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Antonio Folletto (foto di Anna Camerlingo) 

Antonio Folletto: "Napoli è un modo di vedere la vita"

L’attore, 33 anni, è un giovane agente nella fiction 'I bastardi di Pizzofalcone' dai romanzi di Maurizio de Giovanni. Da lunedì su Rai 1 la terza stagione dopo il finale a sorpresa che ha spiazzato i fan
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Tra gli amici del commissariato, il più bastardo (col cuore d'oro) è lui, Marco Aragona, il figlio di papà che vive in albergo, fingendo con i colleghi di essere chi non è. Lo interpreta Antonio Folletto, 33 anni, sguardo malinconico, sorriso da simpatico mascalzone, uno dei giovani attori più richiesti. Dopo l'esplosione nel ristorante i fedelissimi spettatori della serie tratta dai libri di Maurizio de Giovanni erano rimasti spiazzati: ora che succede? Si scoprirà con la terza stagione dei Bastardi di Pizzofalcone diretta da Monica Vullo, da lunedì su Rai 1. La squadra guidata da Alessandro Gassmann (tra gli altri Max Gallo, Tosca D'Aquino, Gianfelice Imparato, Simona Tabasco, new entry Maria Vera Ratti) torna in azione ma ha il divieto di indagare sull'attentato: chi c'è dietro? "Non posso svelare niente" ridacchia Folletto, "dico che ci saranno grandi sorprese". Diplomato all'Accade…

Tra gli amici del commissariato, il più bastardo (col cuore d'oro) è lui, Marco Aragona, il figlio di papà che vive in albergo, fingendo con i colleghi di essere chi non è. Lo interpreta Antonio Folletto, 33 anni, sguardo malinconico, sorriso da simpatico mascalzone, uno dei giovani attori più richiesti. Dopo l'esplosione nel ristorante i fedelissimi spettatori della serie tratta dai libri di Maurizio de Giovanni erano rimasti spiazzati: ora che succede? Si scoprirà con la terza stagione dei Bastardi di Pizzofalcone diretta da Monica Vullo, da lunedì su Rai 1. La squadra guidata da Alessandro Gassmann (tra gli altri Max Gallo, Tosca D'Aquino, Gianfelice Imparato, Simona Tabasco, new entry Maria Vera Ratti) torna in azione ma ha il divieto di indagare sull'attentato: chi c'è dietro? "Non posso svelare niente" ridacchia Folletto, "dico che ci saranno grandi sorprese". Diplomato all'Accademia nazionale d'arte drammatica, nato a Napoli, cresciuto a Viareggio, 'O Principe in Gomorra, adottato dal cinema (tra i film L'attesa di Piero Messina e Capri - Revolution con Martone), senza dimenticare il teatro, l'attore è tra i protagonisti di A casa tutti bene - la serie diretta da Gabriele Muccino per Sky.

Com'è cambiata la sua vita dopo I bastardi di Pizzofalcone?
"Non mi aspettavo tanto successo ma sapevo quanto fossero amati i romanzi di Maurizio de Giovanni. C'è un affetto enorme da parte dei lettori e degli spettatori".

L'alchimia che si vede nella serie è vera?
"Con i miei colleghi 'bastardi' il rapporto è stupendo e anche con chi ha ruoli in puntata. Aiuta. È un progetto che ha cambiato tre registi: D'Alatri, Carlei e ora Monica Vullo, tostissima. Dieci ore sul set".

Che significa girare a Napoli?
"Tanto. Mastroianni spiegò che sarebbe voluto rinascere napoletano. Raccontò un aneddoto: 'Ero a via del Corso e ho sentito dire a una signora: guarda com'è invecchiato Mastroianni... A Napoli il proprietario di una pasticceria a via Toledo mi guarda: 'Ce simmo fatti vecchi Marcelli'? Ce lo vulimmo piglia' nu bello caffè?''. Napoli è un modo di vedere la vita. Io ho la fortuna di esserci nato, è un rapporto viscerale, anche se a sette anni ci siamo trasferiti a Viareggio. Me ne rendo conto tutte le volte che torno. I bastardi di Pizzofalcone fotografa la città, bellezza e miserie, i produttori Gabriella Buontempo e Massimo Martino con RaiFiction ci hanno messo una cura incredibile".

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Come definirebbe Aragona?
"Un figlio di papà innamorato del suo lavoro. Non sono nato con la camicia come lui, mi sono divertito a interpretrlo, affronta la vita da smargiasso. Vivere in albergo gli permette di fare quello che vuole. Anche se pensa - o dice - una cosa giusta, non ha mai il modo di farla: è sempre in controtempo".

Ma rivela di avere un gran cuore nel rapporto con Pisanelli (Gianfelice Imparato).
"Volevamo restituire la dolcezza tra due persone che hanno poco a che spartire: Aragona è alla ricerca di un padre e l'altro è un solitario".

Si è mai confrontato con De Giovanni?
"Certo. Mi disse: 'All'inizio non ero convinto di te, eri troppo bello. Dopo ho capito che eri Aragona'. Abbiamo parlato tanto del personaggio, del fatto che è come se avesse la musica nel sangue e che, come Serpico, non molla mai".

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Perché ha fatto l'attore?
"Grazie a mio nonno Ciro, che amava il cinema: guardavamo i film di Risi e Fellini. Mi ha fatto conoscere Mastroianni, Totò, Gassman, Tognazzi, Sordi. Facevo le imitazioni per far ridere. Quando sono stato preso all'Accademia ho capito che era un lavoro e ci potevo pagare le bollette".

Ha un modello?
"Totò, Mastroianni e Volonté: i tre insieme sono la perfezione".

La sua famiglia l'ha sostenuta?
"Sempre, qualsiasi cosa avessi provato a fare: l'appoggio era l'amore; mia madre era felice quando lo ero io. Papà è morto quando era incinta. Ho amici cari che hanno subito la stessa sorte. Come reagire a questa assenza e crescere è un'esperienza molto personale. Se ti circonda l'amore ti senti più sicuro, ma non vuol dire che sia stato tutto rose e fiori".

Si è trasferito in America. Com'è andata?
"Con mia moglie Matilda Lutz siamo stati a Santa Monica. Non ci siamo mai trasferiti realmente, abbiamo sempre fatto avanti e indietro, Matilda è per metà americana, l'amore mi ha portato lì. Mio figlio Oliver Antonio ha quasi 3 anni, un amore enorme che cambia la vita. Mi piace molto fare il papà".