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Ficarra e Picone e la difficile arte della gentilezza

Multischermo / Su Netflix la serie "Incastrati": un modo leggero e impegnato di raccontare le mafie
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La serialità è una cosa seria e anche un po' serial, Ficarra&Picone sono persone serie e quindi da ieri li si può seguire su Netflix con la seconda, e ultima, stagione di Incastrati. Ovvero la storia, di cui sono anche registi, dei due tecnici riparatori a Palermo che si trovano invischiati in un omicidio di mafia. E che da quel momento li tiene avvinti a una trama da riempire con personaggi tipici e caratteristici, mafiosi da operetta ma temutissimi (il superclassico Tony Sperandeo sembra sempre nato per la parte) e ancora mamme incombenti, fidanzate invadenti e così via. E soprattutto con un passo dichiaratamente gentile - né irriverente, né provocatorio - nell'ironia, come è nella cifra dei due, ormai superstar della situazione, che da sempre hanno scelto di dire cose anche importanti e pesanti ma senza dichiararlo come se stessero salvando l'umanità.

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La serialità è una cosa seria e anche un po' serial, Ficarra&Picone sono persone serie e quindi da ieri li si può seguire su Netflix con la seconda, e ultima, stagione di Incastrati. Ovvero la storia, di cui sono anche registi, dei due tecnici riparatori a Palermo che si trovano invischiati in un omicidio di mafia. E che da quel momento li tiene avvinti a una trama da riempire con personaggi tipici e caratteristici, mafiosi da operetta ma temutissimi (il superclassico Tony Sperandeo sembra sempre nato per la parte) e ancora mamme incombenti, fidanzate invadenti e così via. E soprattutto con un passo dichiaratamente gentile - né irriverente, né provocatorio - nell'ironia, come è nella cifra dei due, ormai superstar della situazione, che da sempre hanno scelto di dire cose anche importanti e pesanti ma senza dichiararlo come se stessero salvando l'umanità.

Resta l'impressione della prima stagione: i due potrebbero agire sul tasto della comicità e sfruttare ottimi spunti per far ridere molto di più di quanto effettivamente accade, accentuare caratteri e situazioni e così via: invece l'insieme ha un tocco di leggerezza superiore, si gioca soprattutto sulla perfezione assortita di Ficarra e Picone e nella complementarietà dei caratteri e dello sguardo verso il mondo, nella vita e anche in scena. Il dubbio che di Incastrati si potesse fare qualcosa di assai memorabile rimarrà per sempre, ma pazienza: e al netto dei buoni che alla fine vincono e lanciano tutti i messaggi che è giusto lanciare, restano spunti che avrebbero potuto dare molto di più - vedi l'ossessione di Salvo per le serie tv americane che guarda di nascosto dopo aver promesso di levarsi la scimmia e tenendo celato il televisore nell'armadio. O negli snodi di satira di costume che attraversano Palermo e la Sicilia, un po' affondando i colpi ma più spesso con il disincanto che quando ti si attacca addosso non se ne va più.

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"Non la sento! Non si sente niente. Ma si rende conto? Ormai vanno a fare la pipì sulla Luna e qui non si sente niente". (Mauro Corona a Bianca Berlinguer, Cartabianca, Raitre).