La moglie romantica vestita di seta diventa una specie di Nikita, che corre senza voltarsi indietro, tira colpi micidiali con la grazia di una ballerina, ruba le auto come se bevesse un tè. Vittoria Puccini racconta che si è allenata con gli stuntmen, ha preso lezione di arti marziali e soprattutto ha imparato a correre come un'atleta per interpretare La fuggitiva, la serie di Carlo Carlei, in onda da domani su Rai 1.
Il pubblico che tifa per le eroine, s'innamorerà di Arianna Comani, personaggio double face che ha vissuto tante vite. E' accusata di aver ucciso il marito, assessore all'urbanistica, spunta una presunta amante. Ma cosa nasconde questa signora elegante con un passato misterioso - cresciuta da chi l'aveva rapita bambina e portata in Bosnia, quindi adottata in Italia da ricca famiglia - pronta a indossare giubbotto e sneaker e a sparire nel nulla? La fiction, se no che gusto c'è, non prevede chiarimenti alla polizia (sulle tracce della fuggitiva c'è un'altra donna, l'ispettrice Pina Turco), o la richiesta di un avvocato, solo una fuga indiavolata. "E' una donna che è sopravvissuta alla guerra" racconta l'attrice "sa che può sopravvivere a tutto. È abile nel combattimento ma ogni volta che tira un cazzotto - è l'ultima cosa che vorrebbe fare - sta male, la violenza la riporta al suo passato. Sono abbastanza pigra, la corsa non è mai stato il mio sport preferito, ma mi è piaciuto lavorare col corpo. Gli stuntmen hanno creato vere e proprie coreografie, Carlei mi ha spiegato che la caratteristica di questa donna doveva essere la velocità: ha i riflessi rapidi, com'è rapida a prendere le decisioni. Ha un istinto naturale, riesce ad avere sempre il controllo, che è la cosa più difficile. E' stato divertente anche trasformarmi e vedermi diversa, Arianna non si deve far riconoscere e indossa le parrucche".
Candidata al David di Donatello come miglior attrice per 18 regali di Francesco Amato ("un ruolo che ho nel cuore perché si ispira alla storia vera di una donna meravigliosa: nonostante il tema della malattia, è un inno alla vita"), innamorata del suo lavoro, Puccini spiega come recitare l'abbia aiutata. "Da adolescente ero timida e insicura, non mi sentivo mai all'altezza delle mie amiche. Credo che capiti a tante ragazze. Il mestiere di attrice mi ha dato forza, mi ha centrata. Il segreto è imparare ad accettarsi, quando impari a convivere con i tuoi difetti, è fatta".
Una carriera divisa tra cinema e televisione, scegliendo con cura i ruoli ("Questo della fuggitiva mi è piaciuto subito, perché propone un modello femminile interessante con i suoi contrasti, le donne perfette non esistono"), l'attrice si definisce "fortunata". "La pandemia è stata difficile, dolorosa, complicata per tutti. Per noi che facciamo questo mestiere è stato terribile, tutto lo spettacolo dal vivo si è fermato. Io sono fortunata" spiega "perché dopo il blocco totale piano piano i set si sono riaperti, ho potuto riprendere a lavorare, con tutte le precauzioni del caso. Ma il lockdown è servito anche per riflettere e impegnarmi. Da presidente di Unita, l'associazione che abbiamo fondato con oltre duecento attori, sono in prima linea per tutelare i diritti e a far ripartire lo spettacolo". Sarà ancora una donna forte in Non mi lasciare di Ciro Visco, la serie Rai che sta girando a Venezia: "Interpreto un vicequestore che segue un caso di pedopornografia online". Stavolta la velocità è sul web.