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'Stranger Things', un successo da record. Millie Bobby Brown: "Nel Sottosopra abbiamo realizzato i nostri sogni"

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La quarta stagione della serie Netflix macina ore di visione e riporta pubblico anche alle tre stagioni precedenti. Parlano i protagonisti, l'attrice che fin dall'inizio interpreta Undici e il compagno Finn Wolfhard
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In pochi giorni è diventata la serie più vista di Netflix, incassato i complimenti di uno spettatore d’eccezione come Stephen King e fatto volare nella classifica iTunes un brano del 1985, la Running up that hill di Kate Bush. La quarta stagione di Stranger Things, la più lunga tanto da doverla dividere in due volumi, e la più attesa, quasi tre anni per colpa della pandemia, aveva un obiettivo ambizioso: far dimenticare il primo grande passo falso della piattaforma, il calo degli abbonamenti con la conseguente crisi in borsa. Se ci sarà riuscita ci vorrà ancora tempo per capirlo.

Per ora parlano i numeri: il Volume 1 è la serie in inglese più vista di sempr…

In pochi giorni è diventata la serie più vista di Netflix, incassato i complimenti di uno spettatore d’eccezione come Stephen King e fatto volare nella classifica iTunes un brano del 1985, la Running up that hill di Kate Bush. La quarta stagione di Stranger Things, la più lunga tanto da doverla dividere in due volumi, e la più attesa, quasi tre anni per colpa della pandemia, aveva un obiettivo ambizioso: far dimenticare il primo grande passo falso della piattaforma, il calo degli abbonamenti con la conseguente crisi in borsa. Se ci sarà riuscita ci vorrà ancora tempo per capirlo.

Per ora parlano i numeri: il Volume 1 è la serie in inglese più vista di sempre su Netflix nel weekend di debutto. Nella settimana 23-29 maggio è balzata in testa alla top 10 globale con 287 milioni di ore visualizzate battendo il record di Bridgerton 2, 193 milioni di ore nel weekend di lancio, a marzo. E anche le tre stagioni precedenti sono tornate al top della piattaforma: la prima è al terzo posto della top 10 globale (38 milioni di ore visualizzate), seguita dalla terza stagione al quarto posto (24.3 milioni) e dalla stagione 2 al quinto posto (22.2 milioni). La stagione 4 è nella top 10 in 93 Paesi nel mondo, e in 83 occupa il primo posto. 

Fa effetto rivedere quei quattro ragazzini in quella tavernetta a giocare a Dungeons&Dragons e osservare come sono cresciuti nel frattempo giovani adulti. Tra loro Millie Bobby Brown, 18 anni, e Finn Wolfhard, 19, Undi e Mike, grandi amici nella vita (lei è fidanzata con Jake Bon Jovi, figlio di John, lui con l’attrice Elsie Richter) e bellissima coppia nella serie, una relazione che scricchiola in questa stagione per colpa della distanza e di certe incomprensioni. "Mike e Undi  stanno crescendo, quello che non cambierà mai è che entrambi sono una parte di sé di cui non possono fare a meno – ci ha raccontato Wolfhard, su Zoom prima del debutto della serie - Mike è una parte di Undi e viceversa, sono una cosa unica. Certo c’è il problema della distanza ora che lei si è trasferita in California, ma non importa quanto tempo ci vorrà… torneranno sempre insieme prima o poi".

Nella terza stagione gli equilibri si erano un po’ modificati l’amicizia femminile tra Max e Undi aveva spostato un po’ l’attenzione della “supereroina” dal fidanzato: "Max ha cercato di spingere Undi a pensare di più con la sua testa tanto che ora lei vede anche i difetti di Mike ed è un po’ più dura con lui – ha confermato Millie - però al di là di tutto questo c’è l’emozione e l’eccitazione per quando lui verrà a trovarla nelle vacanze di primavera. La loro amicizia è evoluta con loro e con noi, con me e Finn personalmente, per cui abbiamo potuto contare su quello per rendere vera questa relazione. Penso che il pubblico creda nella nostra chimica, è andata così fin dalla prima stagione".

La quarta è ripartita nella finzione sei mesi dopo la fine della terza con i protagonisti un po’ sparpagliati tra California, la Russia dove lo sceriffo Hopper è prigioniero e naturalmente Hawkins dove sempre si torna. Che questi nuovi capitoli siano più dark e spaventosi ne sono convinti anche i giovani protagonisti "fanno molta paura perché tutto ci riporta sempre lì nel Sottosopra che è la parte più spaventosa" dice Millie. E poi perché i riferimenti al mondo horror si fanno sempre più intensi; Undi sarà al centro di una sequenza che cita Carrie – Lo sguardo di Satana apertamente (Stephen King ha apprezzato), mentre la guest star della stagione è Robert Englund, indimenticabile Freddy Krueger della saga Nightmare che qui è Victor Creel, imprigionato in un ospedale psichiatrico da quando la sua famiglia è stata violentemente assassinata negli anni Cinquanta.

"Lo avevo incontrato anni fa al Comicon – ha raccontato Finn – avevamo passato il tempo parlando della sua vita a Los Angeles negli anni Settanta quando era vicino di casa di Andy Kaufmann". "Invece io l'ho incontrato sul set, ero già lì che mi stavano truccando quando entra lui e mi dico 'Oh mio Dio c’è Robert Englund, è proprio lui', però non ho detto niente perché non volevo disturbarlo. Invece lui è venuto da me a salutarmi ‘Ehi tu… Ho amato Enola Holmes’ mi ha detto. E io non ci potevo credere che Englund avesse visto un mio film e che gli fosse piaciuto. Gli ho detto: 'No scusa non è come dovrebbero andare le cose, sono io che devo venire da te a dirti quanto mi piacciano i tuoi film!'. È la persona più dolce del mondo, è stato un vero onore averlo con noi, come è stato con Matthew Modine… abbiamo molto da imparare da figure così".

Per questi ragazzi nati nel Duemila la full immersione negli anni Ottanta è stata un’esperienza da viaggio nel tempo. "È stata un'epoca con look assurdi: i vestiti ma soprattutto le pettinature…" ha commentato Finn. "Nella prima stagione nella stanza di Undi c'era un giradischi, io non avevo idea cosa fosse, mio padre mi ha detto: ‘ma come fai a non conoscerlo?’. Mi sono sentita una stupida poi me ne hanno regalato uno e l'ho amato ovviamente. Essendo nata nel 2004 c'erano cose di cui non avevo idea assolutamente ma ora so tutto sugli anni Ottanta. Nella prima stagione ai ragazzi avevano dato persino la biancheria originale di quegli anni quelle specie di mutande che chiamano "tidy whities" e mi ricordo che i ragazzi le odiavano". "Oddio cosa mi hai ricordato? – le ha fatto eco Finn -  Io dicevo no, ma ragazzi io sta roba non la metto… voglio mettermi le mie mutande. Ho visto tutti i ragazzi con una faccia assurda, triste e sono sbottato: ‘Vi siete messi la biancheria anni 80?’".

Alla première della quarta stagione 

La serie li ha trasformati da ragazzini sconosciuti a giovani divi famosi globalmente, il contraccolpo era inevitabile. Se si chiede loro come l'hanno gestita sono sinceri: "Beh io sono finito in terapia" ha detto Finn ridendo. "Certo la soluzione è la terapia" gli ha fatto eco Millie. "Però non cambierei niente della mia vita, sto facendo quello che volevo – aggiunge lui -  Ringrazio Dio ogni giorno per questo". "Anche noi abbiamo i nostri problemi, sia Finn che io abbiamo un po' di guai con l'ansia e questa cosa ci ha molto legati. Comunque è bello quando ci confrontiamo con persone che hanno fatto esattamente il nostro percorso e si finisce a dire ‘è esattamente quello che ho provato anche io’– conclude Millie - Siamo veramente fortunati a avere queste opportunità e quello che possiamo fare ora è sfruttare questo tipo di attenzione per fare in modo che i ragazzi giovani in giro per il mondo capiscano che anche loro possono realizzare i propri sogni".