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Helen Mirren nel selvaggio West di '1923': "Quello che è accaduto cent'anni fa è parte intrinseca dell'America di oggi"

L'attrice protagonista con Harrison Ford nella nuova serie sulle origini della famiglia Dutton di 'Yellowstone'. L'anno prossimo su Paramount+
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Las Vegas - "Sono un minestrone". Ci accoglie così Dame Helen Mirren, mentre il suo sguardo va al fondale di 1923, nuovo capitolo delle origini della famiglia Dutton di Yellowstone. La serie, su Paramount+ dall'inizio del prossimo anno, esplorerà pandemie, siccità, la fine del proibizionismo e la Grande Depressione che affliggono il selvaggio West. Al fianco della matriarca Cara (Mirren), il patriarca Jacob (Harrison Ford). Erano marito e moglie in Mosquito Coast nel '86 - quando lei assumeva al cinema già l'immagine sacra e conturbante di Savage Messiah e O Lucky Man! - ma mai così complici e scatenati come la notte della première di 1923, punteggiata da cocktail e danze country a un passo dalla Strip.

Che zuppa si sente?
"Amo le lenticchie delle Marche, anche se il mio sangue è un grande passato: classe operaia inglese, da parte di mia madre…

Las Vegas - "Sono un minestrone". Ci accoglie così Dame Helen Mirren, mentre il suo sguardo va al fondale di 1923, nuovo capitolo delle origini della famiglia Dutton di Yellowstone. La serie, su Paramount+ dall'inizio del prossimo anno, esplorerà pandemie, siccità, la fine del proibizionismo e la Grande Depressione che affliggono il selvaggio West. Al fianco della matriarca Cara (Mirren), il patriarca Jacob (Harrison Ford). Erano marito e moglie in Mosquito Coast nel '86 - quando lei assumeva al cinema già l'immagine sacra e conturbante di Savage Messiah e O Lucky Man! - ma mai così complici e scatenati come la notte della première di 1923, punteggiata da cocktail e danze country a un passo dalla Strip.

Che zuppa si sente?
"Amo le lenticchie delle Marche, anche se il mio sangue è un grande passato: classe operaia inglese, da parte di mia madre, e aristocrazia zarista da parte di padre. Sono nata in Inghilterra ma resto figlia di un immigrato. L'Europa, all'epoca, era più omogenea. Si aveva meno paura del diverso, di chi arrivava da lontano. E l'America è sempre stata il sogno degli stranieri, dagli irlandesi agli italiani. Ognuno di loro ha lasciato indietro le proprie radici, per gettarsi nell'incognito assoluto. Quanto coraggio! Lo stesso accade a Cara Dutton, la matriarca di 1923, costretta a scappare dall'Irlanda durante la carestia e a costruirsi la sua terra di confine, da proteggere a costo della vita".

Come ha rivisitato il passato dark dell'American West?
"Nella serie di Taylor Sheridan, gli sfondi del Montana sono teatro di guerre tra cowboys. Il paesaggio ha un potente effetto sull'essere umano. Ne forgia personalità, carattere e storia. Non aver girato la serie dentro uno studio a Los Angeles ma immersi nelle praterie è stata un'esperienza viscerale. Ho capito che tutto quel che di sanguinolento è accaduto cent'anni fa è parte intrinseca dell'America di oggi. Se siamo quello che siamo, lo dobbiamo a quelle montagne".

Parte del primo episodio mette in scena l'educazione cattolica degli anni Venti. Che rapporto ha con la disciplina?
"Ho studiato in un collegio religioso. Per lungo tempo ho creduto che il sistema scolastico e l'educazione non potessero andare d'accordo. Il mio primo ruolo, a sei anni, non aveva battute: interpretavo la Vergine Maria, avvolta da un costume blu pieno di stelline".

È vero che crescendo aveva Eleonora Duse come musa?
"Ho sempre adorato le dive del Diciannovesimo e Ventesimo secolo. Anna Pavlova era un'altra mia eroina. Mi reputo fortunata perché anche a me è stato concesso il dono della longevità. Faccio il mestiere dell'attrice da parecchio tempo, sono persino stata la regina Elisabetta (premio Oscar in The Queen, 2006, ndr). Mentre a tredici anni scoprivo l'Amleto a teatro, Duse, alla stessa età, passava alla storia per la sua interpretazione di Giulietta di Shakespeare. Sono cresciuta nella cittadina di Leigh-on-Sea, nella contea dell'Essex. Una specie di Coney Island inglese, un luna park fatto di commedianti e musicisti che si esibivano sulla punta estrema dei pontili di legno. Ricordo il freddo, il vento e lo stupore".

Creerà mai un suo teatro?
"A casa, in Puglia - che idea! Sarebbe fantastico trasformare il mio giardino in un piccolo palco antico".