«Spero di riuscire a mostrare un mondo», racconta la regista Laura Luchetti, «ognuno si affaccia dalla propria finestra, ma le conseguenze di certi gesti riguardano tutti: possono essere mortali per gli adolescenti, terribili per gli adulti. Il revenge porn è il modo di vendicarsi più odioso, i giovani diffondono video intimi su Internet con leggerezza, senza pensarci. Sono vittime e carnefici». Per la prima volta il tema viene affrontato in una serie, Nudes — dieci episodi da venti minuti — su RaiPlay in primavera.
Ispirata a un format di successo in Norvegia, ha conquistato il produttore di Bim Riccardo Russo che con RaiFiction ha realizzato la versione italiana. «Riccardo mi ha chiamato a dicembre dell’anno scorso, aveva visto il mio film Fiore gemello» spiega la regista pluripremiata, «gli è piaciuto come tratto gli adolescenti. Ho parlato di revenge porn con mia figlia e i suoi amici, sapevano tutti cosa fosse. Avevo l’insider a casa, ho cominciato ad ascoltare i racconti. La serie ha come protagonisti due ragazze e un ragazzo, è ambientata a Bologna e provincia, tra città e campagna. Vittorio (Nicolas Maupas), 19 anni, famiglia borghese, compie quest’azione vigliacca per gelosia. Sofia (Fotinì Peluso), 17 anni, è vittima di un atto irrazionale compiuto sempre per gelosia. E poi c’è Ada (Anna Agio), 14 anni, che a causa della propria insicurezza finisce in un giro molto pericoloso».
La cronaca racconta che non sfugge nessuno: una maestra ha perso il lavoro, un calciatore è stato ricattato, decine di giovanissimi, dopo che i loro corpi nudi sono finiti sul web, hanno stravolto le proprie vite. C’è chi non ce l’ha fatta a sopportare il peso della vergogna. Luchetti confessa di sentire la responsabilità, Nudes parlerà ai ragazzi e ai genitori. «Per certi versi la nostra versione, rispetto a quella norvegese, è più ardita. Nel senso che vogliamo fare una fotografia fedele dell’oggi. Parlare degli adolescenti vuol dire restituire anche la sfrontatezza e la sessualità. Devi essere autentico per raccontare la verità e mi sono sentita libera di farlo, grazie a Riccardo Russo e alla Rai. La serie norvegese è politically correct, noi siamo più passionali. A parte i protagonisti, gli altri ragazzi sono tutti debuttanti. Era importante il loro sguardo, il mondo degli adulti è fatto da ombre lunghe — sono presenze/ non presenze». Nel cast, tra gli altri, Andrea Bosca, Luciano Scarpa, Linda Gennari, Elena Di Cioccio, Massimo Nicolini, Stefano Fregni.
Il confronto con i ragazzi è stato fondamentale. «I famosi sei gradi di separazione non esistono. Chiacchierando con loro ho capito che tutti conoscevano una persona che era stata vittima di revenge porn. Se ne parla a livello mediatico, mai personale» continua Luchetti. «È come se ci fosse una reticenza a affrontare l’argomento, invece se ne discute ampiamente se una storia finisce sui giornali e in tv. Gli adolescenti sono la fascia meno protetta, sappiamo come Internet abbia una memoria eterna, foto e video girano, il passato ritorna. E non si cancella». Nudes servirà? «Me lo auguro. Se inciampi su una serie così stai alzando una bandierina rossa: se si accende un pensiero lo scopo è raggiunto. Nessun messaggio morale, solo la verità perché nessuno possa dire: non lo sapevo».