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'Il molo rosso', il Prof a capo della banda di carta-moneta è invischiato in torridi affari

Gli ascolti - anche in Spagna - non sono stati dei migliori ma il protagonista della 'Casa di carta', Álvaro Morte, è tornato in scena nella serie ambientata in una Valencia rovente e appassionata
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C’è caso che difficilmente Álex Pina, creatore spagnolo de La casa di carta, riuscirà a scrollarsi di dosso la sua creatura di successo planetario. E dire che ci aveva provato subito, forse preda di quella sindrome che prende i creatori di grandi successi (alla Conan Doyle che dopo un po’ non sopportava più Sherlock): dimostrare di saper fare altro, staccarsi, andare altrove.

Il risultato è Il molo rosso, serie in due stagioni ambientata a Valencia ma soprattutto con protagonista Álvaro Morte, ovvero il magnetico Professore a capo della banda di carta-moneta. Morale, un thriller che inizia subito – per di più – con il Prof, che qui si chiama Oscar, trovato ucciso nella sua auto, ai bordi della spiaggia. Apparente suicidio. Il resto è flashback, ma soprattutto il thriller che si snoda tra la moglie che non riesce a credere a quello che vede – Oscar a quel che lei sapeva era in Germania per lavoro &nd…
C’è caso che difficilmente Álex Pina, creatore spagnolo de La casa di carta, riuscirà a scrollarsi di dosso la sua creatura di successo planetario. E dire che ci aveva provato subito, forse preda di quella sindrome che prende i creatori di grandi successi (alla Conan Doyle che dopo un po’ non sopportava più Sherlock): dimostrare di saper fare altro, staccarsi, andare altrove.

Il risultato è Il molo rosso, serie in due stagioni ambientata a Valencia ma soprattutto con protagonista Álvaro Morte, ovvero il magnetico Professore a capo della banda di carta-moneta. Morale, un thriller che inizia subito – per di più – con il Prof, che qui si chiama Oscar, trovato ucciso nella sua auto, ai bordi della spiaggia. Apparente suicidio. Il resto è flashback, ma soprattutto il thriller che si snoda tra la moglie che non riesce a credere a quello che vede – Oscar a quel che lei sapeva era in Germania per lavoro – e la scoperta di uno smartphone segreto che, in realtà, è la chiave intera della seconda, perfetta e implacabile vita che Oscar conduceva. Con tanto di compagna alternativa e addirittura una figlia di 8 anni.

Ovvero due donne del tutto smarrite, a quel punto, ma tra le quali nasce un viluppo di storie e intrighi per arrivare a capire qualcosa di più dell’inspiegabile suicidio, mentre tutto si fa rovente, clima, passioni surriscaldate, ancora flashback torridi dove, come è stato detto, il sesso sostituisce il denaro, padrone assoluto de La casa di carta.

Proprio un anno fa Carlo Freccero, alla direzione di Rai 2, si assicurò svelto i diritti de Il molo rosso puntando sulla notorietà del protagonista e alla possibilità di mandare in chiaro una serie con l’attore di cui si parlava di più tra appassionati e addetti ai lavori.

Non è andata benissimo, dopo un paio di appuntamenti la serie è stata spostata in seconda serata causa bassi ascolti, nelle scorse settimana Rai 2 ha anche mandato la seconda stagione (ora recuperabile su RaiPlay), comprimendola parecchio in puntate consecutive e anche qui a tarda sera. Ma il punto è che Il molo rosso non è andato bene nemmeno in Spagna, soprattutto questa seconda stagione: all’inizio, un certo gioco intrigante di trame e passioni ha retto per un po’, poi per qualche motivo si è capito che la gente non ne voleva sapere – hanno resistito solo i più accaniti/e tra i fan del Prof. E che probabilmente al buon Álvaro resterà appiccicata per sempre la versione di genio del crimine a fin di bene – o qualcosa di simile – e che anche da vecchietto attempato sarà lì, nascosto nel buio, a ordire trame rapinose in eterno.