastante dipendenza dall’ossicodone dopo un incidente sportivo. Tanto basti, sulla fiducia: tutto diventa un divertissement perfetto per gli appassionati del genere. Qualcuno ricorderà il film omonimo, del 2011, dove c’era Matthew McConaughey. Qui si ripiega su Manuel Garcia-Rulfo, origini messicane, piuttosto efficace nel rendere il protagonista tormentatissimo, di genio e con una morale soltanto.
***
La narrazione e i diritti acquisiti non si toccano, per carità. Ma in molti si stanno chiedendo cosa sarebbe successo se con le mani, con i piedi o con chissà che altro a Eurovision avessimo portato La Rappresentante di lista.