Con 'Caleidoscopio' lo streaming diventa una caccia al ladro
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaIl gioco d'inizio anno si chiama Caleidoscopio, è appena arrivato su Netflix e si può anche decidere di non giocarlo. Prendere la Casa di Carta, dimenticarla subito, in favore di qualcosa di più evoluto e meno fumettoso - e senza nessuno che suggerisca che uno vale uno. Si ottiene qualcosa che sta in scia con le trame del passato incentrate su rapine epocali (qui ci si ispira liberamente a un clamoroso colpo a Manhattan nel 2012) e che, rendendo omaggio alla fruizione in piattaforma streaming, chiama lo spettatore al gioco, appunto. Ovvero si parte con un episodio, poi Netflix innesca quello successivo: ma l'invito è quello a saltare di qua e di là. In teoria - ma servirebbe qualcuno che prova tutte le combinazioni degli otto episodi, ci vogliono un paio di vite e soprattutto serve un motivo - ogni episodio vive a sé stante e soprattutto vederlo prima o dopo modifica la percezione dello spettatore rispetto all'insieme. Il gusto di …
Il gioco d'inizio anno si chiama Caleidoscopio, è appena arrivato su Netflix e si può anche decidere di non giocarlo. Prendere la Casa di Carta, dimenticarla subito, in favore di qualcosa di più evoluto e meno fumettoso - e senza nessuno che suggerisca che uno vale uno. Si ottiene qualcosa che sta in scia con le trame del passato incentrate su rapine epocali (qui ci si ispira liberamente a un clamoroso colpo a Manhattan nel 2012) e che, rendendo omaggio alla fruizione in piattaforma streaming, chiama lo spettatore al gioco, appunto. Ovvero si parte con un episodio, poi Netflix innesca quello successivo: ma l'invito è quello a saltare di qua e di là. In teoria - ma servirebbe qualcuno che prova tutte le combinazioni degli otto episodi, ci vogliono un paio di vite e soprattutto serve un motivo - ogni episodio vive a sé stante e soprattutto vederlo prima o dopo modifica la percezione dello spettatore rispetto all'insieme. Il gusto di complicarsi l'esistenza è ormai un tratto dei tempi, ma dovrebbe esserci un limite: però di Caleidoscopio, va da sé, si parla parecchio soprattutto per questa magia narrativa - i creatori, Eric Garcia in primo luogo, ci sono stati molto attenti.
Ogni episodio ha un colore, quello ufficiale di partenza è il giallo, nel quale si forma la banda e si inizia a darci dentro svaligiando una gioielleria di gran pregio in piena NY: ma in realtà, a ben guardare, esiste una scansione temporale nascosta - la vicenda inizia 25 anni prima del colpo - e quella è una soluzione sensata. L'invito, comunque, è a diventare algoritmi di sé stessi, e chissà che vuol dire. Volendo, Caleidoscopio è un esempio di modernità dotata di senso: puoi impazzire a escogitare soluzioni, ma puoi anche seguire quello che ti dice la sequenza normale e funziona lo stesso. Come funziona il richiamo di Giancarlo Esposito - il Gus di Breaking Bad e Better Call Saul - come cervello di tutto quanto, senza la pretesa di farsi chiamare Professore.
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