Con il suo sguardo chiaro e i modi gentili ha conquistato il pubblico. Ogni medico televisivo ha le sue nevrosi – vedi il dottor House – e le sue virtù. The good doctor, ovvero il giovane chirurgo Shaun Murphy interpretato da Freddie Highmore, è affetto da disturbi dello spettro autistico e dalla sindrome del savant: chi ne soffre ha capacità molto speciali che, nonostante i problemi di cui soffre, gli permettono di essere veri e propri geni. Nelle nuove puntate - dall'8 gennaio arriva su Rai 2 la quarta stagione - l’attualità non poteva restare fuori dal St. Bonaventura Hospital. Ancora scossi dalla scomparsa di Melendez, Shaun e i suoi colleghi si trovano a affrontare una prova molto dura: quella che sembra essere una brutta influenza si rivela un caso di Covid-19. Il personale impreparato cerca di contenere i danni e acquistare dispositivi di protezione. Un modo per far capire come la sanità americana ha affrontato il virus.
Highmore interpreta Murphy nel medical drama della Abc dal 2017. Per portare sullo schermo un personaggio così complesso, ha studiato e si è documentato, ha preso il ruolo molto sul serio. "Mi sento fortunato", ha spiegato. "Sembrava un progetto importante ed è per questo che volevo farne parte, sono orgoglioso di interpretarlo". The good doctor è stato uno dei primi programmi televisivi a tornare in produzione, nessuno ha avuto dubbi. "I protocolli erano ben stabiliti e ci siamo sentiti al sicuro" racconta Highmore "Ci sottoponiamo a test tre volte a settimana, tutti ovviamente tengono le distanze, indossiamo mascherine tutto il tempo fino all'ultimo momento in cui devi recitare. Questo non vuol dire che le persone non siano consapevoli e sarebbe sbagliato se ci sentissimo come se stessimo tornando alla normalità. Penso che tutti sul set abbiano la stessa quantità di paura che tutti abbiamo mentre affrontiamo la nostra vita quotidiana ora. La pandemia non è scomparsa in alcun modo, ma ci sentiamo fortunati di essere tornati sul set".
Una parte del pubblico non vuole vedere la pandemia nelle serie, preferisce, guardando la tv, distrarsi: ci avete pensato? "È qualcosa di cui siamo stati consapevoli dall'inizio" spiega l'attore. "I primi due episodi di questa stagione si concentreranno ovviamente sulla pandemia, volevamo raccontarla con tutto il cuore. Dal terzo episodio in poi, passiamo a storie che non si concentrano su questo. Ma sarebbe stato sbagliato, credo, non raccontare cosa sta succedendo nei primi due episodi. Era necessario rendere omaggio agli operatori sanitari e ai soccorritori della vita reale, persone in prima linea che ogni giorno si mettono in pericolo per salvare tutti noi e per il bene superiore". L'attore dice che tutti, sul set "sentivano la responsabilità di mostrare il loro eroismo e il loro coraggio negli ultimi mesi. Noi stiamo solo fingendo di essere medici in televisione, il che è molto diverso. Ma penso che uno dei motivi per cui le persone sono attratte da The good doctor è che contiene un messaggio di speranza. Anche nei momenti più bui si tratta di trovare quelle piccole cose della vita da celebrare, è un viaggio che tutti noi abbiamo fatto in questi ultimi mesi. Le cose che avremmo potuto dare per scontate sono davvero speciali: gli abbracci con un amico, una piccola cena o una passeggiata con qualcuno. Quelle cose possono essere magiche, ma quando la vita è più caotica possono essere dimenticate. Al di là degli episodi di pandemia, penso che una delle cose davvero divertenti di questa stagione sarà vedere Shaun come un boss. Sarà maturo nei momenti emozionanti, in cui vedi questi giovani avere i primi tirocinanti che perdono un paziente? Riuscirà ad abbracciarli, sostenerli e prepararli per il giorno successivo? Nella quarta stagione sarà emozionante vedere Shaun dare indicazioni alle persone e dire loro cosa fare".
L’attore e lo showrunner di The Good Doctor, David Shore, hanno avuto come consulente per l'autismo Melissa Reiner, fondamentale per perfezionare il personaggio. Figlio d’arte, il padre è l’attore Edward Highmore, Freddie, classe 1992, è un bambino prodigio (ha cominciato con Neverland e La fabbrica di cioccolato), ha continuato con Bates Motel, il prequel in serie di Psycho, e è diventato una star con The good doctor. Londinese, si è trasferito a Vancouver per lavoro, è nemico dei social e si capisce che è un perfezionista. "Per noi è stato incredibilmente importante sin dall'inizio ritrarre l'autismo nel modo più autentico possibile. Ciò significava fare un sacco di ricerche, avere consulenti, che sono ancora con noi, e attingere alle esperienze di persone affette da autismo. Ci hanno aiutato a raccontare la loro storie. Allo stesso tempo, la cosa di cui siamo sempre stati consapevoli è che Shaun non potrà mai rappresentare tutti coloro che soffrono di autismo. Alla fine spero che vedere Shaun sullo schermo sia un punto di partenza per una discussione più ampia sull'autismo, perché un personaggio non sarà mai in grado di rappresentare tutti".