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Zerocalcare, il commento alla nuova serie tv 'Questo mondo non mi renderà cattivo'

Su Netflix la seconda stagione realizzata dal fumettista romano: protagonisti gli amici di sempre
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Al primo minuto di Questo mondo non mi renderà cattivo si parla di "sostituzione etnica": preveggente Zerocalcare? No. Solo attento a quello che accade nel quartiere. Il suo, Rebibbia, che vale tutte le periferie d'Italia e non solo.


La nuova serie è bellissima e i motivi sono tanti. L'attenzione minuziosa ai particolari, le criptocitazioni, le musiche scelte, da Giancane ai Clash di I fought the law che scandiscono l'inizio veloce e coinvolgente con i protagonisti tratti in arresto. Ma quello che è davvero dirompente, qui, è la capacità di guardare con occhio lucidissimo il mondo. Quello esterno e quello interiore.

Al primo minuto di Questo mondo non mi renderà cattivo si parla di "sostituzione etnica": preveggente Zerocalcare? No. Solo attento a quello che accade nel quartiere. Il suo, Rebibbia, che vale tutte le periferie d'Italia e non solo.


La nuova serie è bellissima e i motivi sono tanti. L'attenzione minuziosa ai particolari, le criptocitazioni, le musiche scelte, da Giancane ai Clash di I fought the law che scandiscono l'inizio veloce e coinvolgente con i protagonisti tratti in arresto. Ma quello che è davvero dirompente, qui, è la capacità di guardare con occhio lucidissimo il mondo. Quello esterno e quello interiore.

Così la storia acquista un valore simbolico per cui passa dal piano personale a quello universale, conferendole una potenza che non ha niente di ideologico. Perché qui è la pietas che compenetra tutto: le paure, le contraddizioni, persino l'amico diventato nazista. L'unico a cui Zerocalcare non fa sconti, è se stesso: uno che "ce l'ha fatta" dal punto di vista del lavoro ma che capisce che questo non conta niente se perde la sua comunità, i suoi valori.
(agf)

Mantenere questa attenzione è la cosa più difficile: Calcare sa che il successo ti divora e la felicità è legata agli amici. Quegli amici, quel mondo, che vivono tra le "macerie" di una macelleria sociale che ha saputo trovare una nuova egemonia attraverso l'odio, sintetizzata dalla frase del produttore cocainomane: "Gli amici tua stanno sul cazzo a tutti in 'sto Paese". E ancora: "Il mercato ti premia quando qualcuno ha qualcosa di forte da dire. Però non lo dice".
(agf)

Invece Zerocalcare lo dice. E non è "l'ultimo intellettuale" che parla a una cerchia ristretta e quindi innocua. Parla attraverso la tv: uno strumento che arriva a tutti. E così porta la politica a un altro livello. Accendendo una speranza, nonostante tutto.

(ansa)