✕

Respira forte, sei precipitata in un incubo

TeleVisione / 'Keep breathing', la mini serie in sei parti con Melissa Barrera, sopravvissuta a un disastro aereo, è disponibile su Netflix
1 minuti di lettura

Keep breathing (su Netflix) è una mini serie in sei parti interamente caricata sulle spalle della sua protagonista, l’attrice messicana Melissa Barrera. Legale in carriera presso uno studio di New York, Liv Rivera parte improvvisamente per la remota provincia canadese di Inuvik. Quando il suo volo è cancellato, la giovane s’imbarca su un piccolo aereo privato, che va a schiantarsi in una zona selvaggia. Dovrà lottare per la propria sopravvivenza. Cosa non facile: bisogna recuperare il cibo, imparare ad accendere il fuoco, guardarsi dagli animali selvaggi, riuscire a orientarsi in un labirinto vegetale che sembra riportarla di continuo al punto di partenza. Fin qui il richiamo è al genere del survival nella natura inospitale, che presuppone l’identificazione dello spettatore con un eroe in costante pericolo. Però la serie deve riempire una durata di tre ore. Si rivolge allora ad altri generi, come il thriller psicologico. A partire d…

Keep breathing (su Netflix) è una mini serie in sei parti interamente caricata sulle spalle della sua protagonista, l’attrice messicana Melissa Barrera. Legale in carriera presso uno studio di New York, Liv Rivera parte improvvisamente per la remota provincia canadese di Inuvik. Quando il suo volo è cancellato, la giovane s’imbarca su un piccolo aereo privato, che va a schiantarsi in una zona selvaggia. Dovrà lottare per la propria sopravvivenza. Cosa non facile: bisogna recuperare il cibo, imparare ad accendere il fuoco, guardarsi dagli animali selvaggi, riuscire a orientarsi in un labirinto vegetale che sembra riportarla di continuo al punto di partenza. Fin qui il richiamo è al genere del survival nella natura inospitale, che presuppone l’identificazione dello spettatore con un eroe in costante pericolo. Però la serie deve riempire una durata di tre ore. Si rivolge allora ad altri generi, come il thriller psicologico. A partire dal terzo episodio ci vengono narrati in flashback fatti salienti della vita di Liv, che hanno a che fare con i motivi dello sfortunato viaggio; soprattutto i suoi rapporti con la madre affascinante e volubile, che l’ha abbandonata, e col padre. Lo slittamento di genere comporta un certo squilibrio, come se Keep breathing non sapesse troppo bene cosa voler essere. Tuttavia la donna “continua a respirare” e, mentre affronta paure e difficoltà, riesce a capire cose che ignorava di sé stessa. Se poi tutto questo non bastasse, si aggiunge un grosso problema in più per la giovane, cui qui non si accenna per evitare spoiler. Dopo averla lasciata più o meno intatta per i primi due terzi, gli ultimi due episodi decidono di infierire sulla povera Liv, sottoponendola a una serie di ferite che rasentano la punizione. Pur con i suoi limiti, il prodotto vale la visita: offre alcune sequenze efficaci (l’incidente aereo) ed è complessivamente coinvolgente. Praticamente presente nell’inquadratura dall’inizio alla fine, Melissa Barrera possiede una fisicità performativa (già dimostrata nel recente reboot di Scream) molto efficace nelle scene d’azione; meno in quelle a retroterra psicologico.