Sandman è serie e non delude i fan del fumetto cult
di Roberto Nepoti , di Roberto NepotiDi regola, la comunità dei superfan di un fumetto è severa con i suoi adattamenti in serial o in film. Invece l’uscita su Netflix – dove occupa il primo posto tra le serie più viste - di The Sandman, trasposizione in (per ora) 10 episodi della pluripremiata graphic novel DC, è stata accolta da giudizi molto favorevoli, quando non entusiastici. Il compito non era dei più facili; trattandosi, più che di un fumetto di supereroi, di una variazione metafisica sulla natura delle divinità e sui destini umani.
E tuttavia il lavoro del creatore della saga, Neil Gaiman, degli sviluppatori e dello showrunner ha colto nel segno e, con l’ausilio di un grande cast e…
Di regola, la comunità dei superfan di un fumetto è severa con i suoi adattamenti in serial o in film. Invece l’uscita su Netflix – dove occupa il primo posto tra le serie più viste - di The Sandman, trasposizione in (per ora) 10 episodi della pluripremiata graphic novel DC, è stata accolta da giudizi molto favorevoli, quando non entusiastici. Il compito non era dei più facili; trattandosi, più che di un fumetto di supereroi, di una variazione metafisica sulla natura delle divinità e sui destini umani.
E tuttavia il lavoro del creatore della saga, Neil Gaiman, degli sviluppatori e dello showrunner ha colto nel segno e, con l’ausilio di un grande cast e di eccellenti effetti speciali, ha dato vita a un oggetto pop più che soddisfacente. L’azione si svolge nel mondo in cui entriamo quando dormiamo e dove Sandman, alias Dream o Morfeo, regna. Però questi è stato catturato e tenuto a lungo prigioniero; così che il mondo del sogno, e quello della veglia, ne è risultato stravolto. Per ristabilire l’ordine, Morfeo dovrà viaggiare tra dimensioni e linee temporali diverse, incontrando fior di miti. L’intreccio è abbastanza complicato da apparire, a tratti, oscuro; però ciascuno dei dieci episodi fa capire qualcosa di più allo spettatore, senza compromettere alcuni colpi di scena sensazionali per coloro che non hanno letto il fumetto. Molto fedele alla grafica delle tavole disegnate, l’atmosfera è cupa e mistica; con punte horror ma non senza sfumature umoristiche (che però non sono la cosa migliore della serie). Benché il protagonista viaggi tra mondi onirici, inferni e universi paralleli, le scene più efficaci sono quelle che si svolgono nella realtà: come nell’episodio 5, interpretato da David Thewlis e ambientato in una tavola calda. Ineccepibile la scelta del protagonista Tom Sturridge, che traversa, pallido e minaccioso, l’intera stagione. Considerando che i tentativi di realizzare una trasposizione della saga datano da trent’anni fa (il primo, nel 1991, si fermò alla fase della sceneggiatura; un altro, nel 2013, naufragò per la defezione del protagonista Joseph Gordon-Levitt), la serie Netflix è il meglio che ci si potesse augurare.