Con Benigni San Francesco è un influencer
di Antonio Dipollina , di Antonio DipollinaC’è una distanza che si misura facilmente tra il Roberto Benigni di un tempo, quello che tra Costituzione o Tavole della legge o Dante Alighieri si prendeva la tv generalista in molti finali d’anno e costruiva serate imponenti, memorabili, davvero per tutti: e quello nuovo, o almeno rinnovato che entra, figura smilza e ancora più concentrata sul tema, nel rivoluzionario panorama tv che parla di modernità. E dove impazzano le piattaforme streaming, la fruizione è libera e consapevole e dove arrivano comunque puntuali anche le fruste critiche al personaggio (c’è gente che si attarda a rimproverargli le stesse cose da trent’anni almeno, una dedizione notevole, oppure ormai non ricordano i precedenti). Va sulla nuova piattaforma Paramount + la nuova lettura del Cantico delle creature con Benigni al centro della scena e sempre unico, in uno studio quasi francescano anch’esso: poco più di un’ora, che comprende in …
C’è una distanza che si misura facilmente tra il Roberto Benigni di un tempo, quello che tra Costituzione o Tavole della legge o Dante Alighieri si prendeva la tv generalista in molti finali d’anno e costruiva serate imponenti, memorabili, davvero per tutti: e quello nuovo, o almeno rinnovato che entra, figura smilza e ancora più concentrata sul tema, nel rivoluzionario panorama tv che parla di modernità. E dove impazzano le piattaforme streaming, la fruizione è libera e consapevole e dove arrivano comunque puntuali anche le fruste critiche al personaggio (c’è gente che si attarda a rimproverargli le stesse cose da trent’anni almeno, una dedizione notevole, oppure ormai non ricordano i precedenti). Va sulla nuova piattaforma Paramount + la nuova lettura del Cantico delle creature con Benigni al centro della scena e sempre unico, in uno studio quasi francescano anch’esso: poco più di un’ora, che comprende in apertura il racconto giocoso e altamente consapevole anch’esso della vita rivoluzionaria del Santo più Santo di tutti: Benigni gioca ai rimandi con la modernità, ed ecco il Francesco influencer di ottocento anni fa, che dettava mode e regole nuove, sovvertiva ogni schema, quello che tornava dalla Francia e spoilerava, testuale, agli amici i nuovi capitoli appena redatti della Chanson de Roland. Lo si ascolta sempre con l’attenzione dovuta, Benigni: chi ha compiuto tutto il percorso dai suoi esordi tv, siamo a mezzo secolo fa ormai, lo accoglie come un atto dovuto e partecipe, mentre riecheggiano nella memoria in ogni momento scampoli di altre esegesi, sapendo che ci si può fidare sempre e soprattutto conoscendo a menadito il mood Benigni in queste cose. Che, col passare del tempo, coi decenni che se ne vanno, diventa ovviamente sempre più intenerito, commosso, da chiamata a raccolta di quelli di buona volontà.
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In evidenza tra gli ospiti di Fabio Fazio ieri sera un bel quartetto femminile: Elly Schlein, Virginia Raffaele, Simona Ventura, Mara Maionchi. Almeno tre di esse sarebbero quasi perfette nel ruolo di segretario del Pd.