Ecco come 'The Crown' ci ha svelato la Regina Elisabetta
di Alessandra De Tommasi , di Alessandra De TommasiDi tutte le immagini di Elisabetta II in The Crown, la (controversa?) serie Netflix sulla monarchia britannica dei giorni nostri, quella che salta per prima in mente la vede seduta in sala da pranzo (nella versione matura offerta dal Premio Oscar Olivia Colman). Né trono, né scettro né corona, ma la riunione sembra a tutti gli effetti quella di un consiglio dei ministri perché si trova al tavolo con la Regina Madre (Marion Bailey), la sorella Margaret (Helena Bonham Carter) e la figlia Anna (Erin Doherty).
Donne al comando
Siamo nella stagione quattro e le donne del palazzo confabulano sulla nuova arriva, Diana Spencer (Emma Corrin), la lady prescelta dalla sovrana al posto di Camilla Parker Bowles (Emerald Fennell) per sedere sul trono accanto al figlio Charles. Qui si parla del futuro della monarchia, l’amore viene lasciato ai popolan…
Di tutte le immagini di Elisabetta II in The Crown, la (controversa?) serie Netflix sulla monarchia britannica dei giorni nostri, quella che salta per prima in mente la vede seduta in sala da pranzo (nella versione matura offerta dal Premio Oscar Olivia Colman). Né trono, né scettro né corona, ma la riunione sembra a tutti gli effetti quella di un consiglio dei ministri perché si trova al tavolo con la Regina Madre (Marion Bailey), la sorella Margaret (Helena Bonham Carter) e la figlia Anna (Erin Doherty).
Donne al comando
Siamo nella stagione quattro e le donne del palazzo confabulano sulla nuova arriva, Diana Spencer (Emma Corrin), la lady prescelta dalla sovrana al posto di Camilla Parker Bowles (Emerald Fennell) per sedere sul trono accanto al figlio Charles. Qui si parla del futuro della monarchia, l’amore viene lasciato ai popolani.
Nella finzione televisiva è in questo momento che si capisce fino in fondo la vera natura della regina, più di quando battibecca cordialmente con Margaret Thatcher (Gllian Anderson) o un intruso le si intrufola in camera. La regina deve delegare (suo malgrado) il compito a cui ha votato la vita (suo malgrado) e si assicura che venga svolo al meglio: d’altronde, terza in linea di successione, certo non avrebbe potuto immaginare che lo zio Edoardo abdicasse per sposare una divorziata e per giunta americana. Ma questa è un’altra storia.
Forever Lilibet
L’immagine pubblica del “Never complain, never explain” ('Mai lamentarsi e mai dare spiegazioni') resta granitica, anche nella rappresentazione a puntate, ecco perché quei pochi spiragli di autenticità ricreati nel progetto vivono nelle relazioni familiari.
In effetti Lilibet – guai se sapesse che qualcuno ancora si permette di usare questo nomignolo contro la sua volontà! - gestisce i parenti come fa con i sudditi perché non sembra che poi veda tanta differenza. Ma in quel preciso istante, a porte chiuse (seppur tra mille servitori), decide davvero a tavolino le sorte dei maschi di corte come una suocera qualunque farebbe davanti all’arrivo della nuora. È lì che sembra umana, pur restando stratega. In fondo che le piaccia o meno Lady D (o che piaccia al figlio) poco conta, purché s’impegni a fare il bene del Regno Unito.
Ragion di stato
Andando a ritroso in quel momento si capisce come il dovere di stato venga sempre per primo e non lasci spazio ad empatia e compassione. Benché sia l’erede, Carlo (Josh O’Connor) non riceve alcun trattamento privilegiato dalla madre, anzi viene tenuto a distanza esattamente come tutti gli altri (eccetto, forse, i cavalli e i cani della sovrana, a cui si sarebbe dedicata probabilmente se non fosse stata insignita della corona). È attraverso gli occhi del giovane principe che The Crown mostra il riflesso più esaustivo della chiusura emotiva della regina.
Nella versione giovane di Claire Foy la fase dell’innamoramento con il principe Filippo (Matt Smith) ha sì degli spiragli di apertura ma mai sufficienti a far entrare il pubblico nella psiche di questa politica dal guanto d’acciaio. Perché – almeno finora – la serie si concentra su questo (come si capisce fin dal titolo) e non ha intenzione di romanzarne o ammorbidirne la figura per renderla più piacevole. In fondo la sovrana non vuole consensi, solo rispetto e obbedienza. Senza alcuna eccezione, cosa che le ricorda la sorella con la sola presenza: Margaret ha un carattere agli antipodi, sia quando la ritrae Vanessa Kirby che quando acquista i toni eccentrici di Helena Bonham Carter.
Il futuro prossimo
Alla luce della recente scomparsa di Elisabetta II tutti questi episodi acquistano una luce nuova, del passato prossimo e non più del presente: la quinta stagione, attesa a novembre prossimo sulla piattaforma streaming, avrebbe comunque segnato il terzo cambio di marcia, con il passaggio di testimone a Imelda Staunton, dopo i film di Downton Abbey e il ruolo da 'villain in pink' nella saga di Harry Potter.
Il cast totalmente rinnovato – come da tradizione e confermato anche per la sesta stagione – comprende: Jonathan Pryce (principe Filippo), Lesley Manville (principessa Margaret), Elizabeth Debicki (Lady Diana), Dominic West (principe Carlo), Olivia Williams (Camilla Parker Bowles). Il nuovo compagno della principessa del popolo Dodi Al-Fayed, invece, ha il volto di Khalid Abdalla.
Pur non essendo del tutto chiaro fin dove la finzione si spingerà a livello temporale, è chiaro che verrà coperta la vicenda del divorzio di Carlo e Diana (oltre all’incidente fatale in cui la principessa perde la vita).
Il lutto e lo stop alle riprese
Quanto, invece, al capitolo successivo attualmente in fase di riprese, una fonte vicina al creatore Peter Morgan ha confermato a Variety un’interruzione delle riprese per onorare la scomparsa di Elisabetta II nelle scorse ore (e cambiare in corsa il copione?). Il casting del principe William (il 21enne Ed McVey) e del principe Harry (il 16enne Rufus Kampa) non fa ancora pensare ad un punto in cui The Crown si avvicina all’attualità e mostra i due fratelli reali già adulti, sposati e con prole, ma nulla è ancora da escludere. Meg Bellamy, al debutto, presta invece il volto a Kate Middleton.
L’incertezza
Se la morte di Elisabetta II avvolga di una patina di nostalgia e santificazione il suo alter ego seriale non è dato saperlo, ma stando ai toni quasi documentaristici della serie sembrerebbe improbabile, nonché poco coerente con gli archi narrativi finora tratteggiati. The Crown mostra che non si smette mai di regnare, neppure negli appartamenti privati di palazzo: l’investitura non è part-time e non ammette pause, per cui nessun altro ruolo è mai stato più importante per la sovrana dei record. Né moglie né madre né sorella né figlia: non lo ha scelto, ma ha portato a termine il suo destino fino all’ultimo respiro. E probabilmente la serie farà altrettanto, senza indorare la pillola.